mercoledì 29 dicembre 2010

Fango, rugby e amore Torna 'Il campione' di Storey




A 50 anni dalla sua prima pubblicazione in Italia, di nuovo in libreria quello è stato definito il miglior romanzo di sport mai scritto. L'autore, un rugbista che somigliava a Parisse, ribattezzato il 'Checov del Nord'

di MASSIMO CALANDRI


Fango, rugby e amore Torna 'Il campione' di Storey
David Storey giocava a rugby a Leeds. Secondo dopoguerra. Il rugby a XIII del North Yorkshire. Quello dei minatori e degli operai, dello stesso fango celtico dell'Union ma pure dei cazzotti e dei calcioni di chi lo faceva soprattutto per soldi e non aveva niente da perdere. Dicono avesse il fisico e le qualità di Sergio Parisse. Chissà se è vero. Di certo David Storey aveva la stessa età, 27 anni, quando pubblicò "The sporting life", il suo primo romanzo. Una storia bellissima di amore e di sport, struggente e intensa come un incontro notturno a Wakefield. Le luci fioche e le vecchie fabbriche sullo sfondo. Una storia fradicia di pioggia e cupa, coperta dalla cenere grigia delle industrie e delle miniere, rischiarata dalle più crude e per questo suggestive cronache di mischie e di placcaggi che si possano leggere. Un capolavoro che cinquant'anni fa divenne un best seller, pubblicato in Italia nel 1962 da Feltrinelli come "Il campione". E da cui il regista Lindsay Anderson trasse l'omonimo film, protagonista un altro rugbista vero - Richard Harris -, poi inserito dal British Film Institute tra le cento migliori pellicole britanniche del Ventesimo secolo.

"Il campione" di Storey è tornato in libreria grazie ad una lungimirante casa editrice italiana dal nome misterioso o quasi, 66thand2nd, e grazie alla nuova traduzione di Guido ed Irene Bulla. Un libro da leggere assolutamente. E' la storia dell'irruento Arthur Machin, ingaggiato dalla squadra di rugby di Primestone: un operaio che diventa l'idolo dei tifosi e prova a riscattare un'esistenza frustrata ed anonima conquistando l'affetto della signora Hammand, vedova e sua padrona di casa. Il libro aprì le porte al giovane Storey, diventato romanziere, poeta, drammaturgo e sceneggiatore di straordinario successo. Figlio di un minatore, giocava a rugby e somigliava a Parisse. Ma giovanissimo lasciò tutto per una borsa di studio a Londra alla Slade School of Fine Art. Lo hanno soprannominato il 'Cechov del Nord', è stato l'esponente di punta di quel manipolo di scrittori realisti inglesi ribattezzati i Giovani Arrabbiati.
Nei giorni scorsi The Guardian ne ha festeggiato il mezzo secolo di pubblicazione di - uscì in Gran Bretagna alla vigilia del Natale 1960 - definendo 'The sporting life' "il miglior romanzo sportivo che sia mai stato scritto". Ci sono mille passaggi del suo libro che varrebbe la pena di citare, ma ne basta uno: "Ci piegammo per la mischia, ansimanti per i primi segni di affanno, con il vapore che si alzava dai corpi affaticati dei tre-quarti. Vidi la palla scivolosa rotolarmi tra le gambe e Maurice afferrarla con impazienza. Con una finta ubriacante sfrecciò a lato del capitano ancora stordito e fu intercettato dall'ala. Scalciò, menò colpi, si contorse e si lanciò sopra la linea di meta. La folla urlò e si impennò come un animale in un recinto, come uno specchio d'acqua improvvisamente agitato. Fischietti, campanelli e trombe echeggiarono librandosi sul ruggito animale. Corsi da lui, gli diedi una pacca sulla spalla e tornammo indietro in gruppetti felici".
David Storey diceva che il rugby "è il solo sport per uomini che sia rimasto". Ha smesso di giocarlo, ha cominciato a scriverne. Ed è rimasto un uomo. Un campione.
(29 dicembre 2010)

Cineforum al Cinema Cristallo: i film della seconda parte della rassegna




Molto interessanti le proposte della seconda parte della rassegna del Cinema Cristallo Oderzo - TV: prima proiezione la sera del mercoledì in due orari, alle 20 e alle 22, senza presentazione né dibattito; seconda proiezione il giovedì alle 21 con il cineforum curato dal Circolo Pietro Dal Monaco: come di consueto una breve presentazione prima del film e, al termine, solo per chi desidera rimanere, la partecipazione al dibattito.
Segnaliamo in particolare l’evento del 20 gennaio, con la presenza in sala di Aureliano Amadei, regista del film 20 sigarette che racconta la drammatica vicenda dell’attentato di Nassiriya del novembre 2003, costato la vita a 28 persone e nel quale lo stesso Amadei è stato ferito gravemente.
Appuntamento in sala

(tutti i giovedì sera: CINEFORUM a cura del Circolo Cinematografico Pietro Dal Monaco)
Ingresso Intero € 5,00 - Ingresso Ridotto € 4,00

La programmazione potrebbe subire delle variazioni.

mercoledì 13 - giovedì 14 gennaio
LA PECORA NERA

di Ascanio Celestini (Italia 2010) Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 19 - giovedì 20 gennaio
20 SIGARETTE

di Aureliano Amadei (Italia 2010). Con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Orsetta De Rossi.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

Giovedì 20 sarà presente in sala il regista Aureliano Amadei

mercoledì 26 - giovedì 27 gennaio
UOMINI DI DIO

di Xavier Beauvois (Francia, 2010). Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 2 - giovedì 3 febbraio
QUELLA SERA DORATA

di James Ivory (Gran Bretagna 2009). Con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 9 - giovedì 10 febbraio
POTICHE – LA BELLA STATUINA

di François Ozon (Francia 2010). Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Fabrice Luchini, Karin Viard.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 16 - giovedì 17 febbraio
IN UN MONDO MIGLIORE

di Susanne Bier (Danimarca, Svezia 2010). Con Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Markus Rygaard.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 23 - giovedì 24 febbraio
PRECIOUS

di Lee Daniels (USA 2009). Con Mo'Nique, Paula Patton, Mariah Carey, Sherri Shepherd, Lenny Kravitz.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 2 - giovedì 3 marzo
POST MORTEM

di Pablo Larrain (Cile, Messico, Germania 2010). Con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 9 - giovedì 10 marzo
WE WANT SEX

di Nigel Cole (Gran Bretagna 2009). Con Sally Hawkins, Bob Hoskins, Miranda Richardson, Geraldine James, Rosamund Pike.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

martedì 15 - giovedì 17 marzo
LA PASSIONE

di Carlo Mazzacurati (Italia 2010). Con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi, Stefania Sandrelli

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 23 - giovedì 24 marzo
UNA VITA TRANQUILLA

di Claudo Cupellini (Italia 2010). Con Toni Servillo, Marco D'Amore, Francesco Di Leva, Juliane Köhler.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 30 - giovedì 31 marzo
NOI CREDEVAMO

di Mario Martone (Italia, Francia 2010). Con Luigi Pisani, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Guido Caprino, Ivan Franek, Stefano Cassetti, Franco Ravera, Michele Riondino, Roberto De Francesco, Toni Servillo, Luca Barbareschi, Fiona Shaw, Luca Zingaretti, Vincenzo Pirrotta, Anna Bonaiuto, Edoardo Winspeare.

Proiezioni: mercoledì (unica proiezione) 21.00 - giovedì 21.00

mercoledì 6 - giovedì 7 aprile
I FIORI DI KIRKUK

di Fariborz Kamkari (Italia, Svizzera, Iraq 2010). Con Morjana Alaoui, Ertem Eser, Mohammed Bakri, Mohamed Zouaoui.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

martedì 13 - giovedì 14 aprile
INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI

di Woody Allen (USA 2010). Con Antonio Banderas, Josh Brolin, Anthony Hopkins, Gemma Jones, Freida Pinto.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

martedì 28 dicembre 2010

“Circus Klezmer” : capodanno 2011 al Teatro Goldoni




Anche in occasione del Capodanno 2011 torna l’evento di Circo Teatro “Il Circo in città – 2010” che verrà ospitato presso il Teatro Goldoni dal 31 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011. Protagonista di quest’anno sarà “Circus Klezmer” uno spettacolo dove la musica e la cultura Klezmer si sposeranno con le abilità del circo e la comicità del teatro.

Il circo è stato per lungo tempo, uno spettacolo di intrattenimento popolare. Durante gli anni Settanta però in Europa arriva una nuova tendenza, il circo contemporaneo, il Nouveau Cirque, una forma di intrattenimento nella quale i numeri di circo (acrobatica, giocoleria, clownerie, ecc.) sono accompagnati ed organicamente inseriti in una storia, un racconto ed i personaggi ben definiti.

L’umorismo tipico della cultura yiddish ha ispirato la nascita di “Circus Klezmer“. Stiamo parlando di un teatro “povero”, basato sull’utilizzo di oggetti quotidiani (sedie, bottiglie, tavoli, piatti) quali attrezzi circensi. La storia si svolge in un remoto villaggio dell’Est Europa nell’arco di una giornata un po’ particolare in cui, nonostante i notevoli e circus-klezmer-capodanno-veneziabuffissimi inconvenienti i due protagonisti riusciranno a sposarsi. La musica klezmer suonata dal vivo contribuisce a raccontare la storia, accompagnando momenti di carattere poetico e vivace.

