mercoledì 12 maggio 2010

I VERI COSTI DEL NUCLEARE

Sul nucleare se ne dicono tante, viene propagandato come la panacea di tutte le problematiche energetiche ed ambientali, l'energia del futuro, economica e priva di effetto serra, si dice che le nuove centrali non sono pericolose (a Chernobyl la centrale era di un tipo vecchio, ora stiamo per fare reattori di quarta generazione, il progresso scientifico non può fermarsi...). Ma soprattutto, l'affermazione più gettonata è: COSTA POCO, gli altri ce l'hanno e noi, scemi, siamo costretti ad importare l'energia dalla Francia. Visto che abbiamo le centrali francesi a pochi km di distanza, tanto vale costruirle pure noi, no?

A sentire i nuclearisti, l'energia prodotta dalle centrali nucleari costa una sciocchezza, in confronto alle rinnovabili. Ma di preciso, quanto costa? E quanto costa dimettere una centrale nucleare?
- L'esperto Amory Lovins ha calcolato che le nuove centrali nucleari costeranno IL TRIPLO di una centrale eolica (e questo prima che i prezzi di costruzione esplodessero per varie ragioni: la stretta creditizia globale, l'atrofizzazione della forza lavoro nel settore e un restringimento dell'offerta causato dal monopolio mondiale di una società giapponese per la fucinatura dei reattori). Ecco perché Moody's ha appena avvertito le società di servizi pubblici che rischiano il declassamento se cercheranno di dotarsi di nuovi reattori; ecco perché le energie rinnovabili hanno attirato 71 miliardi di dollari di capitali privati in tutto il mondo nel 2007, mentre il nucleare ha attirato zero dollari.
I produttori di energia nucleare negli Usa stanno cercando di convincere i politici ad aggiungere alle facilitazioni già esistenti (garanzie sui prestiti, sgravi fiscali, sovvenzioni dirette e altre gentili concessioni che beneficiano il settore dalla culla alla tomba), altre elargizioni. Costruire i reattori non ha molto senso a meno che non sia qualcun altro a pagare. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/06-settembre-2009/energie-rinnovabili-falsi-miti_2.shtml

-Tra il 1970 e il 1980 la politica nucleare USA ha rappresentato il più grosso disastro manageriale nella storia degli affari americani, provocando perdite per 100.000.000.000 di dollari, superati in ampiezza solo dalla guerra in Vietnam (Amory Lovins, autore del libro The nuclear illusion).
Oggi i miliardari americani come George Soros, Warren Buffet, Bill Gates ed i proprietari di Google investono nelle rinnovabili (solare, eolico, biocarburanti dalle alghe, ecc.)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/george-soros-investimento-rinnovabili.shtml?uuid=aa6da5da-b671-11de-994f-23fb6656bcc7&DocRulesView=Libero

- nei calcoli dei costi di produzione non vengono mai computati quelli di smantellamento (decommissioning), di stoccaggio delle scorie radioattive, di sorveglianza dei siti anche dopo la fine del ciclo produttivo (terroristi potrebbero entrare in una centrale abbandonata non sorvegliata e prelevare materiali radioattivi con cui organizzare attentati): tutte queste attività avranno dei costi che graveranno in futuro sulla società civile per tempi indefiniti (e chi paga?)
- anche tralasciando il pericolo di un incidente nucleare di grossa entità (non c'è stato solo Chernobyl, anche negli USA ed in Giappone si è sfiorata la catastrofe http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=5644) tutte le centrali nucleari sono soggette a rilasci di radioattività, sia durante il normale funzionamento, sia in occasione di piccoli guasti ; in una centrale nucleare di pompe, valvole, saldature di tubazioni e apparecchiature complicate, ce n'è un'infinità, quindi in 40 anni di funzionamento è praticamente impossibile che non ci siano dei guasti che comportino qualche rilascio extra di radioattività; solo in Francia ne avvengono un centinaio all'anno http://www.aamterranuova.it/article2368.htm).

