venerdì 28 maggio 2010

Velalonga 2010


Regata - La Velalonga Venezia è una manifestazione nata dall’ attività del Circolo velico Casanova ed ha carattere sportivo e culturale.
Il successo della manifestazione, giunta quest’anno alla decima edizione, ci stimola a portare avanti l’organizzazione di questa regata in un ambiente così unico,particolare e suggestivo come la laguna di Venezia.
In questi anni le soddisfazioni sono venute non solo dal numero delle imbarcazioni partecipanti (fino a 200 barche) e dalla loro provenienza perfino da altri paesi europei, ma anche dagli aspetti tecnici che vedono barche molto diverse e relativi equipaggi confrontarsi con i bassi fondali, le correnti e le maree della laguna.

Programma (PDF)

Percorso (Immagine)

Percorso (Tour animato di Google Earth)

Bando di regata pag. 1 e pag. 2 (PDF)

Tutti i rating di Velalonga 2010 (PDF)

Precedenti edizioni Clicca per ingrandire

lunedì 24 maggio 2010

"Oggi quella del TG1 è un’informazione parziale e di parte"


Con questa dichiarazione, Maria Luisa Busi lascia la conduzione del Tg1 di Minzolini. Lo scrive lei stessa in una lettera che ha affisso nella bacheca della redazione. Pubblichiamo la lettera.

Articolo di: Articolo 21


AL Dott. Augusto MINZOLINI

Al CDR
p.c. Dott. Paolo GARIMBERTI
p.c. Prof. Mauro MASI
p.c. Dott. Luciano FLUSSI

Caro direttore,

ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa e’ per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilita’ nei confronti dei telespettatori. Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza RAI Sergio Zavoli : “la piu’grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identita’, parte dell’ascolto tradizionale”.Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perche’ e’ un grande giornale. E’ stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati.

Questo e’ il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non e’ mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 e’ un’informazione parziale e di parte.Dov’e’ il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perche’ negli asili nido non c’e’ posto per tutti i nostri figli?Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perche’ falliti?Dov’e’ questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.

L’Italia che vive una drammatica crisi sociale e’ finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della piu’ importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di piu’ alto profilo e interesse generale. Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, puo’ soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell’affidamento dei telespettatori e’ infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E’ lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori. I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E’ quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica. Un’ultima annotazione piu’ personale. Ho fatto dell’onesta’ e della lealta’ lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non e’ tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.

Pertanto:1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo gia’ mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralita’ delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma e’ palese che non c’e’ piu’ alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta e’ fuori, prima o dopo.

2) Respingo l’accusa che mi e’ stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza e’ quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.

3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di “danneggiare il giornale per cui lavoro”, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: “il tg1 dara’ conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgera’ i fatti in ossequio a campagne ideologiche”. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico e’ quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita “tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali” e via di questo passo. Non e’ cio’ che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate rispondera’ il mio legale.

Ma sappi che non e’ certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto.Non di ammirazione viviamo,dice, ma e’ di rispetto che abbiamo bisogno.Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verita’. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.

Marialuisa Busi

Roma, 20 maggio 2010

La strada di Smirne




lunedì 31 maggio, ore 18.00 - sala conferenze quarto piano
Presentazione del libro La strada di Smirne (ed. Rizzoli, 2009) di Antonia Arslan

Partecipano all'incontro Sergio Frigo e l'autrice.