Biglietti per la serata del 31 dicembre 2010: dai 26€ ai 35€
Biglietti per sabato 1 e domenica 2 gennaio 2011: dai 16€ ai 20€

mercoledì 8 dicembre 2010

Il killer di parole



Il killer di parole di Claudio Ambrosini

Venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 19.00 (turno A), ultimo spettacolo della Stagione lirica 2010, andrà in scena al Teatro La Fenice la prima rappresentazione assoluta del Killer di parole, ludodramma in due atti su un soggetto di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini, libretto e musica di Claudio Ambrosini.
Commissionato dalla Fondazione Teatro La Fenice – come, nel settembre 2007, Signor Goldoni di Luca Mosca e Gianluigi Melega –, Il killer di parole andrà in scena in un nuovo allestimento coprodotto con l’Opéra national de Lorraine, con la regia di Francesco Micheli, le scene di Nicolas Bovey e i costumi di Carlos Tieppo. Andrea Molino dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice (maestro del Coro Claudio Marino Moretti). Il cast sarà formato da Roberto Abbondanza nel ruolo del killer di parole, Sonia Visentin in quello della moglie, Mirko Guadagnini in quello del figlio, Valentina Valente nei ruoli della parola uccisa, della fotografa e dell’ultima parlante giovane, Gianluca Buratto in quelli del collega e dell’ultimo parlante e Damiana Pinti in quelli della giornalista e dell’ultima parlante delle paludi.
La prima di venerdì 10 dicembre 2010, trasmessa in diretta da Rai Radio3, sarà seguita da quattro repliche, domenica 12 (turno B) alle 15.30, martedì 14 (turno D) e giovedì 16 (turno E) alle 19.00 e sabato 18 (turno C) alle 15.30.

Lo spunto per Il killer di parole nasce da una conversazione avvenuta qualche anno fa tra Claudio Ambrosini e Daniel Pennac – amici da tempo – nella quale lo scrittore si soffermava sulla difficoltà di tradurre certe espressioni, tipiche di una lingua, in un’altra. Da qui – i due erano a cena – passarono poi a parlar di vocabolari e Pennac raccontò di un curioso personaggio (vero? frutto della sua fantasia?) addetto a togliere dal dizionario ufficiale qualche parola ormai in disuso ogniqualvolta se ne dovesse far entrare una nuova, come «paparazzo» o «télécopie» (geniale traduzione francese del termine «fax»). Uno ‘spazzaparole’, insomma, incaricato di mantenere più o meno uguale il numero complessivo dei termini inclusi nel dizionario.
Ad Ambrosini questo sembrò immediatamente il personaggio che stava cercando da anni, per innestarsi nel quadro di una problematica più generale a lui cara fin dall’epoca in cui, studente di lingue straniere a Ca’ Foscari, si occupava di genetica e antropologia del linguaggio: la progressiva scomparsa delle lingue del mondo. Non sono cioè solo gli animali e i territori a rischiare la distruzione totale, l’estinzione, ma anche le lingue, l’infinità varietà di fonemi, di costruzioni, di espressioni che l’uomo ha saputo creare nel corso dei millenni.
Le lingue, la Lingua, sono il capolavoro collettivo creato dall’umanità, un patrimonio di valore incalcolabile che di giorno in giorno si assottiglia: alcune poche lingue diventano dominanti, si espandono nel mondo provocando la scomparsa totale di centinaia di altre, soprattutto quelle di popoli che hanno sviluppato solo una cultura orale, di cui, morto «l’ultimo parlante», non resterà più alcuna traccia.
L’opera, strutturata in due atti, è un «ludodramma», neologismo col quale Ambrosini e Pennac vogliono descrivere una situazione che da un inizio leggero, da opera buffa, acquista tensione e si vela di tinte via via più scure. L’azione è incentrata sulle vicende del «killer», uomo sensibile e raffinato ma sposato a una donna più pragmatica che poetica, che ritiene che i numeri – e non le parole – siano il vero motore del mondo. I due hanno un figlio che, nel secondo atto, si rivelerà un fervente paladino di cause umanitarie, dall’esito peraltro incerto. Intorno, una quantità di altri personaggi, da quelli realistici (come il collega, la giornalista, la fotografa) ad altri surreali o di fantasia (come la parola uccisa, le ultime parlanti litoranee, gli ultimi parlanti rupestri, quelli delle oasi, dei picchi, delle spianate, delle cascate…).
Ad ognuno di questi gruppi, e delle rispettive lingue, corrisponderà un «mondo sonoro» singolare, caratterizzato da un’orchestrazione innovativa e assai colorata, com’è tipicamente quella del compositore veneziano.
Da un punto di vista generale, Il killer di parole va ad aggiungersi alla «trilogia» composta da Ambrosini su tematiche di vasta portata, che annovera Big Bang Circus (Biennale di Venezia, 2002), Il canto della pelle (Sex Unlimited) (Opera di Lione, 2006) e Il giudizio universale (Festival delle Nazioni, 1996): tre opere incentrate rispettivamente sull’idea di «principio», «esistenza» e «fine». Questa più recente tappa si concentra ora sul «Verbo»: la lingua, la parola, ma in chiave squisitamente terrena.

Il killer di parole
Luogo: Teatro La Fenice
Direttore: Andrea Molino
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2010
Biglietteria: acquista i biglietti!

PDF:
Il Killer Di Parole 381_363LocandinaIlKillerDiParole.pdf


Il killer di parole
ludodramma in due atti
soggetto di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini
libretto e musica di Claudio Ambrosini

commissione della Fondazione Teatro La Fenice
prima rappresentazione assoluta

personaggi e interpreti principali
Il killer di parole Roberto Abbondanza
la moglie Sonia Visentin
il figlio Mirko Guadagnini
la parola uccisa, la fotografa e l’ultima parlante giovane Valentina Valente
il collega, l’ultimo parlante vecchio Gianluca Buratto
la giornalista, ultima parlante delle paludi Damiana Pinti

maestro concertatore e direttore Andrea Molino
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
maestro del Coro Claudio Marino Moretti

regia Francesco Micheli

scene di Nicolas Bovey
costumi di Carlos Tieppo
light designer Fabio Barettin

con sopratitoli
nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
in coproduzione con l'Opéra national de Lorraine

Date Spettacoli

10/12/2010
ore 19.00 turno A

12/12/2010
ore 15.30 turno B

14/12/2010
ore 19.00 turno D

16/12/2010
ore 19.00 turno E

18/12/2010
ore 15.30 turno C

venerdì 26 novembre 2010

Gli anni difficili del cinema italiano


Esordi, conferme, successi (2000-2009)




Gli anni zero del nuovo cinema italiano

mercoledì 1 dicembre, ore 21.00 Private (2004, 93') di Saverio Costanzo;
venerdì 3 dicembre, ore 21.00 Saimir (2004, 88') di Francesco Munzi;
lunedì 6 dicembre, ore 21.00 Mater Natura (2005, 94') di Massimo Andrei;
venerdì 10 dicembre, ore 21.00 Sangue. La morte non esiste (2005, 104', V.M. 14) di Libero De Rienzo;
lunedì 13 dicembre, ore 21.00 L'aria salata (2006, 86') di Alessandro Angelini; mercoledì 15 dicembre, ore 21.00 Notturno Bus (2007, 104') di Davide Marengo; venerdì 17 dicembre, ore 21.00 Pranzo di ferragosto (2008, 72') di Gianni Di Gregorio;
lunedì 10 gennaio, ore 21.00 Sangue vivo (2000, 95') di Edoardo Winspeare;
mercoledì 12 gennaio, ore 21.00 Il vento fa il suo giro (2005, 110') di Giorgio Diritti;
lunedì 17 gennaio, ore 21.00 Nuovomondo (2006, 120') di Emanuele Crialese;
mercoledì 19 gennaio, ore 21.00 Il Divo (2008, 110') di Paolo Sorrentino;
lunedì 24 gennaio, ore 21.00 Gomorra (2008, 135') di Matteo Garrone;
mercoledì 26 gennaio, ore 21.00 La prima linea (2009, 97') di Renato De Maria.

sala conferenze quarto piano
ingresso riservato ai soci CinemaPiù 2010 / 2011 (valida sino al 30 giugno 2011).
Tessera ordinaria 30 euro, studenti 20 euro in vendita alla biglietteria del Centro.
È consigliata la prenotazione.

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

venerdì 19 novembre 2010

La Festa della Salute: 21 Novembre


La basilica della Salute



La Festa della Salute è sicuramente quella dall'impatto meno "turistico", e che evoca un sincero sentimento religioso popolare.

Anche questa festività, come quella del Redentore, ricorda un'altra terribile pestilenza, quella del biennio 1630-31, e il conseguente voto pronunciato dal Doge per ottenere l'intercessione della Vergine.

A tutt'oggi migliaia di cittadini sfilano il 21 novembre davanti all'altare maggiore dell'imponente Chiesa della Salute a perpetuare il secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria

La storia

Nel 1630, più di mezzo secolo dopo la terribile pestilenza del 1575-77, il morbo si abbatte nuovamente su Venezia. Il doge fa voto di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l'intercessione della Vergine Maria per porre fine alla pestilenza.


La basilica

La progettazione fu affidata al giovane architetto Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e al tempo stesso la Repubblica. La basilica fu consacrata nel 1687.


La festa della Salute oggi

A tutt'oggi, il 21 novembre, migliaia di persone percorrono il ponte votivo su barche e vanno in pellegrinaggio alla chiesa della Salute a rendere omaggio alla Madonna e ad accendere un cero affinché interceda per la loro salute.


