venerdì 15 maggio 2009

Centrali nucleari nelle aree militari ?


Leggiamo attentamente l'interrogazione allegata e cominciamo a preoccuparci. Non c'è limite al peggio.




Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01500


Atto n. 4-01500

Pubblicato il 14 maggio 2009
Seduta n. 207

PEGORER , SCANU , DELLA SETA - Ai Ministri della difesa, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i rapporti con le Regioni. -

Premesso che:

il disegno di legge Atto Senato 1195 ("Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia"), approvato dal Senato e destinato all'esame in terza lettura della Camera dei deputati, contempla, tra l'altro, norme che consentono al Ministero della difesa di affidare in concessione a soggetti privati aree militari, nonché infrastrutture e beni del demanio militare, al fine di installarvi impianti energetici;

il disegno di legge Atto Senato 1373 («Misure a tutela dei segni distintivi delle Forze armate e costituzione della società "Difesa Servizi Spa"»), attualmente all'esame della 4a Commissione permanente (Difesa) del Senato, prevede, tra l'altro, che il Ministero della difesa possa costituire una società di diritto privato, la "Difesa Servizi Spa", per svolgere varie funzioni, tra cui la valorizzazione del patrimonio immobiliare del demanio militare;

dal combinato disposto delle disposizioni contenute nei suddetti disegni di legge, emerge un quadro per cui una società di diritto privato, costituita su affidamento diretto del Ministero della difesa, potrebbe gestire in aree del demanio militare, quindi sottratte a qualsiasi possibilità di controllo da parte degli organi amministrativi e delle istituzioni locali, impianti energetici, ovvero centrali nucleari o termovalorizzatori;

la possibilità relativa alla realizzazione di impianti di produzione di energia in aree militari è stata peraltro confermata, in sede di audizioni in 4a Commissione permanente (Difesa) del Senato sul suddetto disegno di legge, dal Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare, Generale S. A. Daniele Tei il 6 maggio 2009 e dal Capo di Stato maggiore della difesa generale Vincenzo Camporini il 31 marzo 2009;

la realizzazione di tali impianti è evidentemente destinata ad incidere sull'assetto di vaste realtà territoriali e presenta profili di rischio industriale e di impatto ambientale;

in particolare, ad esempio, la gestione di un termovalorizzatore e quindi del ciclo dei rifiuti ad esso collegato rappresenta un vero e proprio settore produttivo e industriale, articolato con varie connessioni e agente su più soggetti istituzionali, imprenditoriali e sociali,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo ritengano la procedura delineata dai suddetti disegni di legge in grado di garantire un adeguato contemperamento degli interessi pubblici riguardanti l'assetto del territorio e le esigenze di tutela della salute, anche per quanto concerne il trasferimento di funzioni riguardanti la valorizzazione di immobili militari, e quindi anche la relativa realizzazione di accordi di programma con gli enti locali, a una società di diritto privato;

se non ritengano che la realizzazione di impianti di produzione di energia in aree militari possa di fatto esautorare gli enti locali, le istituzioni pubbliche e le comunità locali coinvolte da qualsiasi possibilità di informazione e controllo sull'attività e le modalità di gestione di detti impianti;

se non ritengano che iniziative di tale portata debbano rispondere a criteri più precisi e puntuali in materia di tutela delle competenze e prerogative dei governi locali.

Nessun commento:

Posta un commento