lunedì 29 marzo 2010

IL CONCERTO

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IL CONCERTO

di Radu Mihaileanu. Con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, François Berléand, Miou-Miou, Valeri Barinov.

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 31 Marzo ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 1 Aprile ore 21.00

Il grande direttore d'orchestra del Bolshoi di Mosca, Andrei Filipov, concepisce il proprio riscatto artistico e umano dopo essere stato costretto al silenzio per trent'anni dalla politica di Breznev. Cacciato per aver difeso i musicisti della sua orchestra, licenziati perché ebrei e venuto fortunosamente in possesso di un fax indirizzato al Bolshoi, Andrei concepisce la folle impresa di sostituirsi alla celebre compagnia con i suoi vecchi compagni d'orchestra in una prima al Téâtre du Châtelet di Parigi in cui i nostri protagonisti riprenderanno a vivere dopo trent'anni di silenzio coatto. Ebrei, zingari e russi di nuovo tutti insieme e di nuovo in fuga nel film di questo regista di origini rumene, cosmopolita e amante delle diversità culturali. Si fuggiva dal nazismo per salvare la vita in Train de vie, si fugge dal comunismo per recuperare la propria identità in Le concert, dove ritroviamo la stessa voglia di vivere, l'ironia che si mescola al dramma, la musica e l'energia vitale dei popoli dell'Est.

da Terra

lunedì 22 marzo 2010

L'UOMO CHE VERRÁ

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Giovedì 25 Marzo sarà presente in sala l'attore Diego Pagotto

L'UOMO CHE VERRÁ

di Giorgio Diritti (Italia 2009) con : Alba Rohrwacher, Maya Sansa

Proiezioni presso il Cinema Cristallo:
Martedì 23 Marzo ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 25 Marzo ore 21.00

Inondati da rievocazioni scolastiche o ricostruzioni troppo schematiche della Seconda guerra mondiale e dei suoi episodi, dove il cinema viene piegato alle ambizioni propagandistiche di questo o di quello, la visione di L' uomo che verrà offre lo stesso sollievo di una boccata di aria fresca a chi si sente soffocare. Rigoroso, emozionante, onesto, appassionato, il film di Diritti sa coniugare lucidità morale e lettura storica con uno stile insolito per il cinema italiano, di elegante e non ostentata classicità. Da vero (e grande) regista. [...] Diritti filma tutto con uno stile che sarebbe piaciuto [...] a chi [...] rivendicava al cinema la capacità di restituire sullo schermo la forza della realtà: gira dal vero, mescola volti di professionisti (Sansa, Rohrwacher, Casadio: tutti eccellenti) a altri presi sul posto (la piccola Greta Zuccheri Montanari ma anche i tanti vecchi dei luoghi, alcuni, da giovani, testimoni del vero eccidio nazista), evita luoghi comuni e cadute retoriche. E riesce a regalarci una delle più belle prove di un cinema finalmente necessario, di altissimo rigore morale e insieme di appassionante e coinvolgente forza civile. Un capolavoro.

Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera, 20 gennaio 2010
Locandina  del Film
Proiezioni straordinarie:

IL CONCERTO

di Radu Mihaileanu. Con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, François Berléand, Miou-Miou, Valeri Barinov.

Proiezioni presso il Cinema Cristallo:
Mercoledì 31 Marzo ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 1 Aprile ore 21.00

SOUL KITCHEN

di Fatih Akin. Con Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Anna Bederke, Pheline Roggan.

Proiezioni presso il Cinema Cristallo:
Martedì 6 Aprile ore 20.00 e ore 22.00
Mercoledì 7 Aprile ore 21.00

domenica 21 marzo 2010

Calcola la tua Impronta Ecologica

Calcola la tua Impronta Ecologica

Hai un lifestyle eco-sostenibile ? Calcolalo.

Gli scienziati hanno calcolato che il pianeta è in grado di ripristinare l’equilibrio modificato dall’uomo se l’impronta ecologica di ognuno risulta essere inferiore a 1,9 ettari.