La cucina

La castradina, pietanza molto saporita a base di carne di montone, è il piatto tipico che si usa consumare a Venezia il giorno della Salute.

mercoledì 10 novembre 2010

DONNE SENZA UOMINI



DONNE SENZA UOMINI

di Shirin Neshat, Shoja Azari. Con Pegah Feridoni, Arita Shahrzad, Shabnam Toloui, Orsolya Tóth, Navíd Akhavan

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 10 Novembre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 11 Novembre ore 21.00 con cineforum

Sharin Nashat, la regista iraniana di Donne senza uomini, è una videoartista colta, elegante e forte al suo primo lungometraggio. Da trent'anni vive a New York. Le sue opere sono dedicate ai temi sociali e religiosi che formano l'identità delle donne musulmane: ha ricevuto molti premi la serie di sue fotografie «Donne di Allah», ritratti in cui i volti femminili sono occultati da fitte calligrafie. Le sue video installazioni le hanno guadagnato nel 1999 il premio internazionale della Biennale di Venezia. Ha tenuto mostre alla Tate Gallery di Londra, al Guggenheim Museum di New York, alla Kunsthalle di Vienna, ad Atene e Hiroshima. Donne senza uomini, tratto dal romanzo di Sharnush Parsipur, ha avuto un Leone d'argento alla Mostra di Venezia nel 2009: è un film bellissimo, nel quale si uniscono la denuncia della condizione femminile in Iran e la sua visione artistica, si mescolano con effetti ammirevoli politica e arte, società, umanità e poesia. La vicende di quattro donne di diverse età ed estrazione sociale sono collocate in Iran nell'estate 1953, quando le speranze del Paese e l'azione del presidente Mossadegh, il primo democraticamente eletto che subito aveva nazionalizzato il petrolio, furono spezzate da un colpo di Stato realizzato da inglesi e americani che fece tornare sul trono lo Scia. Nel clima acceso di aspirazioni e delusione, quattro donne cercano di salvare se stesse: una ragazza schiavizzata dal fratello fanatico religioso che le vieta persino di ascoltare le notizie politiche alla radio; una giovane prostituta nauseata dai propri clienti; la moglie di un generale, signora benestante che non riesce più a sopportare il marito; una donna violentata. Tutte e quattro tentano di sfuggire agli uomini dai quali hanno ricevuto il peggio, tutte e quattro amano un decadente giardino di orchidee, tutte e quattro sono libere e la libertà dà loro una forza inaudita. Momenti straordinari: le facce disfatte dalla sopraffazione quotidiana, gli sguardi di smarrimento e vendetta; la prostituta che in un bagno turco lava via dal proprio corpo le tracce fisiche del mestiere, con tale violenza da sanguinare. Eccezionale.
di Lietta Tornabuoni da La Stampa, 12 marzo 2010

sabato 30 ottobre 2010

Palestina - Inquinamento a Gaza: la crisi dell’acqua

REPORTAGE di CARLO SORDO OLIVE’* , Gaza City, 4 ottobre 2010 –

La Striscia di Gaza è la prigione a cielo aperto più grande al mondo. I suoi confini segnano 41 km di frontiera che la separano dai suoi vicini, Israele e Egitto. All’interno del carcere di Gaza sono rinchiusi un milione e mezzo di palestinesi, per lo più rifugiati,precedentemente cacciati dalla loro terra natia in Haifa o nelle aree dove oggi sorge Tel Aviv, durante la Nakba del 1948. Spogliati delle
loro case e della loro terra, e oggi confinati all’interno di un carcere progettato da diversi carnefici e complici, tra cui Israele,l’Egitto e la nostra cara comunità internazionale.

Senza voler entrare in un dibattito politico approfondito, ho voluto indagare in dettaglio le condizioni di degrado ambientale che esistono e persistono dentro Gaza. L’equilibrio ideale dei cicli naturali è stato distrutto già molto tempo fa e poco o non abbastanza è stato detto circa lo stato attuale delle condizioni ambientali all’interno di questa gabbia di cemento.
Non giudicatemi frivolo se desidero parlare di ambiente e inquinamento, in un luogo come Gaza dove oltre l’80% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

Non è mio obiettivo lasciare a margine la situazione socio-economica,né sottovalutare le azioni concrete [1] che permetterebbero di ridurre o eliminare le condizioni di estrema povertà e vulnerabilità, create in modo vergognoso, principalmente dalle politiche adottate da Israele. Al contrario, questo breve articolo si propone proprio di metter in relazione il tema dell’ambiente con la povertà e la vulnerabilità dei palestinesi che vivono nella prigione di Gaza.

Il ciclo naturale comincia dall’uso della terra e dal consumo giornaliero dell’acqua, acqua da bere, per lavarsi, per l’irrigazione,per gli animali. Il 95% dell’acqua pompata a Gaza è inquinata, non adatta a essere bevuta. Come è facilmente immaginabile, un milione e mezzo di persone generano quotidianamente una quantità enorme di rifiuti. Ma a Gaza esistono solo tre depuratori di acque reflue,depuratori che ricevono ogni giorno tra i 40.000 e i 50.000 metri cubi di acque impure. Succede cosi che i depuratori sono costretti ad operare al di sopra delle effettive capacità, e che di conseguenza solo una minima parte delle acque impure venga effettivamente trattata [2], quindi parte delle acque residue inquinanti e nocive vengono scaricate direttamente in mare. In poche parole, più di 80.000 m3 di
acque reflue parzialmente trattate vengono rilasciate in mare ogni giorno a Gaza [3].

La costa di Gaza, anch’essa occupata e controllata dalla marina israeliana, ha una vasta riserva di gas naturale, della quale i legittimi proprietari, i Gazaui, vengono privati. Lasciando la popolazione in una situazione di dipendenza energetica totale da parte di Israele. L’energia che entra a Gaza è di due tipi, mediante cioè
l’importazione di carburante da Israele, carburante che viene trasformato in energia termica (circa il 20% del totale di energia nella Striscia di Gaza) o importando energia elettrica direttamente da Israele. Entrambe le fonti sono come rubinetti che Israele mantiene aperti a suo totale piacimento. Non è pertanto cosi difficile rendersi conto che, come le altre infrastrutture di base, gli impianti di trattamento delle acque reflue funzionano solo se e quando Israele lo permette.

Le acque reflue scaricate in mare minacciano la vita marina, eliminando e riducendo il numero delle specie marine. Con conseguenze drammatiche per la vita di 3.700 pescatori che sopravvivono - insieme alle loro famiglie - pescando. Le acque impure rilasciate in mare hanno progressivamente indebolito e impoverito tale gruppo sociale e un intero mercato dal quale dipendono oltre 6.000 lavoratori e le loro
famiglie. Un mercato che è stato vivo per centinaia di anni, fino a quando il blocco di Israele non è iniziato; la zona di accesso ai pescatori è stata progressivamente e illegalmente ridotta da Israele a partire dal 2002: da 20 miglia nautiche concordate dagli Accordi di Oslo alle attuali 3 miglia nautiche, tanto che oggi i pescatori palestinesi non possono avventurarsi a pescare oltre 3 miglia (e anche
meno), senza rischiare di essere colpiti, arrestati e imprigionati nelle carceri israeliane. Le loro barche vengono confiscate e i motori, che hanno anche un valore in alcuni casi di 4000 dollari, requisiti nei porti israeliani e rivenduti successivamente.

Va ricordato che durante il suo ultimo assalto militare denominato “Piombo fuso”, nel quale sono state uccise 1.326 persone [4] (di cui 540 erano donne e bambini), l’esercito israeliano ha distrutto deliberatamente parte degli impianti di trattamento delle acque reflue (oltre a ospedali, centri medici, ambulanze, ecc) [5].

L’intera popolazione Gazaui estrae dal Sistema Acquifero – attraverso pozzi – l’acqua potabile per il consumo quotidiano. Tale acqua proviene da una falda acquifera che si trova immediatamente sotto il suolo di Gaza [6]. L’ammontare annuo dell’acqua pompata è ben al di sopra (circa il doppio) di quella che nella falda refluisce (acqua dolce, pioggia e altri affluenti sotterranei). Cosi ogni volta c’è
sempre meno acqua nel sottosuolo di Gaza, e a causa della sovraestrazione, vi è stata una progressiva intrusione di acqua salata marina proveniente dalla costa, dal momento che la pressione marina è maggiore rispetto a quella del bacino interno sotterraneo. La maggior parte della superficie di Gaza contiene più di 500 ppm [7] di cloruro di sodio (comunemente noto come sale da cucina e mescolato con altri
sali in più basse concentrazioni), cosi che la maggior parte della popolazione Gazaui consuma acqua con quantità eccessive di sale (la concentrazione di sale nell’acqua potabile raccomandata dall’OMS è di 20 ppm) [8] e, cosa ancora più incredibile, la popolazione consuma acqua nella quale in precedenza sono state scaricate le acque reflue.

Inoltre l’elevata concentrazione di sale permette di coltivare solamente quei prodotti agricoli che già contengono elevate concentrazioni saline, come i pomodori (Gaza era famosa in passato per l’export di pomodorini ciliegia di alta qualità fino a quando Israele non ha chiuso tutti i confini, impedendo l’export.) Il risultato è un suolo ad alte concertazioni saline che ha raggiunto livelli di pH compresi tra 8 e 9 [9], con una conseguente diminuzione in quantità e qualità delle coltivazioni agricole, che non soddisfano la necessità di una dieta varia per la popolazione, costringendo i residenti ad importare generi alimentari da Israele. [10]

La autorità israeliane impediscono qualsiasi azione di desalinizzazione dell’acqua marina, inoltre vietano l’entrata degli strumenti e materiali da costruzione per riparare i depuratori, non distribuiscono acqua alla popolazione occupata [11] come invece dovrebbero fare in virtù del diritto internazionale e come il diritto
umanitario prevede che avvenga da parte del potere occupante sul territorio occupato. Risoluzione della corte internazionale di Giustizia. [12]

All’inizio del testo, mi sono chiesto, quali sono le ripercussioni ambientali nel carcere di Gaza? Le condizioni di degrado ambientale si legano all’estrema povertà in cui vivono i detenuti Gazaui.

Perdonatemi l’espressione, ma esistono pochi carceri al mondo dove i prigionieri sono obbligati a bere acqua contaminata dalle proprie feci, in modo pubblico, sotto gli occhi di tutti e con immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. E' evidente che Gaza è diventata un grande tappeto colorato dove si possono sperimentare
tutti i giochi possibili (come fanno i bambini quando sono piccoli),ma in questo caso giochi di occupazione militare; un tappeto sotto il quale nascondere, letteralmente, le nefandezze degli autori, le élite dei politici, le élite economiche e militari di Israele, senza però che ci si dimentichi delle responsabilità della comunità internazionale e dell’Egitto, e in ultima analisi, dell’Autorità Palestinese e di Hamas, creando una situazione che nessuno vuole sia
portata alla luce del sole.

* Carlos Sordo Olive’ è un cooperante spagnolo che coordina diversi
progetti all’interno della Striscia di Gaza . L’articolo, in versione
originale in spagnolo, è stato pubblicato su
www.ruedasdemolino.periodismohumano.com

tratto da Nena-News

Note

[1] Quando dico concrete, reali, mi riferisco a vere azioni di pressione internazionale e non certo a un presunto processo di riabilitazione che segue la distruzione condotta da Israele.

