giovedì 7 maggio 2009

L'Europarlamento stacca la spina alla legge Sarkozy sul p2p

di Alessia Grossi

Con 407 sì, 57 no e 171 astenuti il Parlamento Europeo stacca la spina alla dura legge Sarkozy contro il p2p. L'emendamento, proposto da Verdi, Sinistra e Liberaldemocratici, e votato dalla maggioranza riunita in seduta plenaria mercoledì, prevede che si possa staccare internet agli utenti solo in presenza di una sentenza del tribunale in proposito.

Così, l'emendamento si va sostituire quello di compromesso, raggiunto già a fatica, che conciliava la dura legge francese voluta dal presidente Sarkozy con l'apertura della rete voluta dall'opposizion, e che prevedeva il diritto ad un giudizio da parte di un tribunale indipendente prima di vietare la connessione Internet ad un utente che scaricasse illegalmente dalla Rete, ma senza l'obbligo di una sentenza.

I tre gruppi, invece, mercoledì hanno ritirato mercoledì la loro firma a quell'accordo tanto da far slittare l'approvazione dell'intero pacchetto della riforma delle telecomunicazioni voluto dal Commissario europeo Viviane Reding che anche per il cambiamento di un solo emendamento il testo deve tornare in fase di conciliazione.

Doppia vittoria, dunque, per i sostenitori del p2p. Se da un lato il voto dell'aula di Strasburgo blocca ancora una volta il tentativo francese di far passare la linea dura, dall'altro vedono riconosciuta l'importanza della loro battaglia.

Il Pacchetto Telecom, infatti, a questo punto per via dell'emendamento antipirateria non vedrà la luce in questa legislatura, dato che quella del 6 maggio era l'ultima seduta prima delle elezioni del 7 giugno.

C'è da dire, poi, che la votazione di mercoledì cade proprio a pochi giorni da quella in cui, la settimana prossima, il Parlamento francese voterà in via definita l'approvazione della legge antipirateria.

«C'è una questione aperta ora, che è molto importante per i cittadini», ha ammesso il portavoce del Commissario Ue per le Telecomunicazioni Viviane Reding. «La Commissione Europea ora assieme al consiglio dei ministri vedrà se alla riunione del 12 giugno sarà possibile raggiungere un accordo con gli stati membri su questo. Questo pacchetto è troppo importante per fallire su un tema del genere», ha spiegato.

Intanto il 12 giungo, con la nuova legislatura, qualcosa potrebbe cambiare. il Partito Pirata svedese, che vuol riformare la legge sul diritto d'autore, infatti, potrebbe cavalcare proprio quest'onda di malcontento sui rigidi controlli sul file-sharing al computer e arrivare con le elezioni di giugno nell'Europarlamento. Le due pene inflitte lo scorso mese a quattro svedesi di The Pirate Bay, il sito web di file-sharing gratuito più grandi del mondo, a quanto pare potrebbe aver lanciato la popolarità del partito tra gli elettori svedesi più giovani. A dirlo è un recente sondaggio. «E' decisamente qualcosa che ha puntato i riflettori sui nostri temi - ha detto a Reuters Christian Engstrom, principale candidato del partito al Parlamento Europeo. Ed ha dimostrato perché sia così importante, perché il marchingegno legale, se gli si permetterà di continuare, si scontrerà con Internet, iniziando con Pirate Bay e poi proseguendo con altre aziende».

A dare i numeri sulle conseguenze dei riflettori è un'indagine di DN/Synovate in vista del voto europeo che ha rilevato che il partito, che pur non essendo collegato a Pirate Bay ha punti di vista che coincidono con quelli dei condannati, ha ottenuto il 5,1 per cento di consensi tra gli elettori svedesi. Questo basterebbe a garantire un seggio all'Europarlamento al partito,che vuole deregolamentare i diritti d'autore, di abolire il sistema dei brevetti ed abbassare il livello di vigilanza su Internet. Soprattuto se si pensa che il partito, fondato nel 2006, ha ottenuto quest'anno solo lo 0,6 per cento di voti alle elezioni in Svezia.

06 maggio 2009

www.unita.it

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