venerdì 26 febbraio 2010

Codice: Genesi

Codice: Genesi
Il giudizio di Film-Review
Codice: Genesi
Dal 26 febbraio 2010
I registi Albert e Allen Hughes tornano a quasi dieci anni di distanza dal blockbuster La vera storia di Jack lo Squartatore - From Hell con un action movie fantascientifico che narra le gesta di Eli, un eroe solitario (Denzel Washington) che si aggira attraverso un’America devastata da un conflitto nucleare e infestata da gang crudeli e spietate.

Questo “cowboy postapocalittico”, esperto in tutti i tipi di arti marziali e di armi, diretto in un luogo che verrà svelato solo nell'epilogo, vuole solo essere lasciato in pace, ma non esita ad uccidere chi cerca di sottrargli il libro che porta con sé e che potrebbe salvare il mondo (il titolo originale è infatti The Book of Eli). C’è però un altro uomo che sembra aver capito cosa rappresenta davvero il misterioso volume: si tratta del cattivissimo Carnegie (Gary Oldman, che nella parte del villain è sempre perfetto), leader di un paese di fuorilegge, il quale farà di tutto per eliminare Eli e impadronirsi del prezioso oggetto. A complicare le cose ci si mette la figlia di Carnegie, Solara (la bella Mila Kunis già vista in Max Payne e nel serial That ‘70s show), la quale rimane affascinata da questo straniero viaggiatore che le fa intuire l'esistenza di altri gruppi di individui sparsi per il mondo, diversi da quelli capeggiati da Carnegie. Scenari desolati, intere città semidistrutte e carcasse di auto abbandonate fanno da cornice ai vagabondaggi di Eli, singolare predicatore, il quale grazie alla Bibbia – tranquilli, la sorpresa del film è un'altra ed è assai meno prevedibile - riuscirà nel difficilissimo compito di riportare un barlume di speranza in un mondo oramai imbarbarito.

Debitore di pellicole come L’uomo del giorno dopo, Io sono Leggenda e il più recente 2012 o di serie televisive come Kung Fu o I Sopravvissuti, Codice: Genesi spinge l’acceleratore su combattimenti e sequenze d’azione piuttosto che su riflessioni filosofiche e/o teologiche come lo spunto di partenza e il titolo italiano lascerebbero presagire. Lo sceneggiatore inglese Gary Whitta infatti, è stato, tra le altre cose, anche l'editor della celebre rivista PC Gamer e sa perfettamente che i picchiaduro o gli sparatutto (quei giochi in cui il fine ultimo è annientare l’avversario con ogni mezzo possibile) hanno maggiore appeal (e fan) rispetto ai giochi di ruolo o di strategia. Purtroppo questa filosofia non viene sempre messa in pratica dai due fratelli registi e il film – forse anche per colpa di Denzel Washington, a parere di chi scrive poco adatto ad interpretare un personaggio laconico e superviolento – a volte si perde in lungaggini eccessive, anche se le scene di lotta sono ottimamente realizzate (Danny Inosanto, uno dei maestri d’armi, è un allievo di Bruce Lee) e assai coinvolgenti. Curiosità finale: oltre a Jennifer Beals nel ruolo della madre di Solara, vi sono i camei del “solito” Tom Waits e di Malcom McDowell (l’indimenticato protagonista di Arancia Meccanica).

E’ inutile parlare male (o bene) di un titolo come questo, che non aggiunge nulla di nuovo a quanto già fatto da altri: per chi ama gli action movie, è consigliatissimo, dal momento che si tratta di un film di intrattenimento puro, ben scritto e diretto, con eccellenti effetti speciali e un finale pieno di speranza; chi invece cerca qualcosa di originale, potrebbe restare deluso, poiché psicologia dei personaggi, spunti e approfondimenti di vario genere sono pressoché assenti o servono soltanto a giustificare i violentissimi combattimenti. A questo proposito, i due fratelli, parlando dei registi che più li hanno influenzati, hanno citato Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, Brian De Palma, Martin Scorsese, Sergio Leone e Howard Hawks, precisando comunque di sentirsi “filmaker” e non “cinefili” e che, in fondo, il loro obiettivo è soprattutto quello di divertire gli spettatori. Costato ottanta milioni di dollari e uscito in America a gennaio, il film ha realizzato incassi dignitosi e ha ricevuto recensioni contraddittorie. Vedremo se nel nostro paese saprà fare meglio.

martedì 23 febbraio 2010

LA PRIMA LINEA

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LA PRIMA LINEA

di Renato De Maria (Italia, Belgio 2009) con Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 24 Febbraio ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 25 Febbraio ore 21.00

Belli e dannati, gli intensissimi Scamarcio e la Mezzogiorno, cioè Segio e la Ronconi, un po' lo sono, ma Renato de Maria evita i pericoli agiografici ed offre un film d' azione in cui la vergogna dell'assassinio di matrice terroristica è messa in evidenza e massima ha importanza il fattore umano. Attento al ritmo, come in un Lizzani anni '70, ai personaggi minori, ai mutamenti psicologici che la Mezzogiorno insegue con sensibilità poetica, il film è uno spaccato dell'Italia che non si arrende, quella degli amici e parenti in dolore.