[2] La DBO, la domanda complessiva di ossigeno dell’uscita dal depuratore di Gaza City è di un valore medio compreso tra 50 e 80.

[3] Secondo le informazioni fornite dal laboratorio di depurazione di Gaza City, l’eliminazione di agenti patogeni e residui organici delle acque reflue parzialmente depurate è tra il 70% e il 90% (tra i mesi di ottobre 2009 e gennaio 2010).

[4] Secondo dati ONU “Occupied Palestinian Territory”, Gaza Flash Appeal

[5] Secondo report ONU e dati pubblicati da Amnesty internacional del 2009 con il titolo “Israel-Gaza, Operation Cast Lead, 22 days of death and destruction”.

[6] Limite al di sopra della zona di saturazione, a partire dalla quale si può estrarre acqua dalla falda.

[7] Ppm è l’unità di misura di concentrazione di una soluzione. Si riferisce alla quantità di mg (milligrammi) in un kg di soluzione.

[8] Secondo il documento intitolato “Background document for development of WHO guidelines for drinking water Quality” edito da OMS: in generale i cloruri non sono tossici, grazie al fatto che vengono espulsi dal sistema dei reni. Tuttavia effetti dannosi e anche morte sono stati riportati in seguito a ingestioni accidentali di dosi eccessive di cloruro di sodio. Tra gli effetti. nausea, vomito,convulsioni, spasmi e rigidità muscolare, edema polmonare e cerebrale.
Un consumo excesivo di sale peggiora qualsiasi insufficienza cardiaca e genera effetti negativi dovuti dagli alti livelli di sodio nell’acqua potabile.

[9] Come dato comparativo, le zone più aride del pianeta sono caratterizzate da valori alti di pH tra 8 e 8,5.

[10] La maggior parte della frutta e verdura nella Striscia viene importata da Israele

[11] Permettono però l’entrata di acqua imbottigliata israeliana a prezzi superiori a quelli di mercato.

[12] Risoluzione della corte internazionale di Giustizia. Vedi anche “Apartheid contro il popolo palestinese” di David Bondia (www.alcor.palestina.cat )

venerdì 29 ottobre 2010

Nel caso Ruby spuntano 500 foto e anche un video

29 ottobre 2010
Nel caso Ruby spuntano 500 foto e anche un video
di Marco Ludovico e Angelo Mincuzzi


Stivali neri, altissimi, corpetto e pantaloncini che lasciano ben poco all'immaginazione, lunghi guanti scuri e le movenze di una ballerina di lap dance. Eccola, Ruby in versione coniglietta, labbra rosse e sorriso ammiccante. Su Facebook si fa chiamare Ruby Rubacuori, ma il suo vero nome è Karima, che in arabo significa onorata. Sul web le sue foto spopolano, mentre si esibisce in versione da night club, oppure in abito da sera, o nella mise di venditrice di sigari.
È la minorenne marocchina che con il suo racconto ai magistrati di Milano sta provocando la nuova bufera sul capo del Presidente del consiglio. Ruby sostiene di essere stata tre volte nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Sostiene anche di aver partecipato a feste con avvenenti ragazze e a riti sessuali dall'esotico nome di "bunga bunga". Ma, soprattutto, sostiene di aver ricevuto dallo stesso Berlusconi soldi in contanti, regali e la promessa di un centro benessere tutto suo.
I magistrati di Milano, che sulla base dei suoi racconti hanno aperto un'inchiesta, disporrebbero anche di 500 foto e di un video, molto probabilmente girato con un telefonino, delle serate e dei festini di Arcore. Materiale scattato dalle numerose ragazze che partecipavano agli incontri e che, proprio come Ruby, immortalavano le kermesse.
Ma i Pm si chiedono se davvero la ragazza, che compirà 18 anni solo il prossimo novembre, abbia ricevuto quei soldi. Perché se ciò fosse provato, l'ipotesi di reato sulla scorta della quale hanno iscritto nel registro degli indagati tre volti celebri amici del premier – e cioè il favoreggiamento della prostituzione – troverebbe una conferma. I tre finiti nelle maglie di questa storia sono Lele Mora, volto noto negli ambienti dello spettacolo e da qualche tempo anche alle cronache giudiziarie, il direttore del Tg4 Emilio Fede, e Nicole Minetti, ex ballerina di Colorado Cafè, ex igienista dentale di Berlusconi e oggi consigliere regionale della Lombardia eletta nel listino di Roberto Formigoni. Sarebbero stati loro ad accompagnare Ruby ad Arcore.
La vicenda è spinosa, anzi assai scivolosa, perché il racconto della ragazza sarebbe infarcito di contraddizioni. Di certo c'è solo l'avvio di questa storia, che inizia la sera del 27 maggio di quest'anno, quando Ruby viene portata in questura, a Milano, accusata del furto di tremila euro sottratti a due amiche. La ragazza è senza documenti ed è minorenne. Si scopre che si è allontanata l'anno prima da una casa famiglia a Messina. Ma mentre i funzionari di polizia la interrogano, una telefonata dalla Presidenza del Consiglio avrebbe convinto i poliziotti a lasciarla andare. «È la nipote di Mubarak», avrebbe spiegato il capo di gabinetto del questore Vincenzo Indolfi agli agenti che l'hanno presa in consegna. Il 9 ottobre il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha promosso Indolfi (alle soglie della pensione) prefetto con funzioni di ispettore generale di amministrazione.
Ruby lascia la questura a notte fonda e sale su un'auto. È quella di Nicole Minetti. Non è chiaro se la telefonata sia arrivata direttamente da Palazzo Chigi, ma per appurarlo i magistrati ascolteranno gli agenti presenti quella sera e sottoporranno Ruby a incidente probatorio. Nei mesi successivi, la ragazza racconta ai Pm di aver parlato, quella stessa notte nell'auto della Minetti, direttamente con il presidente del Consiglio. Non solo. Si dilunga nella descrizione dei festini nella villa di Arcore, insieme ad altre ragazze come lei, ma anche a due ministre, a star e vip. È a questo punto che parla dei "bunga bunga", i dopo-cena erotici che Berlusconi le raccontò di aver copiato dal leader libico Muhammar Gheddafi.
Ruby sostiene di essere stata notata da Emilio Fede durante un concorso di bellezza in Sicilia, un anno fa. E quando scappa dalla casa famiglia nella quale vive, si dirige a Milano, dove afferma di essere entrata, grazie a Fede, nel giro di Lele Mora. Quest'ultimo ora tace, la Minetti oppone un «no comment». Fede, invece, ammette di essere stato invitato alle cene «ma – aggiunge – nessuna festa con ragazze nude» e «mai con un risvolto di trasgressione».

29 ottobre 2010

martedì 26 ottobre 2010

IL TEMPO CHE CI RIMANE




IL TEMPO CHE CI RIMANE

di Elia Suleiman. Con Elia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 27 Ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 28 Ottobre ore 21.00 con cineforum

La scoperta di Elia Suleiman, regista, attore, sceneggiatore quarantenne palestinese che ha vissuto e lavorato a New York, docente alla Birzeit University in Cisgiordania, avvenne nel 2004 a Cannes con "Intervento divino", commedia d'amore ambientata al checkpoint tra Nazareth e Ramallah. Oltre che ammirati, il film lasciò stupefatti: un regista palestinese usava l'ironia, il nonsense, il surreale, il grottesco. Faceva anche ridere, quando in Palestina c'è davvero poco da ridere. I giurati dettero il Gran Premio della Giuria, l'opera ebbe gran successo ovunque. Adesso "Il tempo che ci rimane" adotta lo stesso stile e permette di conoscere meglio il suo autore-interprete: è un film autobiografico in quattro episodi ispirato ai diari del padre e alle lettere dei parenti. La storia della famiglia Suleiman dal 1948 ad oggi diventa esemplare del destino di tutti quei palestinesi che decisero di non abbandonare la loro terra, che vennero detti "arabi israeliani" e vissero da stranieri in patria. Nel 1948 il sindaco di Nazareth consegna la città spopolata a soldati israeliani addestrati dagli inglesi a una meccanicità burattinesca: ma prigionieri bendati seduti sotto gli ulivi vengono malmenati, buttati giù da una scarpata. Nel 1970 ci sono feriti durante una manifestazione popolare palestinese, l'ambulanza li porta all'ospedale che è pattugliato da soldati persino nei corridoi. Oggi il protagonista guarda dal balcone i fuochi d'artificio nella notte, simulacro della guerra: sogna una fuga, qualunque fuga. Il film bello e (paradossalmente) divertente è soltanto una delle opere non del tutto commerciali né nazionali o americane alle quali viene concesso d'estate o semi-estate di raggiungere il pubblico, nella frenesia quattrinaia dell'attuale distribuzione italiana: vale la pena di approfittare.
Lietta Tornabuoni, L'Espresso - 17 giugno 2010

martedì 19 ottobre 2010

MIRAL







di Julian Schnabel. Con Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV)
Mercoledì 20 Ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 21 Ottobre ore 21.00 con cineforum

Non si può negare a Julian Schnabel ciò che gli appartiene di diritto, cioè quello sguardo vergine dalla banalità dei modi di fare comuni, e la sensibilità, dunque, di un punto di vista privilegiato come il suo essere artista. Pittore di fama internazionale e regista altrettanto apprezzato, ha sempre raccontato storie incentrate sul fattore umano piuttosto che sul contesto, sulle emozioni ben più che le relazioni di causa ed effetto che piacciono tanto a certo cinema speculativo.
Per questo sbaglia chi pretende di trovare in Miral una dettagliata sinossi della nascita dello Stato di Israele o dell’OLP, e strumentali paiono alcune critiche al film, mirate più a Rula Jebreal, autrice del romanzo all’origine del film, e compagna del regista. Evidentemente in Italia non paga neanche essere una “gnocca senza cervello”, come le dissero a tradimento, mentre era ospite di Michele Santoro in tv. A tratti storia biografica, ma molto più romanzo di formazione, Miral è un fiore rosso che cresce sui cigli delle strade della Palestina, ed è anche il nome di una ragazza di Gerusalemme, che vive la sua adolescenza divisa tra il colleggio di Hind Husseini, che crede nella cultura e nell’educazione come unica via per la pace, e l’amore per l’attivista politico Hani, attraverso un percorso di vita che abbraccia di destini di quattro donne diverse, ognuna con un sogno ed un destino. Interpretata dalla bellissima Freida Pinto di The Millionaire, il film si prende il giusto tempo per raccontare con commozione l’onore di un popolo, e indugiare nelle meravigliose asperità di un territorio deserto eppure pullulante di vita. Un film che è una dichiarazione d’amore di un uomo (il regista) per la sua compagna (Rula Jabreal), e che emana un profumo esotico e curioso, come un piccolo fiore rosso.
Da laltrapagina.it, Claudio Salvati

lunedì 18 ottobre 2010

Non voglio il libro "Due anni di governo".

