mercoledì 29 aprile 2009

Il trionfale 2008 dell'energia eolica in Europa e i dubbi sul solare: la risposta ai bisogni di energia "soffia nel vento"?


Finalmente una buona notizia sulla spinosa questione della produzione di energia elettrica: nel 2008 nell'Unione Europea sono entrati in servizio impianti di produzione per quasi 20.000 MW e per la prima volta le energie rinnovabili sono state quasi pari ai combustibili fossili, grazie all'energia eolico, che vince la classifica con un bel distacco: ben il 43% dei nuovo megawatt impiantati sono ricavati dal vento (con un incremento in termini assoluti del 15% rispetto all'installato del 2007). Seguono gas (35%), petrolio (13%) carbone (4%) e, seconda fra le rinnovabili, l'energia idroelettrica con il 2%. Il valore del fotovoltaico è risibile.
I risultati dell'eolico sono veramente lusinghieri in Europa, mentre gli Usa sono un po' più indietro (anche se la consociata statunitense della nostra ENEL sta progettando grosse cose e non è la sola).
Questi dati si prestano ad alcune considerazioni importanti:

1. un futuro energetico “rinnovabile” è davvero possibile
2. nell'immediato conviene puntare sull'eolico
3. il solare, nonostante il grande battage pubblicitario e le spinte politiche di cui gode, è assolutamente inconsistente

Le turbine eoliche installate fino ad oggi assicurano il 4.2% della domanda di corrente elettrica della UE, evitando di emettere in atmosfera 108 milioni di tonnellate di C0 2 all'anno (come se si togliessero dalle strade europee più di 50 milioni di automobili).
A questo vanno aggiunti dei grossi vantaggi economici: l'eolico consente di crearsi energia in casa propria ad un costo più o meno costante, evita inquinamento atmosferico e importazioni dall'estero che penalizzano la bilancia commerciale, produce posti di lavoro (160.000 nella EU, che in un periodo come questo sono tutt'altro che trascurabili), crea know-how da rivendere all'estero. L'unico impatto è quello visivo delle pale eoliche, ma mi sembra che in Italia in materia paesaggistico – ambientale si sia fatto anche di molto peggio....
Quello che lascia oggettivamente perplessi è la mancanza di attenzione in merito degli organi di stampa generalisti, che si occupano dell'argomento solo in casi particolari, spesso dando fiato a nemici delle pale eoliche, ree di disturbare il paesaggio. Noto a questo proposito come in Sicilia stanno avversando l'idea di turbine eoliche a largo delle coste e nella terraferma, con grandi personaggi politici coinvolti: mi chiedo cosa pensino questi stessi personaggi della cementificazione delle bellissime spiagge dell'isola..... Ho notizie di almeno un altro caso in Italia, in Maremma
Eppure il nostro paese, per una volta, non sta a guardare: secondo la EWEA, European Wind Energy Association, siamo al terzo posto in Europa per megawatt eolici installati nel 2008: Germania e Spagna si giocano il primato (rispettivamente 1665 e 1609 MW), ma noi arriviamo buoni terzi con 1010 MW, davanti a Francia (950) e Gran Bretagna (840). Da notare che i paesi rivieraschi dell'Atlantico hanno dei venti molto più interessanti dei nostri.....
In sostanza ci sono 12 stati europei che hanno più di 900 Megawatt di capacità di produzione di energia eolica. E in paesi più piccoli o in cui questa fonte di energia copre un fabbisogno marginale, il 2008 ha portato un raddoppio della capacità installata.

Si parla molto di produzione di energia eolica su piattaforme offshore: indicata da molti come la soluzione migliore, allo stato è responsabile di appena il 2% della produzione totale. Ci sono molto progetti in materia, specialmente in California, ma ci sono delle perplessità per eventuali conseguenze sulla fauna e la flora marine: se da un lato queste “isole” potrebbero servire per ricostituire artificialmente un buon ecosistema costiero un po' a largo (e quindi fungere anche da fulcri per la salvaguardia delle creature marine), uno studio ha ipotizzato che tali costruzioni possano rallentare le correnti lungo le coste interessate, provocando un rimescolamento in verticale delle acque che avrebbe delle pesanti ripercussioni sulla distribuzione delle sostanze nutritive. Un punto di vista da studiare con interesse, secondo il noto "principio di precauzione”, anche se mi entra una pulce nell'orecchio: la ricerca proviene dalla Norvegia, uno dei maggiori paesi produttori di petrolio e gas....
Se il vento sta riscuotendo tutto questo successo nel silenzio, il solare si sta rivelando un bluff, nonostante l'enorme spinta politica e mediatica? Io aspetterei ancora un pò a parlare di bluff. Diciamo che il solare ha ancora dei problemi non indifferenti e che, una volta risolti, potrà comunque occupare dei settori “di nicchia”. Fondamentalmente il Kw solare costa ancora troppo, l'energia che sviluppa è poca e soprattutto è generata discontinuamente: il vento soffia 24 ore su 24 (e indipendentemente dalla presenza di nuvole), il solare necessita appunto dell'insolazione e quindi, se anche può funzionare persino con cielo nuvoloso, è impossibile che ciò avvenga di notte....

Quindi per poter essere indipendente, un impianto fotovoltaico deve essere dotato di un polmone per conservare in qualche modo l'energia, per la notte e per i giorni a scarsa luminosità. E qui casca l'asino: sfortunatamente lo stoccaggio di energia elettrica è molto difficile (altrimenti l'auto elettrica sarebbe una realtà ben più solida...).
Sono state già fatte delle esperienze utilizzando come vettore e riserva di energia l'idrogeno (per esempio ad Arezzo, ne ho parlato l'estate scorsa). Il problema è che ancora i costi sono alti, insostenibili per l'economia reale anche se il sistema è estremamente vantaggioso dal punto di vista ambientale.
La ricerca sul fotovoltaico deve svolgersi su due binari, migliorare l'efficienza dei pannelli e trovare delle tecniche di stoccaggio dell'energia prodotta più efficaci. Sul primo aspetto leggo notizie tutti i giorni - anche troppe -, sul secondo un po' meno. Pensare ad un futuro in cui almeno le utenze domestiche (i classici 3 kwh) possano essere servite da energia fotovoltaica prodotta e stoccata in proprio non è vietato. Ma è ancora piuttosto lontano: oggi ci sono solo buoni esempi di piccole attrezzature che consumano poca energia alimentate con celle fotovoltaiche, come cartelli stradali (in California persino cartelloni pubblicitari), idrometri e quant'altro.

Invece le potenzialità dell'energia eolica per la produzione concentrata di grandi quantitativi di energia sono ormai assodate e nell'immediato, con la fame di energia che c'è e con la drammatica situazione delle emissioni dei combustibili fossili, questa è la fonte da privilegiare ovunque e comunque. Teniamo conto anche che, se oggi (febbraio 2009) il prezzo del petrolio è ai minimi, prima o poi risalirà, con evidenti ripercussioni sul prezzo dell'energia che vi viene prodotta, mentre il costo di produzione di un kilowatt eolico rimarrà evidentemente costante....
Insomma, alla famosissima canzone di Bob Dylan bisognerebbe aggiungere che anche il futuro dell'energia pulita “is blowing in the wind”....

Aldo Piombino - Scienzeedintorni - http://aldopiombino.blogspot.com


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