Ingresso libero


Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

mercoledì 19 maggio 2010

Critical Book & Wine

Critical Book & Wine
Venezia, Sale Docks 20 − 23 maggio 2010

Giovedì 20 Maggio
Apertura ore 16.00.
Ore 18.00 – incontri.
Narrare il Nord-Est oltre la crisi.
Attorno al romanzo “Bea Vita! Crudo Nord Est” di Romolo Bugaro.
Con Romolo Bugaro, Tiziano Scarpa, Roberto Ferrucci e Stefano Micelli modera Giuseppe Caccia
ore 19.30 – percorsi di condivisione
degustazione “valpolicella bio” delle aziende Villabellini e Monte dell’Ora – S.Pietro in Cariano (Vr) ed assaggi con gli inquilini della cohousing “Rio Selva” – Preganziol (Tv) che auto-producono il pane bio nel forno a legna e con la cooperativa sociale “Campoverde” – Castelfranco (Tv)
ore 21.00 – incontri
Stefano Fierli presenta “Il cinquantunesimo giorno. Memoria di una guerra di sabbia” (Robin Edizioni) [ http://www.sherwood.it/Dalle-frequenze-di-radio-Sherwood]
Ore 22.00 visioni
Live dei Grimoon: gruppo italofrancese, pop cinematografico con il loro ultimo album “Super8”
[http://www.grimoon.com/]

venerdì 21 maggio
Apertura ore 16.00.
Ore 18.00 – incontri.
Claudio Calia e Luca Tornatore presentano il numero speciale di Burp! Deliri Grafico Intestinali : “Il dente e la lingua” – Reportage grafico dal cop15 di e con Valerio Camposeo e Sara Bartoletti
ore 19.30 – percorsi di indipendenza
degustazione dei vini dell’azienda Vicentini Orgnani – Valeriano, Pinzano al Tagliamento (PN)
assaggi in saor: sardee della laguna con Stefano Fiorin
ore 21.00 – visioni
“L’invasione dei supernormali e la resistenza degli uomini talpa” di e con Action 30!
Performance-dibattito con proiezioni, racconti, musica, disegni dal vivo, eseguiti da Giuseppe Palumbo. [http://www.action30.it/]
ore 22.00 – visioni
Frito Rebelde dj-set /RRRocco & Dade / indie-rock-elettronica

sabato 22 maggio
Apertura ore 15.00.
Ore 17.00 – incontri
“I segreti del Canal Grande” video-narrazione di e con lo scrittore Alberto Toso Fei
18.00 – visioni
19.00 PickuP: una commedia noir a 5 mani
del collettivo Manyhands Entertainment (Antonio Augugliaro, Chiara Battistini, Andrea Cavallari, Gianluca Chierici e Sebastiano Leddi) [http://www.manyhands.it/MH/PickuP.html]
19.00 – percorsi bio
degustazione “Ortodi Venezia”, vino dell’azienda di Michel Thoulouze – isola di Sant’Erasmo, Venezia
e assaggi bio dell’Erboristeria Cibele (Venezia)
21.00 – incontri
Franca Berbenni presenta “Libri in prestito”
22.00 – visioni
El Gallo Rojo Records presenta: Baron Karza
piero bittolo bon: sax alto, clarinetto basso, alfonso santimone: tastiere, elettronica, massimiliano sorrentini: batteria [www.elgallorojorecords.com/index.php]

Domenica 23
Apertura ore 15.00
Incontri – Questa terra è la mia terra
16.00 Laura Bettanin presenta: “Finchè l’erba crescerà…” (transeuropa edizioni)
17.00 Nello spazio Ya Basta: presentazione del progetto “Azucar do Brazil” e delle carovane Brasile e Chiapas estate 2010 [www.yabasta.it]
19.00 – percorsi “la laguna ritrovata”
degustazione di vini dell’associazione La Laguna nel bicchiere (isola della Giudecca, Venezia)
e dei prodotti degli orti sinergici dell’associazione “Spiazzi Verdi” [http://spiazziverdi.blogspot.com/]
20.00 – assaggi critici
degustazione del “Pignoletto” dell’Azienda agricola biologica Alberto Tedeschi, Monteveglio (Bologna) e dei latticini del Caseificio Morandi Oriano – Anguillara Veneta (Padova)
21.00 – visioni
Pierpaolo Capovilla – one dimensional man / il teatro degli orrori legge Majakovskij
22.00 – visioni
Live: Bologna Violenta [ HYPERLINK "http://www.myspace.com/nicolamanzan"http://www.myspace.com/nicolamanzan]. Gli allestimenti del CB&W sono curati da rebiennale.org utilizzando materiali recuperati e riprogettati