Da inviare al Governo Italiano. Condividete e Diffondete.

* *Collegatevi al sito:*
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp
* *Compilate il modulo con i vs dati.*

Nome: Mario

Cognome: Rossi

Indirizzo Email: mario@rossi.it

Citta : Roma

Oggetto: Non voglio il libro "Due anni di governo".

Testo:

Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio
Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di
governo", mi preme comunicarVi che non desidero assolutamente
riceverlo, essendo un mio diritto in base al Decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati
personali, nella fattispecie articolo 7 comma 4b, e che la spesa
relativa che si risparmiera , venga messa a disposizione del
Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanita.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

(Firma)

Invia

lunedì 11 ottobre 2010

I nuovi pannelli solari sono in spray


Le innovazioni nel campo della ricerca delle energie rinnovabili non si ferma. L'ultima novità è la nebulizzazione, cioé pannelli solari "spray" applicabili su qualunque superficie. Una tecnica favoleggiata già agli inizi del nuovo secolo, quella delle cellule solari che si spruzzano cioè come se fossero una lacca per capelli, che ricevette un forte impulso nel 2005 quando un gruppo di ricercatori dell'università di Toronto in Canada annunciò d'essere riuscito a produrre una plastica nanomerica. Non solo era in grado di sfruttare gli infrarossi solari per sviluppare energia elettrica, ma che per le sue proprietà chimico-fisiche poteva essere anche spruzzata sulla superficie di un edificio, di una macchina e anche dei vetri di casa come se fosse stata una vernice tradizionale.

Dalle potenzialità produttive incredibili, almeno a livello teorico, la plastica solare pensata dai ricercatori canadesi sarebbe stata in grado di produrre 5 volte più energia elettrica di qualsiasi cellula solare che all'epoca era disponibile sul mercato. Sebbene al tempo i ricercatori avessero affermato che la nuova tecnologia era dietro l'angolo e avrebbe rivoluzionato il mercato del solare, fino ad oggi di applicazioni concrete e commercialmente appetibili non se ne sono ancora viste. La brillante idea dei ricercatori canadesi è rimasta quella che era: un'idea geniale che però non ha mai superato lo stadio del prototipo.

Le cose però adesso stanno per cambiare. Una compagnia norvegese, la EnSol, ha infatti appena annunciato che entro il 2016 metterà in commercio una pellicola solare spruzzabile che potrà essere usata per dipingere qualsiasi superficie. Da quelle dei muri casalinghi, a quelle degli autoveicoli, agli steccati e anche i vetri delle finestre, in questo caso senza impedire il passaggio della luce. A differenza della tecnologia annunciata nel 2005 dall'università canadese, quella della EnSol, grazie ad un nuovo metodo per la sua applicazione che sfrutta un processo simile a quello della parete fredda - quello che porta per esempio alla condensazione del vapore acqueo sulle finestre d'una macchina durante una giornata rigida - presenta dei grandi vantaggi pratici rispetto a tutte le altre soluzioni ipotizzate fino ad ora e si presta egregiamente all'applicazione sul vetro.

"Uno dei maggiori pregi della pellicola che si riesce a produrre con questo metodo è che la si può applicare senza nessuna difficoltà a qualsiasi superficie trasparente, anche alle finestre di casa, senza comprometterne le capacità intrinseche di far passare la luce, ad esempio", ha affermato Chris Binns, professore di nanotecnologia nel dipartimento di fisica e astronomia all'università di Liecester. Binns sta aiutando la EnSol a sviluppare un modello commerciabile della nanosostanza solare. "Ovviamente per produrre energia elettrica una parte della luce deve essere assorbita, diciamo un 8-10 per cento. Se lo si usa sulla finestre non si perde tanto, perché è come se ci fossero dei vetri affumicati. Quando la si applica alle pareti esterne di un edificio, e anche sui tetti, può essere usata come una vernice vera e propria, raggiungendo spessori più grandi che sono così in grado di produrre una maggiore quantità di energia". Alla EnSol sostengono che i loro pannelli spray sono in grado di convertire in energia elettrica oltre il 20 per cento dell'energia solare che assorbono.

Ma l'azienda norvegese non è l'unica a muoversi nelle atmosfere rarefatte della nanotecnologia solare. A farle compagnia ci sono anche cinesi e statunitensi. La prima, la CinHua, ha sviluppato un pannello solare che può essere usato per sostituire le finestre di un edificio. Usando le finistre prodotte da loro (che sebbene siano state presentate dal sito online Engadget all'inizio dell'anno sono ancora allo stato di prototipo), l'Empire State Building di New York (che di finestre ne possiede ben 6500) potrebbe produrre ogni giorno 13 kilowatt di energia elettrica.

Sul versante statunitense si distingue invece la New Energy Technologies che, in collaborazione con l'università della Florida meridionale, ha prodotto una vernice fotoreattiva - la SolarWindow - che può essere pure lei applicata ai vetri di una finestra e sulla cui tecnologia mantiene un riserbo strettissimo. Secondo la ditta americana, una finestra-pannello solare prodotta con il suo metodo ha un rendimento di 300 volte superiore a quello di un "pannello" tradizionale. Inoltre, a differenza delle vernici solari proposte dai suoi concorrenti, quella della New Energy Technology non solo può essere applicata a temperatura ambiente come si farebbe con qualsiasi vernice, ma riesce a produrre energia elettrica sia con la luce naturale che con quella artificiale.

giovedì 7 ottobre 2010

Mestre Film Fest 2010

Festival Internazional del Cortometraggio - Tredicesima Edizione


13° Mestre Film Fest
Centro Culturale Candiani

Mestre.Venezia
12/16 ottobre/ October 2010


Short Stories
concorso internazionale del cortometraggio/ International Short Films Competition

Videoforkids
concorso internazionale del video per ragazzi/ International Video-For-Kids Competition

Videoclips
concorso internazionale del videoclip/ International Videoclips Competition

Corti&Web
cortissimi online/ Very Short Films Online

Magica (... nel senso di lanterna!)/ Magic (... as in the lantern!)
un'occasione per parlare di cinema e scuola/ An opportunity to talk about cinema and school

Eventi speciali/ Special Events

Monteverdi Live on the Roof - Moka da 3 & Margareth in concerto/ in concert

Monteverdi Live - Music for Shorts
Accompagnamento musicale di cortometraggi di George Méliès, Harold Lloyd e Buster Keaton/ Musical accompaniment of the short films of George Méliès, Harold Lloyd and Buster Keaton

Monteverdi Live - Dj Set@NewLife

La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink

Cerimonia di premiazione e buffet/ Award ceremony and buffet

Proiezione dei corti vincitori/ Screening of the winning short films

Info
Videoteca di Mestre
videoteca.candiani@comune.venezia.it
t +39 041 2386138 - f +39 041 2386112
candiani@comune.venezia.it

www.centroculturalecandiani.it

www.shortinvenice.net



Martedì 12 ottobre/ Tuesday, October 12th

ore 16.00/ 4.00 p.m.
Magica (... nel senso di lanterna!)/ Magic (... as in the lantern!)
Un'occasione per parlare di cinema e scuola/ An opportunity to talk about cinema and school

ore 18.00/ 6.00 p.m.
Serata inaugurale/ Opening Night
Monteverdi Live
Dj Set@NewLife - DJ Coniglio
La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink


ore 19.00/ 7.00 p.m.
Monteverdi Live on the Roof
Moka da 3 in concerto/ in concert



Mercoledì 13 ottobre/ Wednesday, October 13th

ore 10.00/ 10.00 a.m.
Le avventure di Mago Romeo e Suzù il clown
Animazione de Il libro con gli stivali dedicata alle Scuole Primarie/ Performance by Il libro con gli stivali dedicated to Elementary Schools

Videoforkids/ Video-For-Kids
Esseri u-mani muovete le mani (2010, 10') di Vincenzo Beschi, Gormiti (2010, 1'08'') di Luca Carletti, Che idea!!! (2010, 3'50'') di Luciana Lucchi e Lucia Menconi, I giochi della tradizione (2010, 5') della IV B della Scuola Primaria di Mugnai (BL), L'acchiapparumori (2009, 8'42'') del Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema d'Animazione di Torino, La cosa giusta (2010, 10') di Benedetto Pace, Ricicla! (2010, 5'02'') di Raffaella Traniello, La famiglia senzapiedi (2009, 3') del Laboratorio Immagine 2 di Torino, Meno carta a dismisura (2010, 3') di Patrizia Cattaneo, Prove tecniche di pixillation (2010, 2'10'') della Scuola dell'Infanzia Statale Cortile 3° Circolo di Carpi (MO), Diritti a dirotto (2008, 3'19'') del Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema d'Animazione di Torino

ore 20.30/ 8.30 p.m.
Short Stories

Incontro con i registi in concorso/ Seminar with the directors in the competition
Diario di un disagiato (2009, 14') di Emiliano Cribari, Telemaco (2009, 4'15'') di Jorge M. Rodrigo, Rec Stop & Play (2010, 11') di Emanuele Pisano, Uerra (2009, 15') di Paolo Sassanelli, Radio (2009, 6'47'') di Riccardo Pugliese, Leerfahrt (2009, 20') di Matis Burkhardt, Pica (2009, 4'28'') di Irene Fuga e Rafael Sommerhalder, Pet (2009, 8'30'') di Giacomo Livotto, The Rip (2010, 6'30'') di Elena Rottigni



