domenica 24 maggio 2009

Anton's Memory by Yoko Ono

Yoko Ono
The year 2002; painting to be slept
Installazione
1962 - 2008
Yoko Ono
My mommy is beautiful
Installazione
2004
Yoko Ono
Unfinished element Yoko Ono's touch me
marmo
2009
Yoko Ono
Blue Room event
Installazione
1966
Yoko Ono
My Mommy is beautiful
installazione
2004
Yoko Ono
Sky tv for Hokkaido
installazione
1966 - 2008
Yoko Ono
Sky tv for Hokkaido
installazione
1966 - 2008
Sede
Palazzetto Tito
Apertura
29 maggio 2009
20 settembre 2009
Orario
10:30 - 17:30
Chiusura
lunedì e martedì
Inaugurazione
28 maggio ore 16.00
Prezzo biglietto
intero 3 euro euro; ridotto 2 euro euro
Ufficio stampa
Giorgia Gallina con Studio Pesci
E-mail
press@bevilacqualamasa.it

Curatore
Nora Halpern
Informazioni
Fondazione Bevilacqua La Masa
tel. 041/5207797
tel. 041/5208879
fax 041/5208955

A prison is made of ice
It melts in the spring
A castle is made of clay
It crumbles in time
Welcome to time
The great equalizer
of all things.

Una prigione fatta di ghiaccio
Si scioglie nella primavera
Un castello fatto di argilla
Si polverizza nel tempo
Benvenuti nel tempo
Il grande bilanciere
Di tutte le cose.

Yoko Ono 09
La Fondazione Bevilacqua la Masa è lieta di ospitare lesposizione personale Antons Memory di Yoko Ono, che il 6 giugno riceverà il Leone dOro alla Carriera dalla Biennale di Venezia. Lartista, nota dalla prima metà degli anni sessanta come performer davanguardia e una delle fondatrici di Fluxus, ha costruito una esposizione che vuole essere un vasto affresco della sua pratica artistica.
Il titolo della mostra, ANTONS MEMORY, rimanda alla vita di una donna vista attraverso gli occhi del figlio, e della sua debole memoria, come dice Yoko Ono stessa.
La mostra è pensata appositamente per gli ambienti di Palazzetto Tito e
comprende un continuo bilanciamento tra lavori vecchi e nuove opere: film,
composizioni sonore, sculture, disegni e dipinti, oltre ad alcune installazioni interattive che coinvolgeranno il pubblico stesso. Saranno presenti, tra laltro, molti accenni alla materia del corpo e al senso del tatto: per esempio la scultura Touch me III a conterrà, come stipati in cassetti preziosi, dei frammenti di corpo femminile.
Al centro dellallestimento compariranno due versioni, una recente e quella
originale, della performance Cut Piece, del 1965 e del 2003. In questa performance, lartista concede al pubblico di tagliare progressivamente parti del suo abito.
Nella prima versione Yoko Ono ha 32 anni, nella seconda ne ha 70 questa differenza da cosi modo di vedere la consistenza delle tracce lasciate su di noi dal passare del tempo.
Elmetti militari della seconda guerra mondiale contenenti pezzi di cielo;
il video di un tentativo inutile di strapparsi il reggiseno e respirare liberamente (una metafora questa di liberazione femminile); un suono insistente di tosse; tavoli, carte e penne perché chiunque possa scrivere il proprio pensiero e lasciarne una traccia; il libro di ricette per azioni artistiche Grapefruit (1964) lasciato in giro come
un elemento generativo per tutto il resto; nella sala maggiore del palazzetto veneziano tra finestre ogivali aperte sulla natura o chiuse da vetri colorati tavoli per giocare a scacchi in tutta calma,... tutto cio ed altro ancora, accanto ad una colonna sonora commovente, completeranno il percorso della mostra punteggiato anche dalla mano dellartista che scriverà sui muri, di suo pugno, parole e poesie.
Lintero allestimento negli ambienti di Palazzetto Tito formerà un insieme unitario che evoca la memoria di Anton. Qualcosa che possiamo vedere come una storia codificata, cioè la vicenda di un figlio adulto che ripensa, attraverso segni e reperti, alla vicenda esistenziale di sua madre.

Nelle parole della curatrice del progetto, Nora Halpern: Anton's Memory
rimanda al pensiero di Yoko Ono sulluniverso, un luogo in cui ogni cosa è connessa al resto, e il regno del tempo in cui tutti viviamo. Attraverso la sua installazione alla Bevilacqua La Masa,come negli altri lavori pensati per Venezia e per la performance che prenderà forma al Teatro La Fenice in programma per il giorno 11 Settembre, lartista evoca memorie che appartengono al vissuto personale, così come ai desideri e alle relazioni collettive.

In occasione della mostra sarà pubblicato un libro dartista come estensione durevole infinita della mostra. Oltre a questo, una brochure con i testi della curatrice Nora Halpern e di Angela Vettese, Presidente della Fondazione.

Sullartista
Nata nel 1933 a Tokyo, Yoko Ono è una delle pioniere dellArte concettuale, e una delle artiste più influenti del Ventesimo secolo. Nel 1952 è fra le prime donne in Giappone a studiare filosofia. Dalla metà degli anni Cinquanta si trasferisce a New York, dove prende parte alla vibrante scena artistica che include, fra gli altri, il compositore John Cage e artisti del calibro di La Monte Young.

È proprio con Young che nel 1960 Yoko Ono dà vita a una serie di incontri nel suo loft vicino Canal Street, a cui partecipano non solo giovani artisti e musicisti come Jasper Johns, Gorge Maciunas - poi fondatori del movimento Fluxus e Robert Rauschenberg, ma anche icone del mondo artistico come Marcel Duchamp, Max Ernst, Peggy Guggenheim e Isamu Noguchi. Dallinizio della sua carriera ad oggi, lopera di Yoko Ono non ha mai smesso di influire sulle generazioni degli artisti che le sono seguiti. Il suo impegno per la pace, iniziato col marito John Lennon, non si è mai interrotto, neanche dopo la sua morte.

In occasione della 53ma Biennale di Arti Visive Yoko Ono riceverà il Leone dOro alla Carriera.

Per la stampa:
In occasione della inaugurazione del giorno 28 maggio ci sarà una conferenza stampa alle ore 11 nella sede di palazzetto Tito alla presenza dellartista. Tornerà a Venezia per ricevere il Leone dOro il 6 giugno 2009.
La mostra personale di Yoko Ono è stata realizzata grazie alla collaborazione fra la presidente dellIstituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, Angela Vettese, la curatrice del progetto, Nora Halpern, con la supervisione di Jon Hendricks, curatore dellopera di Yoko Ono.
Il progetto veneziano è coordinato da Anita Sieff, mentre la performance al Teatro La Fenice è a cura di Francesca Pasini.

La mostra è stata resa possibile grazie al generoso supporto di:

Fondazione Bevilacqua La Masa
e Peter Norton Family Foundation
Bell Family Foundation
Broad Art Foundation
Provisions Library

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