martedì 28 aprile 2009

Il grado zero della pittura: Jason Martin a Venezia.



Presso la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è aperta fino al 17 maggio la mostra “Temi & Variazioni. Dalla grafia all’azzeramento”, che a partire dalle avanguardie storiche analizza e mostra la presenza del segno all’interno della composizione, dal collage alla tipografia, dai numeri alle lettere, fino al monocromo e dunque l’azzeramento del segno. Questo grado zero della pittura è rappresentato dall’opera di Jason Martin, pittore britannico cui è dedicata una personale dal titolo Vigil/Veglia all’interno della mostra stessa.

Martin presenta una decina di opere, in bilico tra pittura e scultura: si tratta infatti di monocromi molto materici e luminosi, ottenuti con pennellate dense di materiali eterogenei quali olio e gel acrilico su superfici di alluminio, acciaio inox e perspex. Il colore diventa dunque struttura vera e propria dell’opera, non semplice decorazione: attraverso movimenti rotatori e slittamenti della materia sui supporti le opere di Martin sono dei monocromi colmi di riflessi e onde di luce naturali. Il gesto e il movimento dell’immagine diventano simultanei, l’opera materializza il gesto che l’ha prodotta, in un rigore concettuale che si rifà dall’Espressionismo astratto americano.

Jason Martin fa parte della generazione degli Young British Artists, un gruppo di artisti concettuali la cui nascita risale all’inizio degli anni ’90, quando la Saatchi Gallery di Londra, loro “mecenate”, dedicò agli artisti una controversa esposizione.

A Venezia Martin propone anche dei lavori realizzati ad hoc per la mostra: “Questa mostra è in parte una risposta alle straordinarie opere conservate alla Collezione Peggy Guggenheim, ed è mirata a suscitare un dialogo, una conversazione tra i miei dipinti e quelli del primo Modernismo. (…) Attraverso l’uso di gel, olio o materiali misti mostrerò un vocabolario completo del mio linguaggio pittorico”.

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