Giovedì 14 ottobre/ Thursday, October 14th

ore 10.00/ 10.00 a.m.
Un cesto di storie

Animazione de Il libro con gli stivali dedicata alle Scuole Secondarie di I Grado/ Performance by Il libro con gli stivali dedicated to Middle Schools

Videoforkids/ Video-For-Kids
Black White (2009, 2'57'') del Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema d'Animazione di Torino, Costruiamo l'Europa (2009, 4'10'') dell'Istituto Comprensivo G. Perlasca di Maserà (PD), San Valentino (2010, 11') di Giordano Bassetti, The Fall of King Fabulous (2009, 6'57'') di Elena Traina, Il Parco... sul Serio! (2010, 10'20'') delle I A, B, C della Scuola Secondaria di I Grado Sacra Famiglia di Seriate (BG), Do It Again (2010, 3'06'') della Scuola Secondaria di I Grado Prandoni di Torno (CO), Esiti... sorprendenti (2010, 14') di Massimiliano Gaudiosi

ore 18.30/ 6.30 p.m.
Monteverdi Live - Music for Shorts

Accompagnamento musicale di cortometraggi di George Méliès, Harold Lloyd e Buster Keaton/ Musical accompaniment of the short films of George Méliès, Harold Lloyd and Buster Keaton


ore 19.30/ 7.30 p.m.
Monteverdi Live

Dj Set@NewLife - Autre
La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink


ore 20.30/ 8.30 p.m.
Short Stories

Incontro con i registi in concorso/ Seminar with the directors in the competition
Habibi (2010, 20') di Davide Del Degan, Before War (Prima della Guerra) (2010, 5'40'') di Jared Katsiane, Oggi gira così (2010, 18') di Sydney Sibilia, Cuando corres (2010, 5') di Mikel Rueda, Mai così... vicini (2010, 12'40'') di Emanuele Ruggiero, #7 (2008, 4') di Nacho Solana e Luis Miguel Artabe, Voltereta (2010, 13'50'') di Alexis Morante, Mission t12 (2009, 2'54'') di Marco Savini, La legna del vecio (2009, 5') di Pietro Parolin, Inediti legami (2009, 8') di Roberto Franzin



Venerdì 15 ottobre/ Friday, October 15th

ore 10.00/ 10.00 a.m.
Videoforkids/ Video-For-Kids

Regno delle Due Italie (2010, 5'13'') del Liceo Scientifico P. Metastasio di Scalea (CS), Community (2009, 10') del Gruppo Video dell'ITIS Pacinotti di Mestre, Lato proibito (2010, 12') di Marco Rota, Mad World (2010, 3'23'') di Giulia Toninato e Sabrina Zuccato, Senape vs Ketchup (2010, 3'30'') di Enrico Trucco, Fuori sinc (2010, 9'14'') della V D del Liceo Scientifico G. Bruno di Mestre, I diritti dell'infanzia (2010, 3'49'') di Donato Di Pasquale, Lo studente perfetto (2009, 11') di Daniele Zanon, La scelta (2010, 3'36'') della IV SB dei Licei Stefanini di Mestre, Un lettore (2010, 5'24'') di Leo Brugnoli

ore 18.30/ 6.30 p.m.
Monteverdi Live - Music for Shorts
Accompagnamento musicale di cortometraggi di George Méliès, Harold Lloyd e Buster Keaton/ Musical accompaniment of the short films of George Méliès, Harold Lloyd and Buster Keaton

ore 19.30/ 7.30 p.m.
Monteverdi Live
Dj Set@NewLife - Dj Muto
La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink

ore 20.30/ 8.30 p.m.
Videoclips

Incontro con i registi in concorso/ Seminar with the directors in the competition
Reconocer (2009, 3'34'') di Theo Putzu, Senza di lei (2010, 3') di Alessandro Rizzo, Anygivensunday's (2010, 4'54'') di Marzia Pericoli, One Day I Wrote Jerk Upon The Strand (2010, 3'36'') di Daniele Balelli, Iwas (2009, 5') di Marcello Piva, Come Fenice (Roma nera) (2009, 5') di Alice Gatti, Poetimprenditori (2010, 4'20'') di Elisa Monti, Luna no (2008, 3'35'') di Beppe Manzi, La donna del cowboy (2010, 5') di Christian Cinetto e Raffaella Rivi, Sono come vuoi che sia (2008, 3'28'') di Daniele Fenudi, Eternamente bella (2010, 4'30'') di Emanuele D'Antonio, Maggio (2010, 3'38'') di Piero Costantini, Rotten Flowers (2010, 3') di Virgilio Villoresi e Luca Barutta, Nothing (2010, 3'10'') di Laura Pibiri, Il Signor C. (2010, 5') di Fabio Butera, Trends (2010, 5') di Daniele Brechbühl e Daiano Lazzarotto, Smettere (2010, 4'53'') di Ermes Di Salvia, Facili forme (2010, 5') di Iarumasami, Winds of St. Anne (2009, 4'15'') di Sara Bonaventura



Sabato 16 ottobre/ Saturday, October 16th

Auditorium ore 18.00/ Auditorium 6.00 p.m.
Cerimonia di premiazione e buffet/ Award ceremony and buffet
A seguire/ Followed by
Monteverdi Live on the Roof
Margareth in concerto/ in concert



ore 21.00/ 9.00 p.m.
Proiezione dei corti vincitori/ Screening of the winning short films



Corti&Web cortissimi online dal 12 ottobre
Corti&Web Very Short Films Online from October 12th
www.shortinvenice.net

Apnea (2010, 4'25") di Daniele Rosselli
Last Date (2010, 2'52") di Luca Tabarrini
Luciernaga (2010, 5') di Carlota Coronado
Parlami d'amore (2010, 1'58") di Chris Zecca
The Imp in the City (2009, 2'18") di Dawn Westlake
The Right Thing (2010, 3') di Davide Stocovaz

giovedì 30 settembre 2010

Le voci dei tamtam, storie dall'Africa

Selezione opere dalla 24° Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'Infanzia di Sàrmede

In collaborazione con la Fondazione Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'Infanzia "Stepan Zavrel", il Comune di Sàrmede, la Provincia di Treviso, la Direzione Politiche educative, della famiglia e sportive - Itinerari Educativi del Comune di Venezia

Dal 2 al 31 ottobre 2010

Pantere e leoni, giraffe ed elefanti danzano al suono di un tamtam.
Lo sentite? Sta arrivando da lontano! È un tamtam che raggiunge Mestre, dopo aver percorso i deserti e le savane, e ci porta il ritmo e i colori delle fiabe dell'Africa. Sono storie di uomini e di animali immersi nella natura, storie antiche trasformate dal tempo, storie magiche illuminate dal caldo sole africano, storie meravigliose raccontate al ritmo di un tamtam. Basta fermarsi ad ascoltare: lo sentite?
Dall'Etiopia, alla Tanzania al Camerun le antiche fiabe delle popolazioni dell'Africa sono raccontate da ottanta opere realizzate da illustratori provenienti da tutto il mondo, selezionate dalla Fondazione Mostra Internazionale d'Illustrazione di Sàrmede. Scelte e riscritte dall'autore di libri per ragazzi Luigi Dal Cin, le fiabe - racconti orali che ancora oggi vengono narrati alla sera nei villaggi dall'abilità istrionica dei griot, i cantastorie africani - sono state interpretate da originali illustrazioni, esposte per la prima volta alla 24° edizione de Le immagini della fantasia a Sàrmede e poi ospitate in molte città italiane. In mostra si potranno scoprire Topolina e i bambini-racconto degli Ekoi camerunensi, Il figlio del vento dei Boscimani del Botswana, Lo sciacallo e il falco del deserto dei nomadi Tuareg, Nella pancia dell'elefante degli Yoruba del Nigeria e molte altre storie dell'Africa. In esposizione anche alcuni originali del libro Le voci dei tamtam, storie dall'Africa, pubblicato nel 2006 da Franco Cosimo Panini Editore in collaborazione con Le immagini della fantasia.

Leo Pizzol

Inaugurazione sabato 2 ottobre, ore 11.00

orario:
da lunedì a venerdì 15.30 - 19.30
sabato e festivi 10.30 - 12.30 e 15.30 - 19.30
scolaresche su prenotazione (t. +39 041 2386113)

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

Musei di Venezia, Tour virtuale a 360 gradi su //venice>connected: dal 23 settembre 2010

gondola esposta a ca' rezzonico

Musei di Venezia, Tour virtuale a 360 gradi su //venice>connected: dal 23 settembre 2010

Ammirare un Tintoretto, un Tiepolo o un Veronese in un luogo come Palazzo Ducale a Venezia è un'esperienza unica.
Ora, grazie a //venice>connected, il portale ufficiale del Turismo del Comune di Venezia, e alla tecnologia di Geomondo, giovane e promettenteazienda bergamasca, è possibile andare oltre: comodamente seduti a casa propriasi possono guardare da vicino, con una prospettiva a 360°, le riproduzioni deicapolavori di Palazzo Ducale osservandoli fin nei minimi dettagli, persino il tocco delle pennellate o le crepe nella vernice.

Dal 23 settembre sumaps.veniceconnected.it, e parallelamente anche sul sito della Fondazione Musei civici di Venezia, sarà possibile ruotare, ribaltare, zoomare, esplorare in ogni angolo con una lente d'ingrandimento, ad esempio, lo straordinario Paradiso di Tintoretto (1588 - 1594) nella Sala del Maggior Consiglio, e così per tutte le altre opere di ben cinque degli undici musei veneziani: oltre a Palazzo Ducale, anche Ca' Rezzonico, Ca' Pesaro, il Museo di Storia Naturale e la Torre dell'Orologio. In una seconda fase le riprese avverranno anche per Museo Fortuny, Museo Correr, Museo del Vetro, Casa Goldoni, Museo di Palazzo Mocenigo e Museo del Merletto.