Ciò premesso, ecco alcuni dati economici certi sull'energia da fonte nucleare:

- Per la costruzione dell'ultima centrale nucleare EPR di Olkiluoto in Finlandia, le due società costruttrici, la francese Areva e la tedesca Siemens hanno finora accumulato oltre 2.100 (duemilacento) contestazioni di non conformità (su qualità delle saldature, del calcestruzzo, dei materiali impiegati…) da parte dell'ente di controllo finnico e ritardi di almeno 3 anni nella consegna, slittata dal 2009 al 2012 (ragion per cui Areva e Siemens si sono reciprocamente citate in giudizio per oltre DUE MILIARDI di euro) http://www.aamterranuova.it/article3190.htm. Il ritardo a Olkiluoto costerà ai consumatori scandinavi 3 miliardi di euro, secondo una stima del consorzio di industrie pesanti che hanno contribuito a finanziare il cantiere della centrale finnica. Questo equivale a un RADDOPPIO del budget originale, di circa 3,2 miliardi di euro.http://qualenergia.it/view.php?id=749&contenuto=Articolo

- Scottata dal disastro economico di Olkiluoto, la società francese Areva, nella recente gara promossa dal Governo canadese, ha offerto le stesse centrali EPR da 1600 MW (N.B. del medesimo tipo di quelle previste in Italia in base all'accordo Berlusconi-Sarkozy) ad un prezzo lievitato dai 3,2 miliardi di euro della centrale finnica a ben 11,8 miliardi di dollari l'una con un costo per kW di oltre 4500 euro, molto superiore a quello di qualsiasi centrale ad energia rinnovabile, solare fotovoltaica compresa (che una volta costruita ha tra l'altro un costo di gestione molto più basso di una centrale nucleare). Di fronte a questo imprevisto aumento abnorme dei costi, il Governo canadese ha sospeso la gara e per il momento non costruirà altre centrali nucleari. http://www.eco-news.it/2009/08/07/canada-contrordine-le-centrali-nucleari-costano-troppo/

Naturalmente quelli sopra accennati sono solamente i costi di costruzione, a cui vanno aggiunti i costi per il funzionamento e, dopo 30-40 anni, quelli di decommissioning (smantellamento) della centrale. L'unico dato che ho trovato in proposito è uno studio del 2008, in base al quale per il decommissioning delle 20 centrali nucleari in Gran Bretagna occorreranno 93.000.000.000 euro e 100 anni http://issuu.com/promedia/docs/pdf_sito_piccolo_35_del_12-9-08_(v. pag.10) . Dunque stando a questo studio, per dismettere una centrale occorrono mediamente altri 4,65 MILIARDI di euro, che divisi per i 1.600 MW delle centrali EPR che si intendono installare in Italia, fanno altri 2.900 euro a kW, da aggiungersi ai 2.000 euro/kW (sulla carta, ad oggi praticamente raddoppiati) richiesti nel 2004 alla Finlandia o ai 4.500 richiesti nel 2009 per le centrali canadesi. Anche volendo far finta di credere al valore più basso (2.000 euro/kW) che già si sa che lieviterà del doppio, aggiungendoci i costi del decommissioning siamo già a 4.900 euro/ kW, più realisticamente siamo sui 7.000 euro/kW. Un parco eolico con turbine di grossa taglia (da 2 MW in su) costa intorno ai 1.000 euro/kW, una centrale solare fotovoltaica a moduli cristallini circa 3 volte tanto (ma negli USA si stanno già fabbricando moduli non cristallini di costo inferiore a 1 $ a Watt, quindi i prezzi delle grandi centrali fotovoltaiche scenderanno), una centrale solare termodinamica (che ha il vantaggio di funzionare anche di notte, grazie all’accumulo del calore durante il giorno), del tipo di quelle ideate dal nostro premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, ha un costo paragonabile ad una centrale fotovoltaica. C’è poi da considerare che tutti i siti nucleari dismessi, i trasporti ed i depositi di sostanze radioattive, ecc. dovranno essere sotto stretta sorveglianza (altri costi che nessuno vuole o è in grado di computare).
Infine volendo per il momento limitarsi ad un discorso meramente economico andrebbero computati anche i danni alla salute (leucemie) che statisticamente affliggono in misura sensibilmente maggiore gli abitanti in prossimità delle centrali.
Ammesso e non concesso che si possa ridurre il discorso della salute ad un parametro economico e lo si riuscisse a quantificare (scusatemi, l'idea fa vomitare, ma sto mettendomi nei panni di un economista per sfatare una volta per tutte il mito della convenienza del nucleare), quanto "costa" una diffusione dei casi di leucemia?


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