lunedì 17 maggio 2010

SAFET ZEC Il potere della pittura

  • SAFET ZEC Il potere della pittura
  • SAFET ZEC Il potere della pittura

Safet Zec è uomo di poche parole. Egli appare spesso assorto in una silenziosa meditazione sulle cose e gli eventi; ovvero come restio a pronunciarsi, incerto a intervenire su realtà che potrebbero risultare effimere o marginali, inessenziali. Per contro, la sua pittura fluisce con l’incontenibilità di un fiume in piena, possente e composita, lirica o tragica, dolente o gioiosa. Perché è proprio questa l’impressione che si prova nell’accostarsi alla sua opera: l’impeto tumultuoso di una scrittura solida, epica e classica, profonda e onirica. Zec mostra la sicurezza linguistica degli antichi maestri e, insieme, l’ansia di ricerca di un indagatore solitario, la frenesia dello sperimentatore. La quantità (e la qualità!) della sua produzione finita e non-finita, abbozzata, in-finitamente testardamente o disperatamente rielaborata, è sorprendente; ma la trasparenza è cristallina, il controllo totale, singolarmente lucido e razionale.

Giandomenico Romanelli dal catalogo della mostra, Skira 2010

Progetto

Camicia bianca, 2009
Olio su tela, cm. 100 x 80">Camicia bianca, 2009



Servizi per la stampa

- documento testualeComunicato Stampa

- Photo albumLa mostra presenta oltre centotrenta opere - oli, tempere, disegni a matita, schizzi e studi preparatori, grandi dipinti e piccole tele - alcune mai esposte al pubblico finora e realizzate negli ultimi dieci anni di attività dell’artista bosniaco, protagonista drammatico e magistrale della figuratività odierna.

Dotato di un talento precoce e straordinario, Zec rimanda ad ascendenze classiche, da Tintoretto a Palma il Giovane, da Caravaggio fino a Freud; mostra la sicurezza linguistica degli antichi maestri e, insieme, l’ansia di ricerca di un indagatore solitario e la frenesia dello sperimentatore.
La quantità e la qualità della sua produzione finita e non-finita è sorprendente, ma la trasparenza è cristallina, il controllo totale, singolarmente lucido e razionale.
Ancora, Safet Zec è forse il più importante rappresentante della riflessione sulla tragedia di un popolo e sulle sconfinate possibilità della pittura da un lato di partecipare al suo strazio, dall’altro di fornire letture poetiche di un mondo quotidiano.

Mostra a cura di Giandomenico Romanelli con la collaborazione di Pascal Bonafoux.

Catalogo Skira, a cura di Giandomenico Romanelli .

La mostra si realizza con il sostegno della Galerija SOL di Lubiana.


Percorso

Facciata veneziana, 2010
Tempera e acrilico su carta, cm. 120 x 350">Facciata veneziana, 2010


Tavolo con colori, 2003
Tempera su tela, cm. 180 x 200">Tavolo con colori, 2003
Lungo nove sale al secondo piano del Museo Correr, il percorso si snoda in sequenze tematiche di estrema suggestione.

La prima grande opera, Facciata veneziana, 2010
Tempera e acrilico su carta, cm. 120 x 350">Facciata veneziana
(tempera e acrilico su carta, cm 120x350) testimonia il legame e l’appartenenza dell’artista alla città che lo ha accolto quando la guerra nell’ex Jugoslavia lo costrinse nel 1992 alla fuga da Sarajevo.

Seguono poi le immagini, le atmosfere, gli Tavolo con colori, 2003
Tempera su tela, cm. 180 x 200">strumenti dell’atelier
veneziano, suo spazio e mondo, rifugio e origine di un’esistenza e di un’ attività artistica che rinascono e si rinnovano.

Alle vedute di una Venezia “minore”, struggente nella sua autenticità, si succedono nature morte, “vite silenziose” nella definizione di Zec, barche e Porta verde, 2007
Tempera su carta intelata, cm. 220 x 160">porte
, oggetti dimenticati, ceste, pennelli, colori, corde, taglieri, specchi. E forme di pane di suggestione sacrale.


Safet Zec: note biografiche - >>>

Safet Zec. Il demone della pittura
Giandomenico Romanelli, dal catalogo della mostra (edizioni Skira, Milano 2010) - >>>

Info
Come arrivare
Orario
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Prenotazioni
Accessibilità

Indirizzo

Museo Correr
Piazza San Marco,
Venezia

call center 848082000



info: info@fmcvenezia.it

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