Test dell’ impronta ecologica

sabato 20 marzo 2010

Clima. Al via lunedì Settimana europea dell'energia sostenibile

Tema dell'evento: Eliminare la Co2 dal futuro dell'Europa

Roma, 19 mar. (Apcom-Nuova Energia) - Prende il via lunedì la Settimana Europea dell'Energia Sostenibile, l'evento culminante di un anno di sforzi da parte di oltre 1.200 organizzazioni e 10.000 persone che operano a favore della Campagna per l'energia sostenibile in Europa, dimostrando che sono possibili nuovi approcci alla produzione e al consumo energetico. L'edizione 2010 della Settimana (22-26 marzo) si concentrerà sull'obiettivo dell'eliminazione del carbonio dal futuro energetico dell' Europa, evidenziando i progressi compiuti e le misure da intraprendere per ottenere prestazioni energetiche ancora più efficienti e un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili. Solo in Italia sono previsti 61 eventi. Le previsioni più recenti indicano che l'Europa è sulla buona strada per raggiungere e persino superare l'obiettivo del 20% di energie rinnovabili (cioè una quota del 20% del consumo energetico nell'UE dovrà essere generata da fonti energetiche rinnovabili entro il 2020). 10 dei 27 Stati membri dell'Unione europea supereranno i loro obiettivi nazionali per l'energia rinnovabile entro il 2020, e enormi miglioramenti nell' efficienza energetica sono facilmente realizzabili. Se oggi è dimostrato che la politica europea dell'energia pulita funziona, molto altro resta da fare. I leader europei hanno riconosciuto che le azioni locali devono essere coordinate a livello UE per ottenere un elevato impatto territoriale e garantire un futuro energetico sostenibile per tutti. Questo sarà il tema centrale dell'edizione 2010 della Settimana Europea dell'Energia Sostenibile. Tre anni di crescente successo della Settimana Europea dell'Energia Sostenibile hanno fatto dell'evento il punto di riferimento per le questioni energetiche sostenibili in Europa. La Settimana è una delle iniziative che fanno capo alla Campagna europea per l'energia sostenibile, avviata dalla Commissione europea. L'evento nasce nel 2005 con un dibattito interno sull'energia sostenibile a Bruxelles, e nel 2009 circa 35.500 persone hanno partecipato a 148 eventi; l'edizione di quest'anno conterà oltre 300 eventi in tutta Europa. La Settimana Europea dell'Energia Sostenibile è l'unico evento di questo tipo e di queste dimensioni al mondo. Copyright APCOM (c) 2008

Invece di fare la fila prenotate la vostra visita alla Basilica di San Marco


Dal 1 aprile 2010 entrerà in funzione il nuovo servizio di prenotazione online delle visite nella Basilica di San Marco, un sistema che consentirà una miglior gestione dei 2 milioni di persone che ogni anno decidono di visitare la cattedrale lagunare. Si potrà così finalmente evitare di fare una coda infinita magari sotto un sole cocente.
Il sistema si chiama “InsideTelebooking” ed è stato elaborato dalla Insidecom di Padova d’intesa con la Procuratoria di San Marco. La piattaforma di prenotazione sarà utilizzabile direttamente, sia da parte di utenti privati che da parte degli operatori. Le prenotazioni, che possono essere effettuate direttamente sul sito www.venetoinside.com o entrando nel settore “programmare la visita” del sito istituzionale www.basilicasanmarco.it, prevedono una quota fissa come “diritto di prenotazione” di 1 euro a persona, 0,70€ per gruppi religiosi e scolaresche, gratuito per bambini fino a 6 anni. Tali quote serviranno a sostenere i costi di gestione e ad implementare il servizio di accesso.
L’iniziativa naturalmente non esclude la possibilità di visite “last minute” senza prenotazione, con il consueto accesso dal portone principale della basilica. Il servizio è già attivo da oggi per gli operatori turistici, mentre per i visitatori sarà attivo da aprile ad ottobre di ogni anno, il periodo di maggior frequentazione. TD

martedì 16 marzo 2010

WELCOME

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WELCOME

di Philippe Loiret (Francia 2009) con Vincent Lindon, Firat Ayverdi

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 17 Marzo ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 18 Marzo ore 21.00

