mercoledì 22 aprile 2009

Venezia: DEPERO Opere della collezione Fedrizzi


I Musei Civici di Venezia aprono le celebrazioni per il centenario del Futurismo - che culmineranno nella grande mostra al Correr del giugno 2009 - con una preziosa anticipazione, dedicata a Fortunato Depero (1892-1960).

La mostra si realizza grazie alla generosa disponibilità della famiglia Fedrizzi, che non solo consente l’esposizione al pubblico per la prima volta, nella sua globalità, della collezione formata da Giuseppe Fedrizzi (1918-1979) in anni di frequentazione personale con l’artista e la moglie Rosetta, ma anche intende, dopo la mostra, lasciarla ai Musei Civici di Venezia con un deposito a lungo termine a Ca’ Pesaro.
Presenta oltre ottanta opere realizzate tra il 1914 e il 1956 - olii, tempere, disegni a china e a carboncino, collage, bozzetti pubblicitari, tarsie in legno e in stoffe colorate, progetti di arredo - con celebri capolavori, come il Libro imbullonato (1927) o Nitrito in Velocità (1922), e opere inedite che documentano l’attitudine multimediale di Depero, in una visione totalizzante dell’espressione artistica e in un contesto di apertura globale a ogni esperienza, dentro e oltre il futurismo.

Nato a Fondo (Val di Non) nel 1892, Fortunato Depero si trasferisce con la famiglia a Rovereto dove frequenta la Scuola Reale Elisabettina, in un ambiente mitteleuropeo in cui si innestano, in quegli anni, stimoli diversi, dalle istanze irredentiste agli echi della nascente rivoluzione futurista.
Si trasferisce a Roma nel dicembre del 1913 ove conosce Balla, Cangiullo, Marinetti e Sprovieri. Nel marzo del 1915 pubblica con Giacomo Balla la Ricostruzione Futurista dell'Universo che proietta il Futurismo nella vita, oltre la pittura e la scultura, verso le arti applicate. Nel 1916 conosce Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, che visita il suo studio e gli commissiona scene e costumi; in quel periodo incontra anche il ballerino Massine, il poeta Cocteau e molti artisti, fra cui Picasso, Larionov e la Gontcharova. Conosce il poeta svizzero Gilbert Clavel e con lui soggiorna a Capri nel 1917, illustrando il racconto Un istituto per suicidi; nello stesso anno prepara anche spettacoli teatrali e nel 1918, in collaborazione con Clavel, rappresenta a Roma i Balli Plastici, uno spettacolo di marionette composto da cinque azioni, musicate da Casella, Malipiero, Bartok, Tyrwhitt.
Nel 1919 apre a Rovereto la Casa d’Arte Depero ove produce oggetti d’arte applicata, tarsie in panno e collage. La ricerca di Depero dei primi anni ’20 è incentrata anche sui nuovi dettami dell’arte meccanica futurista, e proprio la particolare attitudine decorativa di questa fase trova applicazione nelle straordinarie opere di soggetto veneziano.
Questa stessa attitudine gli vale, nel ’25, il compito di rappresentare l’Italia, insieme a Prampolini e a Balla, all’Esposizione Internazionale di Parigi da cui nasce l’Art Déco.
Due anni dopo pubblica Depero futurista 1913-1927 (libro imbullonato), primo esempio di libro-oggetto futurista.
Nel settembre del 1928 è a New York, dove è molto attivo nei settori della scenografia teatrale e della pubblicità. Nel 1930 torna in Italia, e tra il '31 e il '36 fonda e dirige la rivista Dinamo, pubblica le Liriche radiofoniche e partecipa a numerose mostre nazionali ed internazionali. Dal 1947 è di nuovo negli Stati Uniti per due anni.
Nel 1951 partecipa alla IX Triennale di Milano con una sala personale e nel 1952 è nella sala dei maestri alla XXVI Biennale di Venezia. Realizza quindi la decorazione della sala del Consiglio Provinciale a Trento (1953-56). Nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale romana e, l'anno seguente, in collaborazione con il Comune di Rovereto, avvia la realizzazione della Galleria Permanente e Museo Depero, istituzione che oggi conta più di 3000 fra dipinti e disegni, circa 7500 manoscritti e una ricca biblioteca sul Futurismo. Il museo è inaugurato nel '59. Nello stesso anno è presente alla mostra commemorativa per il cinquantenario del primo manifesto futurista.
Muore a Rovereto nel 1960.

prorogata fino al 3 maggio 2009
Museo Correr, tutti i giorni 10.00-17.00 (ultima entrata ore 16.00)
biglietto per la mostra 5 €, ridotto 3 €


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