sabato 30 ottobre 2010

Palestina - Inquinamento a Gaza: la crisi dell’acqua

REPORTAGE di CARLO SORDO OLIVE’* , Gaza City, 4 ottobre 2010 –

La Striscia di Gaza è la prigione a cielo aperto più grande al mondo. I suoi confini segnano 41 km di frontiera che la separano dai suoi vicini, Israele e Egitto. All’interno del carcere di Gaza sono rinchiusi un milione e mezzo di palestinesi, per lo più rifugiati,precedentemente cacciati dalla loro terra natia in Haifa o nelle aree dove oggi sorge Tel Aviv, durante la Nakba del 1948. Spogliati delle
loro case e della loro terra, e oggi confinati all’interno di un carcere progettato da diversi carnefici e complici, tra cui Israele,l’Egitto e la nostra cara comunità internazionale.

Senza voler entrare in un dibattito politico approfondito, ho voluto indagare in dettaglio le condizioni di degrado ambientale che esistono e persistono dentro Gaza. L’equilibrio ideale dei cicli naturali è stato distrutto già molto tempo fa e poco o non abbastanza è stato detto circa lo stato attuale delle condizioni ambientali all’interno di questa gabbia di cemento.
Non giudicatemi frivolo se desidero parlare di ambiente e inquinamento, in un luogo come Gaza dove oltre l’80% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

Non è mio obiettivo lasciare a margine la situazione socio-economica,né sottovalutare le azioni concrete [1] che permetterebbero di ridurre o eliminare le condizioni di estrema povertà e vulnerabilità, create in modo vergognoso, principalmente dalle politiche adottate da Israele. Al contrario, questo breve articolo si propone proprio di metter in relazione il tema dell’ambiente con la povertà e la vulnerabilità dei palestinesi che vivono nella prigione di Gaza.

Il ciclo naturale comincia dall’uso della terra e dal consumo giornaliero dell’acqua, acqua da bere, per lavarsi, per l’irrigazione,per gli animali. Il 95% dell’acqua pompata a Gaza è inquinata, non adatta a essere bevuta. Come è facilmente immaginabile, un milione e mezzo di persone generano quotidianamente una quantità enorme di rifiuti. Ma a Gaza esistono solo tre depuratori di acque reflue,depuratori che ricevono ogni giorno tra i 40.000 e i 50.000 metri cubi di acque impure. Succede cosi che i depuratori sono costretti ad operare al di sopra delle effettive capacità, e che di conseguenza solo una minima parte delle acque impure venga effettivamente trattata [2], quindi parte delle acque residue inquinanti e nocive vengono scaricate direttamente in mare. In poche parole, più di 80.000 m3 di
acque reflue parzialmente trattate vengono rilasciate in mare ogni giorno a Gaza [3].

La costa di Gaza, anch’essa occupata e controllata dalla marina israeliana, ha una vasta riserva di gas naturale, della quale i legittimi proprietari, i Gazaui, vengono privati. Lasciando la popolazione in una situazione di dipendenza energetica totale da parte di Israele. L’energia che entra a Gaza è di due tipi, mediante cioè
l’importazione di carburante da Israele, carburante che viene trasformato in energia termica (circa il 20% del totale di energia nella Striscia di Gaza) o importando energia elettrica direttamente da Israele. Entrambe le fonti sono come rubinetti che Israele mantiene aperti a suo totale piacimento. Non è pertanto cosi difficile rendersi conto che, come le altre infrastrutture di base, gli impianti di trattamento delle acque reflue funzionano solo se e quando Israele lo permette.