Maurizio Porro - Il Corriere della Sera, 20 novembre 2009


Tanto Benedetta Tobagi che Sabina Rossa, figlie di due vittime del terrorismo rosso, si sono dette insoddisfatte del film. Ambedue con ammirevole disponibilità a ragionarci sopra. La ragione per cui il film è un passo avanti nella riflessione su quella stagione risiede nella sua libertà di sguardo, pur radicato nei fatti. Libertà che si traduce nella scelta di concentrare l'attenzione su due personaggi - Segio e Ronconi - e su un dettaglio delle loro vite: l'evasione di lei dal carcere di Rovigo nell' 82. Il risultato è che le ragioni narrative non oscurano, ma semmai esaltano il senso di baratro e di rovina, l'enorme carico di dolore inflitto e l'incalcolabile danno arrecato alla convivenza civile in Italia.

Paola D'Agostini - La Repubblica, 21 novembre 2009

lunedì 15 febbraio 2010

IL MIO AMICO ERIC

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IL MIO AMICO ERIC

di Ken Loach (Gb, Francia, Italia, Belgio 2009)
con Eric Cantona, Steve Evets

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 17 Febbraio ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 18 Febbraio ore 21.00

Il calcio fa bene. Il calcio libera. Il calcio non è affatto il nuovo oppio dei popoli. Parola di Ken Loach: in Il mio amico Eric il sempre battagliero regista inglese innalza un inaspettato inno al gioco più popolare del mondo. L'Eric del titolo è l'asso francese Cantona, già punta di diamante dell'attacco del Manchester United: è lui ad "apparire" a un povero postino già abbastanza avanti negli anni, schiacciato dalla pesantezza di una vita senza prospettive. Un grande amore in gioventù finito nel nulla, due figli adottivi che ne combinano (soprattutto uno) di peggio e di più, un lavoro che svolge senza alcuna passione. E una figlia naturale che lo ha reso da poco nonno, unico piccolo raggio di luce in un panorama così desolante. Ma all'improvviso "appare" Eric:l'idolo dello stadio, quel giocatore così forte, quella vita così radicalmente diversa. Un sogno, certo, ma che per una volta non è alienante. Anzi, è un sogno che dà forza, che insegna saggezza. Che cosa farebbe Eric di fronte a guai così seri? La favola bella c'illude dolcemente. Perché Loach, questo è il suo miracolo, non si stanca mai di seminare speranza.

Luigi Paini, Il Sole-24 Ore - 13 dicembre 2009

giovedì 11 febbraio 2010

Mobilità sostenibile e ambiente. Mi illumino di meno...

Mobilità sostenibile e ambiente. Mi illumino di meno...

Il 12 febbraio 2010 è il giorno del risparmio energetico.

Per il 6° anno consecutivo, il programma di Radio 2, Caterpillar, organizza un'iniziativa di mobilitazione internazionale.

L'iniziativa, negli anni precedenti, ha riguardato lo spegnimento contemporaneo, per qualche minuto, delle luci di piazze e case, di monumenti e sedi istituzionali (tra le quali anche il Palazzo delle Finanze, allo scopo di realizzare un risparmio di energia, seppur minimo ma altamente simbolico.

Quest'anno l'iniziativa fa un salto di qualità.

Cittadini, scuole, università, associazioni, aziende, istituzioni sono tutti chiamati, nelle rispettive realtà, ad un'accensione virtuosa che utilizzi fonti di energia pulita...
Nelle piazze d'Italia si accenderanno luci "nuove" alimentate a energia rinnovabile.

A Roma la trasmissione radiofonica Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei, ove verranno raccontate le idee più innovative e interessanti per produrre e distribuire energia pulita, e verranno mostrate le luci più belle e creative pensate per l'occasione, con un concerto finale a impatto zero. Partecipa anche tu!