Presentato con successo al Festival di Berlino, «Welcome» del francese Philippe Lioret in patria ha incassato dieci milioni di euro e ha scatenato roventi polemiche. Il film è un atto d'accusa contro le leggi che colpiscono non solo i «sans papier», ma anche quei cittadini che aiutano un clandestino con pene fino a cinque anni di galera. Argomento di drammatica attualità dunque, affrontato con un film di impegno civile duro e diretto alla Loach, che è anche una storia di sentimenti e di tolleranza. Un ragazzo curdo in fuga dall'Iraq in guerra non riesce a raggiungere la sua fidanzata emigrata a Londra perché non può attraversare la Manica. A Calais conosce Simon un istruttore di nuoto spigoloso e arrabbiato. Dal difficile rapporto iniziale tra i due e dal sogno paradossale di Bilal di attraversare la Manica a nuoto, nasce un intenso viaggio fisico e interiore fatto di paure, desideri e sguardi comuni, di sintonie psicologiche, di sfumature sonore.

Da Il Mattino, 11 dicembre 2009

venerdì 12 marzo 2010

LE FORME DEL MODERNO - Scultura a Ca’ Pesaro. Da Medardo Rosso a Viani, da Rodin ad Arturo Martini

Una trentina di grandi sculture appartenenti alla celebre collezione plastica di Ca’ Pesaro, in un percorso completamente nuovo, che privilegia valori formali e accostamenti inediti.

La mostra si snoda negli spazi sontuosi dell’androne longheniano al piano terra e del monumentale secondo piano - oltre mille metri quadri di eccezionale pregio architettonico e impagabile qualità luminosa - recentemente restituiti a funzione museale, che consentono, finalmente, di esporre opere per molto tempo non accessibili al pubblico.

Di particolare interesse, al secondo piano, anche le diverse, stimolanti relazioni proposte tra sculture e opere pittoriche – a partire dal grandioso fregio di Giulio Aristide Sartorio, il Ciclo della Vita realizzato per il Padiglione Italia della Biennale del 1907 e altre non meno significative grandi tele - in una ricerca continua di confronto e dialogo tra linguaggi e forme espressive.
La mostra, curata da Silvio Fuso, Matteo Piccolo, Giandomenico Romanelli e Cristiano Sant, si pone, oltre che come perfetta proposta di recupero e riallestimento museale, anche come il primo appuntamento del programma per il 2010 di Ca’ Pesaro, quasi interamente dedicato alla scultura.

A Le forme del moderno, faranno infatti seguito, a settembre, la grande retrospettiva intitolata al britannico Toni Cragg (Liverpool, 1949, leone d’oro alla Biennale ’88), oltre a un prezioso approfondimento sulla grafica di Arturo Martini, che troverà spazio nell’area del museo dedicata alle proposte di ricerca e di indagine, la Sala 10 al primo piano.

Percorso
Torso femminile, 1952
ottone lucidato, cm 136x63,5x62
Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna">Alberto Viani (1906 – 1989), Torso  femminile, 1952


Il pensatore, 1880
gesso patinato, 187,5x108x140,5
Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna">Auguste Rodin (1840 – 1917), Il  pensatore, 1880


La nuvola: evento, 1955
Gesso, 151x190x44
Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna">Bruno De Toffoli (1913- 1978), La  nuvola: evento, 1955
Le Forme del moderno è una proposta di rilettura, oltre che di riallestimento, in cui opere e spazi entrano in relazione organica.

Il vasto spazio dell’Androne al piano terra è dedicato alla rappresentazione scultorea della forma umana, con sei grandi opere che ne esemplificano la doppia polarità, femminile e maschile, in periodi e con linguaggi diversi.

Il percorso prosegue al secondo piano. Qui le sculture si susseguono secondo una direttrice d’indagine formale che dalla linearità conduce man mano a una prevalenza della materia.