lunedì 17 maggio 2010

SAFET ZEC Il potere della pittura

  • SAFET ZEC Il potere della pittura
  • SAFET ZEC Il potere della pittura

Safet Zec è uomo di poche parole. Egli appare spesso assorto in una silenziosa meditazione sulle cose e gli eventi; ovvero come restio a pronunciarsi, incerto a intervenire su realtà che potrebbero risultare effimere o marginali, inessenziali. Per contro, la sua pittura fluisce con l’incontenibilità di un fiume in piena, possente e composita, lirica o tragica, dolente o gioiosa. Perché è proprio questa l’impressione che si prova nell’accostarsi alla sua opera: l’impeto tumultuoso di una scrittura solida, epica e classica, profonda e onirica. Zec mostra la sicurezza linguistica degli antichi maestri e, insieme, l’ansia di ricerca di un indagatore solitario, la frenesia dello sperimentatore. La quantità (e la qualità!) della sua produzione finita e non-finita, abbozzata, in-finitamente testardamente o disperatamente rielaborata, è sorprendente; ma la trasparenza è cristallina, il controllo totale, singolarmente lucido e razionale.

Giandomenico Romanelli dal catalogo della mostra, Skira 2010

Progetto

Camicia bianca, 2009
Olio su tela, cm. 100 x 80">Camicia bianca, 2009



Servizi per la stampa

- documento testualeComunicato Stampa

- Photo albumLa mostra presenta oltre centotrenta opere - oli, tempere, disegni a matita, schizzi e studi preparatori, grandi dipinti e piccole tele - alcune mai esposte al pubblico finora e realizzate negli ultimi dieci anni di attività dell’artista bosniaco, protagonista drammatico e magistrale della figuratività odierna.

Dotato di un talento precoce e straordinario, Zec rimanda ad ascendenze classiche, da Tintoretto a Palma il Giovane, da Caravaggio fino a Freud; mostra la sicurezza linguistica degli antichi maestri e, insieme, l’ansia di ricerca di un indagatore solitario e la frenesia dello sperimentatore.
La quantità e la qualità della sua produzione finita e non-finita è sorprendente, ma la trasparenza è cristallina, il controllo totale, singolarmente lucido e razionale.
Ancora, Safet Zec è forse il più importante rappresentante della riflessione sulla tragedia di un popolo e sulle sconfinate possibilità della pittura da un lato di partecipare al suo strazio, dall’altro di fornire letture poetiche di un mondo quotidiano.

Mostra a cura di Giandomenico Romanelli con la collaborazione di Pascal Bonafoux.

Catalogo Skira, a cura di Giandomenico Romanelli .

La mostra si realizza con il sostegno della Galerija SOL di Lubiana.


Percorso

Facciata veneziana, 2010
Tempera e acrilico su carta, cm. 120 x 350">Facciata veneziana, 2010


Tavolo con colori, 2003
Tempera su tela, cm. 180 x 200">Tavolo con colori, 2003
Lungo nove sale al secondo piano del Museo Correr, il percorso si snoda in sequenze tematiche di estrema suggestione.

La prima grande opera, Facciata veneziana, 2010
Tempera e acrilico su carta, cm. 120 x 350">Facciata veneziana
(tempera e acrilico su carta, cm 120x350) testimonia il legame e l’appartenenza dell’artista alla città che lo ha accolto quando la guerra nell’ex Jugoslavia lo costrinse nel 1992 alla fuga da Sarajevo.

Seguono poi le immagini, le atmosfere, gli Tavolo con colori, 2003
Tempera su tela, cm. 180 x 200">strumenti dell’atelier
veneziano, suo spazio e mondo, rifugio e origine di un’esistenza e di un’ attività artistica che rinascono e si rinnovano.