Informati delle iniziative di piazza che si terranno in molte città d'Italia nel sito "Eco dalle città"

E, aldilà delle iniziative programmate, prepariamoci nel quotidiano ad un nuovo consumo...
ad un consumo...illuminato!
Dal 2012, infatti, saranno messe al bando le tradizionali lampadine ad incandescenza ed alogene, e saranno sostituite da quelle a risparmio energetico.

Guarda il filmato, a carattere divulgativo, realizzato dall'Enea.
M'illumino di meno: 12 febbraio 2010, giornata del risparmio energetico, Caterpillar Radio 2
Scarica l'inno dell'inizia

martedì 9 febbraio 2010

Se questo è un uomo

SE QUESTO E' UN UOMO
di Massimo Gramellini
La Stampa, 04.02.2010

Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah?
Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio.
Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».

Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.

lunedì 8 febbraio 2010

A SERIOUS MAN

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A SERIOUS MAN

di Joel e Ethan Coen (USA 2009) con Michael Stuhlbarg, Simon Helberg, Fred Melamed

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo):
Mercoledì 10 Febbraio ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 11 Febbraio ore 21.00

La favola nera dell'ebreo errante e perseguitato, condannato a sopportare avversità senza pari, fa da prologo alla storia di Larry Gopnik, insegnante di fisica in una tranquilla cittadina dei Middle West. Premessa necessaria per capire che poco o nulla è cambiato dal tempo degli shtetl (i piccoli villaggi ebrei) dell'Est europeo di qualche secolo fa. E infatti Larry Gopnik è il bersaglio di una malasorte che lo perseguita senza concedergli scampo: il fratello, disoccupato cronico e con seri problemi mentali, gli si è piazzato in casa e non accenna a sgomberare; il figlio non combina nulla di buono e a scuola incorre in severe punizioni; la figlia gli ruba dei soldi per rifarsi il naso; uno studente coreano tenta di corromperlo, minacciando al contempo di denunciarlo per diffamazione; una serie di lettere anonime mette a repentaglio la sua cattedra. Come se non bastasse, la moglie, che lo ritiene inetto e incapace, lo invita a sloggiare per rimpiazzarlo con ''un uomo serio''. Scritto, diretto e prodotto dai fratelli Coen, A serious man è una moderna variante della biblica pazienza di Giobbe che si riallaccia a Babbitt di Sinclair Lewis, capolavoro della letteratura americana tutto incentrato sull'uomo comune soffocato da un ambiente meschino e conformista.
Nella lunga storia del conflitto individuo-società (uno dei miti fondanti d'Oltreoceano) A serious man è uno dei film più corrosivi e graffianti degli ultimi tempi, che non risparmia nessuno: la comunità israelita (i Coen sono ebrei), la scuola, la classe forense, i ministri del culto. Estremamente sottile nel disegnare il distacco fra una tradizione ingessata e chi, al contrario, coltiva dei dubbi. Non sulla religione dei padri, ma sull'incapacità di viverla con umanità.

Enzo Natta, Famiglia Cristiana - 27 dicembre 2009

lunedì 1 febbraio 2010

BROTHERS

BROTHERS

di Jim Sheridan (USA 2009)
con Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Tobey Maguire

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 3 Febbraio ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 4 Febbraio ore 21.00

Babbo Sam Shepard non ha saputo togliersi la divisa del Vietnam e ha cresciuto un figlio perfetto Marine, riducendo l'altro a pecora nera che non regge il confronto. Il primo va in Afghanistan e viene dato per morto: taglio tattico, occhi spiritati, Tobey Maguire è un ottimo supereroe di guerra. Jake Gyllenhaal (bravissimo) è in libertà vigilata. Entra nella casa della cognata in lutto, nel cuore delle nipotine, si riconcilia col padre, passa dai modi sgarbati al bricolage e dall'odio per i pancake ai pupazzi di neve. L'eroe ritorna senza più pettorali, né spalle, né umorismo; minato da un tragico segreto: un orrendo atto di forza. Deve fronteggiare un piccolo segreto, una debolezza della moglie: l'intensa Natalie Portman sa essere all'altezza (notevole) di Connie Nielsen, protagonista del film danese "Non desiderare la donna d'altri" (2004) di qui questo è l'azzeccato remake yankee. Nelle scene madri a tavola la tensione ti si aggancia addosso; in quelle finali tra la neve sentiamo sciogliersi cuore e cervello dei personaggi. L'irlandese Jim Sheridan ("Il mio piede sinistro", "Nel nome del padre") non sbaglia un tono, una luce, un rumore. «Chi sono i cattivi?» chiede una figlia del soldato. «Quelli con la barba» risponde l'altra. La battuta andrà più volte riconsiderata.

Alessio Guzzano, da City, 23 dicembre 2009

Locandina del Film