Nel grande Salone, ove è esposto in permanenza, per tutta la lunghezza delle pareti, il ciclopico fregio di Artistide Sartorio con il Ciclo della vita (240 mq di superficie pittorica in 14 pannelli con 128 figure “più grandi del vero”), l’originale pittura scultorea di quest’opera, caratterizzata da una costruzione formale in cui prevale la linea e l’assimilazione della cultura classica, viene posta in relazione con una serie di sculture che, nel loro plasticismo figurativo, muovono da influenze classiche verso nuove sintesi. Ecco allora - dal Pensatore ( 1880) e dai Borghesi di Calais (1886) di Rodin, alla Resurrezione (1904) di Bistolfi, fino alla Nuvola di de Toffoli (1955) - i trapassi dalla contorsione della forma all’eleganza di un più moderno linearismo e la ricerca di una semplificazione del tessuto compositivo.

Nel saloncino si lascia spazio a nuove ricerche plastiche condotte tra stilizzazione e ritmi dinamici; la forma e la linea perdono importanza, l’opera si identifica con la materia informe e il segno gestuale, è resa oggetto di sperimentazione, perde fisionomia, mentre si tenta la coniugazione di pittura e scultura. Sono qui esposti, tra l’altro, un Plurimo di Vedova (1964), oltre a opere in rame e in bronzo di Kemeny, Milani, Calò, ma anche tele di Gaspari o di Plessi.

L’ultima saletta è un omaggio a tre grandi maestri: Medardo Rosso, Adolfo Wildt e Arturo Martini. Dalle ricche collezioni del museo, sono stati qui selezionati celebri capolavori che hanno in comune un apparente mutismo dello sguardo: sguardi invisibili, dunque, ma capaci di tracciare tra loro, su linee diverse, un sorprendente dialogo a occhi chiusi .

Il Catalogo
Guida breve della mostra in italiano e in Inglese

LE FORME DEL MODERNO
Scultura a Ca’ Pesaro.
Da Medardo Rosso a Viani, da Rodin ad Arturo Martini

© Fondazione Musei Civici di Venezia
Stampato da Grafiche Veneziane, dicembre 2009

Con testi di
Giandomenico Romanelli
Silvio Fuso
Matteo Piccolo
Cristiano Sant


Grafica e impaginazione
Alessandro Paolinelli

Traduzioni
Tina Cawthra

Immagini
Archivio Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Ca’ Pesaro Fotoflash - Venezia

Info
Come arrivare
Orario
Biglietti
Prenotazioni
Accessibilità

Indirizzo

Ca' Pesaro
Venezia
Santa Croce, 2076



info: info@fmcvenezia.it

giovedì 11 marzo 2010

INVICTUS

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Il circolo "Dal Monaco" consiglia:

INVICTUS

di Clint Eastwood con Matt Damon, Morgan Freeman, Langley Kirkwood, Robert Hobbs.

(film in programmazione ordinaria, senza presentazione nè dibattito*)

*Il circolo "Dal Monaco" intende, quando se ne presenti l'occasione, segnalare a soci ed appassionati film di particolare interesse in programmazione ordinaria presso il cinema Cristallo di Oderzo. La newsletter si distinguerà leggermente (per i diversi colori della grafica) da quella utilizzata correntemente per le rassegne di film d'autore con presentazione e dibattito

Da venerdì 12 a martedì 16 Marzo ore 22.00
Domenica 14 Marzo anche ore 19.30

Clint, Mandela e l'epica del rugby
Invictus, nessuno sbaglia un colpo

Roberto Saviano ha visto per noi l'ultima opera di Eastwood sulla partita di rugby che battezzò il Sudafrica libero. Il film è il racconto di un popolo che sorprese il mondo costruendo una nazione sui diritti e non sulla vendetta
di ROBERTO SAVIANO