Alle vedute di una Venezia “minore”, struggente nella sua autenticità, si succedono nature morte, “vite silenziose” nella definizione di Zec, barche e Porta verde, 2007
Tempera su carta intelata, cm. 220 x 160">porte
, oggetti dimenticati, ceste, pennelli, colori, corde, taglieri, specchi. E forme di pane di suggestione sacrale.


Safet Zec: note biografiche - >>>

Safet Zec. Il demone della pittura
Giandomenico Romanelli, dal catalogo della mostra (edizioni Skira, Milano 2010) - >>>

Info
Come arrivare
Orario
Biglietti
Prenotazioni
Accessibilità

Indirizzo

Museo Correr
Piazza San Marco,
Venezia

call center 848082000



info: info@fmcvenezia.it

mercoledì 12 maggio 2010

I VERI COSTI DEL NUCLEARE

Sul nucleare se ne dicono tante, viene propagandato come la panacea di tutte le problematiche energetiche ed ambientali, l'energia del futuro, economica e priva di effetto serra, si dice che le nuove centrali non sono pericolose (a Chernobyl la centrale era di un tipo vecchio, ora stiamo per fare reattori di quarta generazione, il progresso scientifico non può fermarsi...). Ma soprattutto, l'affermazione più gettonata è: COSTA POCO, gli altri ce l'hanno e noi, scemi, siamo costretti ad importare l'energia dalla Francia. Visto che abbiamo le centrali francesi a pochi km di distanza, tanto vale costruirle pure noi, no?

A sentire i nuclearisti, l'energia prodotta dalle centrali nucleari costa una sciocchezza, in confronto alle rinnovabili. Ma di preciso, quanto costa? E quanto costa dimettere una centrale nucleare?
- L'esperto Amory Lovins ha calcolato che le nuove centrali nucleari costeranno IL TRIPLO di una centrale eolica (e questo prima che i prezzi di costruzione esplodessero per varie ragioni: la stretta creditizia globale, l'atrofizzazione della forza lavoro nel settore e un restringimento dell'offerta causato dal monopolio mondiale di una società giapponese per la fucinatura dei reattori). Ecco perché Moody's ha appena avvertito le società di servizi pubblici che rischiano il declassamento se cercheranno di dotarsi di nuovi reattori; ecco perché le energie rinnovabili hanno attirato 71 miliardi di dollari di capitali privati in tutto il mondo nel 2007, mentre il nucleare ha attirato zero dollari.
I produttori di energia nucleare negli Usa stanno cercando di convincere i politici ad aggiungere alle facilitazioni già esistenti (garanzie sui prestiti, sgravi fiscali, sovvenzioni dirette e altre gentili concessioni che beneficiano il settore dalla culla alla tomba), altre elargizioni. Costruire i reattori non ha molto senso a meno che non sia qualcun altro a pagare. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/06-settembre-2009/energie-rinnovabili-falsi-miti_2.shtml

-Tra il 1970 e il 1980 la politica nucleare USA ha rappresentato il più grosso disastro manageriale nella storia degli affari americani, provocando perdite per 100.000.000.000 di dollari, superati in ampiezza solo dalla guerra in Vietnam (Amory Lovins, autore del libro The nuclear illusion).
Oggi i miliardari americani come George Soros, Warren Buffet, Bill Gates ed i proprietari di Google investono nelle rinnovabili (solare, eolico, biocarburanti dalle alghe, ecc.)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/george-soros-investimento-rinnovabili.shtml?uuid=aa6da5da-b671-11de-994f-23fb6656bcc7&DocRulesView=Libero