Navigando da un'immagine all'altra, oltre 5000 scatti fotografici ad alta definizione, si scoprono cosìi capolavori delle collezioni appartenenti ai cinque musei, ad opera di illustri maestri di tutti i tempi, da Bellini, Tiziano, Tintoretto, Longhi, Canova, i Tiepolo, fino a Klimt, Chagall, Kandisky e Klee, nonché il patrimonio di oltre due milioni di pezzi che costituisce le collezioni scientifiche del Museo di Storia Naturale.
La particolare tecnica con cui è stata realizzata la sequenza di scatti fotografici prende il nome di mappatura Street Level, che significa semplicemente "a livello della strada", uno strumento interattivo che permette di vedere in soggettiva - con ipropri occhi - città, aree archeologiche, interni di musei e palazzi, comenella realtà.

Il lavoro che sta dietroalla mappatura degli interni dei Musei Civici Veneziani è certosino: per ogni immagine è stato eseguito un processo di rielaborazione ad hoc, cercando di rispettare la luminosità e i colori degli ambienti e procedendo all'oscuramentodei volti di eventuali visitatori. Rielaborate ad alta definizione con una risoluzione di 7000 x 3500 pixel, le immagini sono state poi pubblicate allarisoluzione di 5000 x 2500 pixel, così da ottenere un buon compromesso tra la qualità di risoluzione e la rapidità di visualizzazione una volta connessi al sito.
In media, ogni scatto è stato eseguito a una distanza molto ravvicinata, circa un metro, per riuscire a inquadrare con estrema precisione dipinti, affreschi, decorazioni, statue e ogni altro oggetto esposto. Insomma, sembra di essere realmente lì, anzi, ancora meglio.

Certamente, la visita virtuale è pensata in preparazione di quella reale, non per sostituirla a tutti gli effetti: prepara e incuriosisce i visitatori, riproducendo le modalità del percorso di visita reale consigliato. Così è infatti per Palazzo Ducale, per cui si ripropone, virtualmente, il percorso tematico che ha inizio dal Museo dell'Opera e si conclude con gli Itinerari Segreti.
Di grande suggestione è la visita al sottotetto, in corrispondenza della magnifica Sala del MaggiorConsiglio.

Ogni Museo è suddiviso in diversi piani, per ciascuno dei quali si può visualizzare la miniatura delle planimetrie con i rispettivi punti di interesse, così risulta più intuitivo e a prova del turista più ignaro, orientarsi nei diversi ambienti ripresi.
Non è mai stato così facile, insomma, iniziare la scoperta dei tesori artistici conservati nei musei della città, anche se naturalmente resta immutabile il piacere - che ha un che di sublime - di passeggiare per le calli della città lagunare.

Visita virtualmente la città di Venezia e i suoi musei: http://maps.veniceconnected.it/

esterno di palazzo ducale

mercoledì 22 settembre 2010

25-26 settembre 2010 - Giornata Mondiale del Turismo a Venezia


Turismo e biodiversità


Il 2010 è l'anno internazionale della biodiversità. L'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), agenzia ONU, ha quindi deciso di dedicare quest'anno la tradizionale Giornata Mondiale del Turismo al tema "Turismo e Biodiversità".

Il valore della biodiversità per il turismo è incommensurabile. Una delle risorse turistiche più importanti, la diversità della vita sulla Terra induce ogni anno nel mondo un movimento di milioni di turisti. Tuttavia la biodiversità, quell'intricata rete di specie ed ecosistemi unici che sostiene il nostro pianeta, è a rischio su scala globale. La pressione demografica e le attività umane non sostenibili stanno causando l'irreversibile perdita di biodiversità ad una ritmo allarmante.
Venezia, metà turistica mondiale di prima grandezza, e al tempo stesso città storica legata in modo vitale all'ecosistema e alla biodiversità lagunare, si presenta come caso simbolo della necessità di trovare strategie di coesistenza tra uomo e natura, in particolare tra turismo e conservazione della biodiversità.

Per questo la Giornata Mondiale del Turismo sarà celebrata anche a Venezia tra sabato 25 e domenica 26 settembre, attraverso un ricco programma di iniziative (vedi allegato), tutte inserite nel promettente settore dell'ecoturismo, ancora in fase pioneristica nella nostra laguna.
L'ecoturismo è un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l'ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali. Questa forma di turismo molto spesso produce un sostegno economico per progetti di conservazione della biodiversità, quali i parchi naturali.
Le iniziative per la Giornata Mondiale del Turismo a Venezia sono state organizzate dall'Assessorato all'Ambiente del Comune di Venezia, in collaborazione con Vas Venezia e l'Istituzione Parco della Laguna. Vas (Verdi Ambiente e Società) è l'associazione ambientalista nazionale che ha ottenuto il patrocinio dell'OMT per l'impegno nel campo dell'ecoturismo. Al programma della giornata hanno aderito: WWF, LIPU, Legambiente, Vento di Venezia.

Gianfranco Bettin, Assessore all'Ambiente del Comune di Venezia, ha dichiarato: "le potenzialità dell'ecoturismo nella nostra laguna sono enormi e ancora inespresse; sono convinto che l'esperienza dell'ecoturismo nelle oasi come Ca' Roman e Alberoni, da estendere anche ad altre zone della laguna, sia la via maestra da percorrere con gradualità e determinazione per realizzare il sogno della tutela complessiva della natura in laguna".

Giannandrea Mencini, Presidente dei Vas veneziani e Vicepresidente Nazionale dei Vas, ha espresso "soddisfazione per aver messo in rete, con la collaborazione importante e fondamentale dell'Assesorato all'Ambiente del Comune di Venezia, numerose associazioni ambientaliste veneziane nell'ottica di un turismo consapevole e compatibile. In molte città italiane i Vas propongono diversi eventi tutti nell'ottica di un turismo ecologico attento all'ambiente e alla storia del territorio, anche a Venezia e nella sua laguna rilanciamo un turismo moderno non impattante che intende valorizzare le risorse ambientali della Laguna e trasmettere un messaggio chiaro verso la costruzione, difficile ma possibile, del parco della laguna inteso come elemento di sostenibilità e di rilancio di un turismo ecologico e naturalistico".

La partecipazione a tutte le iniziative è gratuita

VISITE GUIDATE
Oasi LIPU di Ca' Roman
sabato 25/09 ore 10
info e prenotazioni
340 6192175
Orti di Malamocco (Lido di Venezia)
sabato 25/09 ore 10
Info e prenotazioni
346 7136460
Oasi WWF Dune degli Alberoni
sabato 25/09 ore 15
info e prenotazioni
348 2686472
Oasi WWF di Valle Averto
sabato 25/09 ore 10
info e prenotazioni
345 4524609, oasivalleaverto@wwf.it
Isola della Certosa
domenica 26/09 ore 15
info e prenotazioni
349 7874065

ESCURSIONI IN BRAGOZZO
Laguna nord con VAS E T&A
sabato 25/09 ore 9 e ore 14
domenica 26/09 ore 9 e ore 14
Visita alla mostra "Visioni lagunari"
Torre Massimiliana, Isola di Sant'Erasmo
prenotazione obbligatoria
347 4205004, info@terraeacqua.com

PULIAMO IL MONDO
Regata su mascarete a Passo Campalto
Sabato 25/09 ore16.30
Pulizia barene e isola di Campalto
Domenica 26/09 ore 9
Informazioni
333 8268258, info@legambientevenezia.it


 (149.96 KB)Scarica la locandina (149.96 KB)

mercoledì 8 settembre 2010

Leoni d'argento - Il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia




Dopo i due appuntamenti estivi dedicati ai Leoni d'Oro - Hic sunt leones - con i film che si sono aggiudicati il massimo riconoscimento alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel periodo 1946-1968 e 1980-2005, a conclusione della sessantasettesima edizione della Mostra sfilano in rassegna - al Candiani, dal 13 al 29 settembre - alcuni recenti Leoni d'Argento, vincitori del Premio Speciale della Giuria nel periodo 2000-2009.
Gli otto film in programma vanno dalle rivisitazioni biografiche più tradizionali, come quella del poeta e scrittore cubano Reinaldo Arenas (Prima che sia notte), a film che hanno cercato di complicare le cose, raccontando in modo nuovo rispetto ai canoni tradizionali del genere, le atmosfere e le emozioni. Ne è un esempio Io non sono qui, in cui la vita e gli umori del "menestrello di Duluth", Bob Dylan, vengono incarnati da sei personaggi differenti, nelle diverse fasi dell'esistenza del cantautore, componendo una biografia "anomala" e corale in una miscela perfetta tra musica, arte visiva e cinema (unico ritratto che lo stesso Dylan, pare, abbia apprezzato).
Film controversi, autori che mettono in scena frammenti dell'opulenta società come autentici gironi infernali e non risparmiano critiche feroci, bollati come scandalosi, inquietanti e spietati (Canicola) o grandi autori che si interrogano sul bisogno religioso di oggi (Mary). Storie di eredità culturali, scontro tra tradizione e modernità, tensioni razziali e battaglie generazionali che riescono a colpire al cuore anche i critici più spietati, strappando applausi e standing ovation (Cous Cous).
Non possono mancare le ferite ancora aperte, le lacerazioni che dilaniano il tessuto sociale di Paesi martoriati da dittatura e oppressioni (Teza) capaci però anche di dare una speranza per scrivere un futuro diverso (Daratt - La stagione del perdono, prima produzione del Ciad in concorso alla Mostra).
A infrangere la regola non scritta di ogni festival, che vedrebbe il successo di pubblico escludere il film dal verdetto, ci pensa Soul Kitchen, commedia multietnica dove amore, cibo, amicizia, si incrociano per consentire di conquistare il proprio posto nel mondo, rafforzando l'idea di appartenenza.