"CLINT ha solo due espressioni: col cappello e senza cappello". Così descriveva il suo cowboy preferito Sergio Leone. Ma ora "l'attore da due espressioni" non sbaglia un film. Ogni sua pellicola è necessaria. Sembra, il suo, un percorso che cerca nelle storie un modo per ordinare il mondo, per chiarirsi le idee. Un catalogo di vicende che come in Gran Torino, Million dollar Baby o Lettere da Iwo Jima non stanno a raccontare come dovrebbe andare il mondo, ma come lo fanno andare le persone, gli individui, attraverso ogni loro scelta. Che sia giusta, falsa, marcia o vera. E' l'individuo che Eastwood racconta. Volevo vedere il prima possibile Invictus. Per me è difficile andare al cinema. Quasi impossibile. Ma Warner Bros mi concede una sala a prima mattina. Tutte sedie vuote. Chiedono alla scorta di consegnare i telefonini perché temono possano riprendere e piratare il film. Invictus parte e in più di due ore ritrovi esattamente l'Eastwood che ti aspettavi. Questa volta ancora più smaliziato. Non ha paura di commuovere e di usare l'arte della retorica. Racconta di Nelson Mandela e di una squadra di rugby. E' il 1995 e Mandela, appena eletto presidente del Sudafrica, ha come prima necessità quella di evitare rivolte, scontri, vendette. E' un impresa quasi impossibile. La maggioranza nera ha subìto troppo e per troppo tempo il potere indiscriminato degli Afrikaaner, dei bianchi. Tutti si aspettano vendette. I bianchi tremano e si preparano al colpo di stato e alla resistenza. I neri si armano per vendicare morti e prigionia. Il capolavoro politico del detenuto 46664 - questo il codice di matricola nei trent'anni di prigionia di Mandela - fu quello di "sorprendere". Sorprende il mondo come lui stesso dice: "Sorprenderli con la generosità. Comprensione. Io so cosa i bianchi ci hanno tolto ma questo è il momento di costruire una nazione". Morgan Freeman è Mandela e ne ha studiato ogni movenza lenta e ieratica, ma anche i sorrisi e i modi di salutare. Non ne è un'imitazione né una riproduzione. E' esattamente un'interpretazione. Fa vivere sullo schermo il leader che sogna un Sudafrica nero diverso dal Sudafrica dei bianchi. Il rugby nel paese dell'apartheid è odiato dai neri che giocano a pallone. Dicono nei sobborghi di Johannesburg: "Il calcio è uno sport da signorine giocato da duri, il rugby è uno sport da duri giocato da signorine". Ma Mandela, che non è mai stato particolarmente appassionato di rugby, capisce che lo sport dei bianchi deve piacere ai neri. I mondiali di rugby potranno essere la prova politica più delicata da superare. Mandela parte da questa idea, insieme mediatica e popolare, per unire un Sudafrica spaccato, sull'orlo di una guerra civile. Il rugby parlerà più d'ogni altro linguaggio o parola al suo popolo. Se non riesci con i discorsi politici a unirlo allora lo unirai facendo tifare per la stessa squadra. I sudafricani neri quando in campo c'era la squadra verde-oro degli Afrikaner tifavano Inghilterra, o Australia o persino Francia insomma qualsiasi squadra che potesse battere i bianchi sudafricani. Mandela sa che le antilopi, ovvero gli Springboks, la nazionale di rugby, sentono di non rappresentare più il loro paese bianco. Il suo compito sarà di farli sentire rappresentanti di un nuovo paese, responsabili di un nuovo possibile corso politico. Mandela parte dalla sua scorta. Affianca agli uomini provenienti dalle file dell'Anc, bianchi delle squadre speciali. La scorta sudafricana non vuole condividere la squadra con gli afrikaaner che solo un anno prima li avrebbero arrestati. Ma Mandela è categorico. "La nazione arcobaleno nasce da qui. Intorno a me voglio le due anime del Sudafrica". E poi incontra il capitano François Pienaar, interpretato da Matt Damon - bravissimo nel riuscire a raccontare anche solo col viso l'incontro di un bianco terrorizzato dai neri con il primo presidente nero del Sudafrica. Damon è un giocatore di grande talento ma ormai colpito da una sorta di depressione sociale, come i suoi compagni. Perdono partite su partite, sentono che la loro nazione bianca è finita. Ma è qui che interviene Mandela. "Abbiamo bisogno di ispirazione". Nasce tra il capitano e il presidente del Sudafrica un rapporto diretto. Mandela gli chiede di far vincere i mondiali di rugby al Sudafrica. Impresa che tutti gli esperti dichiarano impossibile. Ma c'è da costruire una nazione. Mandela segue direttamente i loro allenamenti. Porta la squadra che ha un solo rugbista nero nei ghetti di Soweto nelle baraccopoli dove nessun bianco era mai stato. Li insegnano il rugby, lo sport bianco per eccellenza, ai ragazzini neri. E poi visitano la prigione dove è stato rinchiuso Mandela. I giocatori vengono allenati nell'anima. E nel film è chiaro che la disciplina che stanno vivendo i rugbisti non è nient'altro che il percorso che un'intera nazione sta facendo per capirsi e ritrovarsi. Il finale te lo aspetti, ma non vedi l'ora che accada. Ed anzi hai paura che qualcosa possa andare storto, che la palla ovale possa far perdere il grande sogno della nuova nazione: il mondiale alla squadra del Sudafrica. La vittoria finale contro i rugbisti maori della Nuova Zelanda non è una vittoria sportiva ma uno dei risultati politici internazionali più importanti del novecento. Un popolo che si unisce in una squadra. Esco dalla sala contento che il vecchio Clint non sbagli un colpo come speravo. Il Sudafrica oggi è quanto di più lontano esista dal paradiso arcobaleno in cui molti avevano sognato ma questo non toglie nulla alla lezione eastwoodiana di come la politica sappia essere cosa diversissima di quella che abbiamo tutti giorni sotto gli occhi. Di come possa essere, in tutti i sensi, il sogno di un uomo e di un popolo ancora desideroso di conquistare diritti e felicità. Che Nelson Mandela ha descritto con queste parole del poeta Henley: "Sotto i colpi d'ascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china.... Non importa quanto sia stretta la porta... quanto piena di castighi la vita/ Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima".