- nei calcoli dei costi di produzione non vengono mai computati quelli di smantellamento (decommissioning), di stoccaggio delle scorie radioattive, di sorveglianza dei siti anche dopo la fine del ciclo produttivo (terroristi potrebbero entrare in una centrale abbandonata non sorvegliata e prelevare materiali radioattivi con cui organizzare attentati): tutte queste attività avranno dei costi che graveranno in futuro sulla società civile per tempi indefiniti (e chi paga?)
- anche tralasciando il pericolo di un incidente nucleare di grossa entità (non c'è stato solo Chernobyl, anche negli USA ed in Giappone si è sfiorata la catastrofe http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=5644) tutte le centrali nucleari sono soggette a rilasci di radioattività, sia durante il normale funzionamento, sia in occasione di piccoli guasti ; in una centrale nucleare di pompe, valvole, saldature di tubazioni e apparecchiature complicate, ce n'è un'infinità, quindi in 40 anni di funzionamento è praticamente impossibile che non ci siano dei guasti che comportino qualche rilascio extra di radioattività; solo in Francia ne avvengono un centinaio all'anno http://www.aamterranuova.it/article2368.htm).

Ciò premesso, ecco alcuni dati economici certi sull'energia da fonte nucleare:

- Per la costruzione dell'ultima centrale nucleare EPR di Olkiluoto in Finlandia, le due società costruttrici, la francese Areva e la tedesca Siemens hanno finora accumulato oltre 2.100 (duemilacento) contestazioni di non conformità (su qualità delle saldature, del calcestruzzo, dei materiali impiegati…) da parte dell'ente di controllo finnico e ritardi di almeno 3 anni nella consegna, slittata dal 2009 al 2012 (ragion per cui Areva e Siemens si sono reciprocamente citate in giudizio per oltre DUE MILIARDI di euro) http://www.aamterranuova.it/article3190.htm. Il ritardo a Olkiluoto costerà ai consumatori scandinavi 3 miliardi di euro, secondo una stima del consorzio di industrie pesanti che hanno contribuito a finanziare il cantiere della centrale finnica. Questo equivale a un RADDOPPIO del budget originale, di circa 3,2 miliardi di euro.http://qualenergia.it/view.php?id=749&contenuto=Articolo

- Scottata dal disastro economico di Olkiluoto, la società francese Areva, nella recente gara promossa dal Governo canadese, ha offerto le stesse centrali EPR da 1600 MW (N.B. del medesimo tipo di quelle previste in Italia in base all'accordo Berlusconi-Sarkozy) ad un prezzo lievitato dai 3,2 miliardi di euro della centrale finnica a ben 11,8 miliardi di dollari l'una con un costo per kW di oltre 4500 euro, molto superiore a quello di qualsiasi centrale ad energia rinnovabile, solare fotovoltaica compresa (che una volta costruita ha tra l'altro un costo di gestione molto più basso di una centrale nucleare). Di fronte a questo imprevisto aumento abnorme dei costi, il Governo canadese ha sospeso la gara e per il momento non costruirà altre centrali nucleari. http://www.eco-news.it/2009/08/07/canada-contrordine-le-centrali-nucleari-costano-troppo/