Cristina Morello

lunedì 13 settembre, ore 21.00 Prima che sia notte (Before Night Falls, USA, 2000, 125') di Julian Schnabel; mercoledì 15 settembre, ore 21.00 Canicola (Hundstage, Austria, 2001, 120', V.M. 18) di Ulrich Seidl; venerdì 17 settembre, ore 21.00
Mary (Italia/USA, 2005, 83') di Abel Ferrara; lunedì 20 settembre, ore 21.00 Daratt - La stagione del perdono (Daratt, Francia/Belgio/CIAD/Austria, 2006, 96') di Mahamat-Saleh Haroun; mercoledì 22 settembre, ore 21.00 Io non sono qui (I'm Not Here, USA, 2007, 135') di Todd Haynes; venerdì 24 settembre, ore 21.00 Cous Cous (La graine et le mulet, Francia, 2007, 151') di Abdellatif Kechiche; lunedì 27 settembre, ore 21.00 Teza (Etiopia/Germania/Francia, 2008, 140') di Haile Gerima; mercoledì 29 settembre, ore 21.00 Soul Kitchen (Germania, 2009, 99') di Fatih Akin

Il Premio Speciale della Giuria (2000-2009)

sala conferenze quarto piano
ingresso riservato ai soci CinemaPiù 2010 / 2011 (valida sino al 30 giugno 2011).
Tessera ordinaria 30 euro, studenti 20 euro in vendita alla biglietteria del Centro.
È consigliata la prenotazione.

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

domenica 29 agosto 2010

Stanley Kubrick Fotografo 1945 - 1950



Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
28 AGOSTO 2010 - 14 NOVEMBRE 2010



“Ho sempre pensato che un’ambiguità credibile, davvero realistica, costituisca la migliore forma di espressione".

L' amore per il paradosso, per l’ossimoro, per l'ambiguità è una delle cifre dell'opera di uno dei maggiori registi del '900: Stanley Kubrick.
Mentre molti sono gli appassionati dei suoi film, pochi sapevano, fino a oggi, che, negli anni dell'immediato dopoguerra Kubrick è stato anche un grandissimo fotografo.
Dal 1945 al 50 egli lavorò infatti per la rivista Look, una pubblicazione ad ampia diffusione pubblicata a New York che si proponeva, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, di documentare la vita sociale nell’America del dopoguerra.
A Rainer Crone, curatore di questa mostra e grande studioso di arte contemporanea, si deve la scoperta e lo studio di un complesso di ben 12.000 immagini tratte da questa rivista, che nessuno mai aveva avuto modo di analizzare dal punto di vista critico o storico.
Oggi abbiamo la fortuna di poter presentare all'Istituto Veneto di Venezia non una semplice raccolta delle fotografie di un artista ,per quanto importante, ma una serie di ‘storie’ narrate per immagini, che costituiscono un corpus storicamente unico, attraverso cui ci è possibile leggere, in una forma ben identificabile, lo stile e le capacità da ‘story teller‘ del grande regista.

In particolare, questa raccolta di negativi ci permette di decodificare in modo persuasivo alcuni dei riferimenti culturali che saranno caratteristici anche del Kubrick regista:
Innanzitutto il tema dell’ ‘estraneazione’ dell’artista rispetto alla propria opera d’arte.
Kubrick viveva in una New York in cui Brecht riscuoteva grandi successi con la sua ‘Opera da tre soldi’. E lo stesso regista, ebreo di origine, non poteva non riconoscersi in quell’aspetto della cultura tedesca che, che va dall’Espressionismo in poi.
e ancora, la certezza che una raffigurazione ‘stilizzata’ della realtà possa essere molto più efficace di una ‘naturale’ documentazione. Già Proust aveva attirato l’attenzione sulla peculiarità di un approccio fotografico alla realtà che si risolve in una sorta di ‘alienazione’ da essa. Alla luce dell’opera successiva di Brecht, tale ‘alienazione’ finisce però per trasformarsi, nell’opera di Kubrick, nella sperimentazione delle proprie emozioni ed esperienze di fronte al frammento di realtà inquadrato dalla macchina fotografica.
e infine, l’interesse fortissimo già nel giovane Kubrick, nel rappresentare tutto ciò che non è ancora certo e ben definito, il fascino che su di lui esercita tutto ciò che non è più e non è ancora. Caratteristica specifica, peraltro, di una cultura americana che si sta affermando nella propria originalità e nel proprio tentativo di distaccarsi da quella europea.

Una serie di racconti per immagini dunque che vengono presentate al pubblico italiano, con la certezza che, al di là dell’interesse storico-artistico della scoperta, esse consentano ai tanti appassionati dell’opera di Stanley Kubrick di ritrovare in esse, in luce, tutta la capacità narrativa, il senso dell’humor e la forza visionaria del grande regista.
Per la prima volta al mondo, una mostra indaga un aspetto finora poco conosciuto della carriera di Stanley Kubrick. Dal 28 agosto al 14 novembre 2010, all'Istituto Veneto di Venezia saranno esposte oltre 200 fotografie, molte delle quali inedite e stampate dai negativi originali, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista americana Look.
L’esposizione, curata da da Rainer Crone è stata prodotto da Giunti Arte mostre musei.
La mostra è stata prodotta in collaborazione con il Museum of the City of New York e la Library of Congress di Washington, che custodiscono un patrimonio ancora sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick che già giovanissimo, a soli 17 anni, era già un grande fotografo in grado di documentare la vita quotidiana dell’America dell’immediato dopoguerra, attraverso le storie di celebri personaggi come Rocky Graziano o Montgomery Clift, inquadrature fulminanti e ironiche nella New York che si apprestava a diventare la nuova capitale mondiale, o ancora la vita quotidiana dei musicisti dixieland.
L’iniziativa rivelerà il modo di fare fotografia di Stanley Kubrick , passione che ereditò ancora minorenne dal padre (l’altra sono gli scacchi). La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un’immagine che affascinerà cosi tanto gli editors del magazine Look da offrire al giovane Kubrick, la possibilità di entrare nello staff della storica rivista come fotoreporter.
Il metodo Look, caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei più importanti fotogiornalisti dell’epoca. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio dalle foto. Per ottenere dai personaggi delle pose che fossero più naturali possibili, Kubrick metteva in atto una serie di stratagemmi per passare inosservato. Uno di questi consisteva nel nascondere il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e nell’azionare l’otturatore con un interruttore nascosto nel palmo della mano. Gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva già espresso dal suo lavoro di questi anni.
Anche ricorrendo a tecniche e punti di vista particolari e mantenendo sempre un certo distacco riesce a far trapelare l’aspetto psicologico dei soggetti ritratti, permettendo così all’osservatore delle foto di costruire una personale interpretazione del carattere delle persone riprese
“Nascono così le prime fotografie di Stanley Kubrick, realizzate nell’America dell’immediato dopoguerra, che sorprendono poiché non si limitano alla rappresentazione di un’epoca, come ci si potrebbe aspettare da un fotoreporter. Le sue istantanee infatti - sottolinea il curatore -, che stupiscono per la loro sorprendente maturità, non possono essere considerate come archivi visivi della gioia di vivere, catturata dallo spirito attento e pieno di humor di un giovane uomo, ma costituiscono un consapevole invito a confrontarsi con le risorse del mezzo fotografico, con le sue possibilità di rappresentazione e con la propria percezione della realtà: una costante dell’opera artistica di Kubrick che comincia con le fotografie e continua nei film”.
Un passaggio fondamentale, dunque, se si pensa che l’ambiguità dell’immagine e del cinema stesso sono al centro della riflessione che anima il cinema d’autore del secondo dopoguerra, per questo detto moderno e di cui Kubrick è stato uno degli indiscutibili maestri.

Il percorso espositivo, organizzato in otto sezioni, si svolgerà attraverso alcune delle storie che l’occhio dell’obiettivo di Kubrick ha immortalato, come Portogallo che racconterà il viaggio in terra lusitana di due americani nell’immediato dopoguerra, o ancora Crimini, che testimonierà l’arresto di due malviventi seguendo i movimenti dei poliziotti, le loro strategie, le loro furbizie, fino all’avvenuta cattura.

Betsy Furstenberg, protagonista della sezione a lei dedicata e che la rappresenta come il simbolo della vivace vita newyorkese di quegli anni, farà da contraltare alle vicende dei piccoli shoe shine, i lustrascarpe che si trovavano agli angoli delle strade di New York.

Inoltre, s’incontreranno le sezioni dedicate alla vita che si svolgeva all’interno della Columbia University, un luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro, e all’interno del Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana, o ancora quelle che ritraggono l’epopea dei musicisti dixieland di New Orleans o il variegato mondo degli artisti del circo.




Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Campo Santo Stefano 2842 - Ponte dell’Accademia
28 agosto 2010 - 14 novembre 2010

Orari
tutti i giorni dalle h 10.00 - 19.00
(la biglietteria chiude alle 18.30)

Biglietti individuali
Intero € 9,00; ridotto € 7,50: under 18, over 65, gruppi (minimo 15 - massimo 25 persone), studenti, titolari di coupon e convenzioni; ridotto scuole € 4,00

Prenotazioni
€ 1,20 individuale

Visite guidate per gruppi di massimo 25 persone (su prenotazione)
€ 100 visita guidata in italiano; € 120 € visita guidata in lingua
€ 70 scolaresche


Per info, prenotazioni e per scoprire ogni dettaglio della mostra
199.199.111

Ingresso ridotto per tutti i possessori di
Card Giunti al Punto
Carta Touring

Come arrivare:
A piedi: circa 30 minuti da Piazzale Roma / Ferrovia circa 15 minuti
da Piazza San Marco direzione Campo Santo Stefano / Accademia

In vaporetto: da Piazzale Roma / Ferrovia:
linea 1 direzione San Marco, fermata Sant’Angelo o Accademia.
linea 2 direzione San Marco, fermata S. Samuele o Accademia.

In vaporetto: da San Zaccaria / San Marco:
linea 1 direzione Piazzale Roma / Ferrovia, fermata Santa Maria del Giglio
o Accademia.
Linea 2 direzione Piazzale Roma / Ferrovia, fermata Accademia o S. Samuele

Visite riservate ed eventi in mostra
Per associazioni, gruppi e aziende è possibile prenotare visite riservate alla mostra e attività di Corporate Hospitality nelle sale di Palazzo Franchetti.
Per informazioni: M +39 345 4690071