L'amaca di Michele Serra del 7 marzo 2010

Avrei bisogno anch'io di un "decreto interpretativo" che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse.
Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi.
Perché non ho un corsista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti.
Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre.
Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa.
Perché considero ovvio rilasciare la fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale.
Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito "ma le serve la ricevuta?" che non è che serva a me, serve alla legge.
Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco.
Perché non ho mai avuto capitali all'estero.
Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.
Io - insieme a qualche altro milione di italiani - sono l'incarnazione di un'anomalia.
Rappresento l'inspiegabile.
Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.

mercoledì 3 marzo 2010

Donne al centro. Una storia lunga trent'anni

Immagini e documenti del Centro Donna del comune di Venezia 1980 - 2010

In collaborazione con il Centro Donna

Dal 6 al 31 marzo 2010

venerdì 5 marzo, ore 18.00
Inaugurazione della mostra

orario: da lunedì a venerdì 15.30 - 19.30
sabato e festivi: 10.30 - 12.30 e 15.30 - 19.30

sala Paolo Costantini terzo piano
ingresso libero

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

lunedì 1 marzo 2010

IL RICCIO

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IL RICCIO

di Mona Achache (Francia, Italia 2009) con Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo Igawa

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 3 Marzo ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 4 Marzo ore 21.00

«Non lasciar uscire il gatto, non lasciar entrare la portinaia». Paloma ha 11 anni ma nulla le sfugge. Tanto più che tiene un diario filmato in cui registra con la vecchia telecamera di papà tutto ciò che vede o intuisce.
A cominciare dai taciti ma ferrei precetti, come quello appena citato, che regolano la sua esistenza ordinata, troppo ordinata, di altoborghese parigina in erba. Paloma insomma è una ribelle, a un'età, in un'epoca e in un palazzo che rendono la ribellione inconcepibile dunque invisibile. Così, per non finire come i suoi familiari, ha deciso che a 12 anni si toglierà la vita…. [...] Non era facile portare sullo schermo L'eleganza del riccio di Muriel Barbéry (ed. E/O), best-seller iperletterario (ma con leggerezza) articolato in una serie di monologhi. L'esordiente Mona Achache sceglie la semplicità, ovvero la simpatia e la vivacità, trasformando i monologhi nelle scene filmate da Paloma o nei disegni che esegue a getto continuo.
E accentuando il carattere da fiaba gentile della vicenda (rititolata Il riccio anche per sottolineare il dichiarato distacco della scrittrice dalla versione cinematografica). Ne esce un film svelto, illustrativo, forse non molto ambizioso ma a suo modo del tutto riuscito. Il che non guasta.

Fabio Ferzetti - Il Messaggero, 5 gennaio 2010