Naturalmente quelli sopra accennati sono solamente i costi di costruzione, a cui vanno aggiunti i costi per il funzionamento e, dopo 30-40 anni, quelli di decommissioning (smantellamento) della centrale. L'unico dato che ho trovato in proposito è uno studio del 2008, in base al quale per il decommissioning delle 20 centrali nucleari in Gran Bretagna occorreranno 93.000.000.000 euro e 100 anni http://issuu.com/promedia/docs/pdf_sito_piccolo_35_del_12-9-08_(v. pag.10) . Dunque stando a questo studio, per dismettere una centrale occorrono mediamente altri 4,65 MILIARDI di euro, che divisi per i 1.600 MW delle centrali EPR che si intendono installare in Italia, fanno altri 2.900 euro a kW, da aggiungersi ai 2.000 euro/kW (sulla carta, ad oggi praticamente raddoppiati) richiesti nel 2004 alla Finlandia o ai 4.500 richiesti nel 2009 per le centrali canadesi. Anche volendo far finta di credere al valore più basso (2.000 euro/kW) che già si sa che lieviterà del doppio, aggiungendoci i costi del decommissioning siamo già a 4.900 euro/ kW, più realisticamente siamo sui 7.000 euro/kW. Un parco eolico con turbine di grossa taglia (da 2 MW in su) costa intorno ai 1.000 euro/kW, una centrale solare fotovoltaica a moduli cristallini circa 3 volte tanto (ma negli USA si stanno già fabbricando moduli non cristallini di costo inferiore a 1 $ a Watt, quindi i prezzi delle grandi centrali fotovoltaiche scenderanno), una centrale solare termodinamica (che ha il vantaggio di funzionare anche di notte, grazie all’accumulo del calore durante il giorno), del tipo di quelle ideate dal nostro premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, ha un costo paragonabile ad una centrale fotovoltaica. C’è poi da considerare che tutti i siti nucleari dismessi, i trasporti ed i depositi di sostanze radioattive, ecc. dovranno essere sotto stretta sorveglianza (altri costi che nessuno vuole o è in grado di computare).
Infine volendo per il momento limitarsi ad un discorso meramente economico andrebbero computati anche i danni alla salute (leucemie) che statisticamente affliggono in misura sensibilmente maggiore gli abitanti in prossimità delle centrali.
Ammesso e non concesso che si possa ridurre il discorso della salute ad un parametro economico e lo si riuscisse a quantificare (scusatemi, l'idea fa vomitare, ma sto mettendomi nei panni di un economista per sfatare una volta per tutte il mito della convenienza del nucleare), quanto "costa" una diffusione dei casi di leucemia?


Oasi WWF - Dune degli Alberoni

Programma anno 2010

foto di animali che vivono nell'oasi

Nell'ambito della serie di incontri e visite guidate all'Oasi delle Dune degli Alberoni promosse dal WWF, da altre associazioni che si occupano di ambiente e dal Comune di Venezia - Assessorato all'Ambiente, si segnalano i prossimi appuntamenti:

Sabato 22 maggio 2010 ore 20.45
Passeggiata serale all'oasi delle dune degli Alberoni

In occasione delle giornate nazionali delle Oasi WWF per il mese di maggio il WWF, in collaborazione con l'Ufficio di Educazione Ambientale del Comune di Venezia organizza una passeggiata notturna, guidata nell' oasi WWF delle Dune degli Alberoni al Lido di Venezia.
Un percorso sotto la volta celeste alla scoperta delle nuove, inaspettate e suggestive sensazioni che offrono la pineta e le dune dell'oasi.

Appuntamento presso il piazzale antistante lo stabilimento Bafni Alberoni al Lido di Venezia.

Per informazioni e prenotazioni telefonare a Oasi WWf Dune degli Alberoni .

Per informazioni e prenotazioni:
cell. 348.2686472
mail alberoni@wwf.it.





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martedì 11 maggio 2010

Marcia per la Pace


16 Maggio 2010 Marcia per la Pace Perugia - Assisi

“Non basta parlare di pace. Uno ci deve credere.
E non basta crederci. Uno ci deve lavorare.”

Eleanor Roosevelt


giovedì 6 maggio 2010

Domenica 9 maggio Giornata nazionale della bicicletta

Logo della Giornata nazionale della bicicletta

9 maggio 2010


Il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha istituito domenica 9 maggio la prima edizione della Giornata nazionale della bicicletta che ha come obbiettivo quello di sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile possa essere effettivamente realizzabile. Il Ministero, in collaborazione con ANCI e ANCMA, ha inoltre indetto il concorso BICITY al fine di promuovere la mobilità dolce nelle città, riservando esclusivamente alle biciclette, strade, piazze, luoghi di pregio ambientale, artistico storico e architettonico per sottolineare come la bicicletta sia il mezzo di locomozione più pulito e a impatto zero.

Domenica 9 maggio il Comune di Venezia ha organizzato e dato supporto a varie iniziative di promozione della mobilità ciclistica: in particolare, nella mattinata di domenica, si svolgerà Bimbimbici, organizzato da FIAB - Amici della bicicletta di Mestre, e BICITY 2010 "La biciclettata più lunga d'Italia", programmata in 3 tappe, con partenza della prima tappa da piazza Ferretto, in abbinata a Bimbimbici alle ore 10.30 e arrivo previsto della terza tappa al parco di San Giiuliano alle ore 16.30.
La partecipazione a BICITY 2010 dà l'opportunità a ciascuno di scegliere se partecipare a tutte e tre le tappe oppure, in relazione alla propria preparazione fisica, alla prima tappa del mattino di km. 6,6 (ritrovo in piazza Ferretto alle ore 9.30), o alla sola terza tappa del pomeriggio di km. 28,3 (ritrovo al parco di San Giuliano porta rossa alle ore 14.00). Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
La partecipazione è libera e gratuita... Basta una bici e tanta voglia di pedalare e stare in compagnia.

mercoledì 5 maggio 2010

Concerto per la Festa dell'Europa - 9 maggio 2010

Concerto per la Festa dell'Europa - 9 maggio 2010

locandina del concerto

Domenica 9 maggio alle ore 17.30 si tiene il "Concerto per la Festa dell'Europa" organizzato dall'Antenna Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia in collaborazione con l'Associazione Amici della Musica di Mestre.

Il concerto si tiene a Mestre in Villa Malvolti (via Trezzo, 56 - Carpenedo).

L'Europa compie 60 anni e il giorno ufficialmente riconosciuto per il suo «compleanno» è il 9 maggio, Festa dell'Europa. Attorno a questa data si svolgono ogni anno festeggiamenti in tutta Europa con l'organizzazione di varie manifestazioni da parte delle Istituzioni europee e degli Stati membri.

L'antenna Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia contribuisce ai festeggiamenti 2010 della Festa dell'Europa con questo concerto di Giovanni Bellucci, uno dei più autorevoli pianisti mondiali dei nostri tempi.

Il concerto è strutturato in due parti con molteplici rimandi ad importanti nazioni europee attraverso Beethoven (Germania/Austria), Liszt (Ungheria), Chopin (Polonia/Francia), Busoni (Italia), Ravel (Francia/Spagna).
Una particolare attenzione è stata dedicata a Chopin, in occasione del bicentenario della sua nascita, e alla conclusione con l'Ode alla gioia della Nona Sinfonia di Beethoven, ovvero l'Inno Europeo, nella trascrizione per pianoforte solo di Franz Liszt.

Al termine del concerto il Conte Francesco Malvolti ha il piacere di offrire un rinfresco ai partecipanti.

Il concerto inaugura la XV edizione de "I Concerti in Villa", manifestazione articolata in quattro concerti che l'Associazione Amici della Musica di Mestre organizza presso alcune ville storiche della Provincia di Venezia.

- Il costo del biglietto singolo è 15,00 €
- Il costo del carnet di 4 biglietti per "I concerti in villa" è 35,00 €
I biglietti e i carnet si possono acquistare a Mestre presso la Segreteria degli Amici della Musica di Mestre in piazzetta Maestri del Lavoro n. 3 (in fianco al Municipio), il lunedì e il giovedì dalle 17.00 alle 18.30 oppure il giorno del concerto in villa da un'ora prima dell'inizio del concerto.

Per informazioni:
Comune di Venezia
EUROPE DIRECT VENEZIA VENETO
Ca' Farsetti, San Marco 4136 - 30124 Venezia
numero verde 800 496200
fax 041 2748182
infoeuropa@comune.venezia.it
www.comune.venezia.it/europedirect

Villa Malvolti a Carpendo fu edificata nel 1540 per essere dimora del Console d'Austria presso la Serenissima Repubblica di Venezia. Un luogo europeo ante litteram!

Per saperne di più sulla Festa dell'Europa.

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