Le acque reflue scaricate in mare minacciano la vita marina, eliminando e riducendo il numero delle specie marine. Con conseguenze drammatiche per la vita di 3.700 pescatori che sopravvivono - insieme alle loro famiglie - pescando. Le acque impure rilasciate in mare hanno progressivamente indebolito e impoverito tale gruppo sociale e un intero mercato dal quale dipendono oltre 6.000 lavoratori e le loro
famiglie. Un mercato che è stato vivo per centinaia di anni, fino a quando il blocco di Israele non è iniziato; la zona di accesso ai pescatori è stata progressivamente e illegalmente ridotta da Israele a partire dal 2002: da 20 miglia nautiche concordate dagli Accordi di Oslo alle attuali 3 miglia nautiche, tanto che oggi i pescatori palestinesi non possono avventurarsi a pescare oltre 3 miglia (e anche
meno), senza rischiare di essere colpiti, arrestati e imprigionati nelle carceri israeliane. Le loro barche vengono confiscate e i motori, che hanno anche un valore in alcuni casi di 4000 dollari, requisiti nei porti israeliani e rivenduti successivamente.

Va ricordato che durante il suo ultimo assalto militare denominato “Piombo fuso”, nel quale sono state uccise 1.326 persone [4] (di cui 540 erano donne e bambini), l’esercito israeliano ha distrutto deliberatamente parte degli impianti di trattamento delle acque reflue (oltre a ospedali, centri medici, ambulanze, ecc) [5].

L’intera popolazione Gazaui estrae dal Sistema Acquifero – attraverso pozzi – l’acqua potabile per il consumo quotidiano. Tale acqua proviene da una falda acquifera che si trova immediatamente sotto il suolo di Gaza [6]. L’ammontare annuo dell’acqua pompata è ben al di sopra (circa il doppio) di quella che nella falda refluisce (acqua dolce, pioggia e altri affluenti sotterranei). Cosi ogni volta c’è
sempre meno acqua nel sottosuolo di Gaza, e a causa della sovraestrazione, vi è stata una progressiva intrusione di acqua salata marina proveniente dalla costa, dal momento che la pressione marina è maggiore rispetto a quella del bacino interno sotterraneo. La maggior parte della superficie di Gaza contiene più di 500 ppm [7] di cloruro di sodio (comunemente noto come sale da cucina e mescolato con altri
sali in più basse concentrazioni), cosi che la maggior parte della popolazione Gazaui consuma acqua con quantità eccessive di sale (la concentrazione di sale nell’acqua potabile raccomandata dall’OMS è di 20 ppm) [8] e, cosa ancora più incredibile, la popolazione consuma acqua nella quale in precedenza sono state scaricate le acque reflue.

Inoltre l’elevata concentrazione di sale permette di coltivare solamente quei prodotti agricoli che già contengono elevate concentrazioni saline, come i pomodori (Gaza era famosa in passato per l’export di pomodorini ciliegia di alta qualità fino a quando Israele non ha chiuso tutti i confini, impedendo l’export.) Il risultato è un suolo ad alte concertazioni saline che ha raggiunto livelli di pH compresi tra 8 e 9 [9], con una conseguente diminuzione in quantità e qualità delle coltivazioni agricole, che non soddisfano la necessità di una dieta varia per la popolazione, costringendo i residenti ad importare generi alimentari da Israele. [10]

La autorità israeliane impediscono qualsiasi azione di desalinizzazione dell’acqua marina, inoltre vietano l’entrata degli strumenti e materiali da costruzione per riparare i depuratori, non distribuiscono acqua alla popolazione occupata [11] come invece dovrebbero fare in virtù del diritto internazionale e come il diritto
umanitario prevede che avvenga da parte del potere occupante sul territorio occupato. Risoluzione della corte internazionale di Giustizia. [12]

All’inizio del testo, mi sono chiesto, quali sono le ripercussioni ambientali nel carcere di Gaza? Le condizioni di degrado ambientale si legano all’estrema povertà in cui vivono i detenuti Gazaui.

Perdonatemi l’espressione, ma esistono pochi carceri al mondo dove i prigionieri sono obbligati a bere acqua contaminata dalle proprie feci, in modo pubblico, sotto gli occhi di tutti e con immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. E' evidente che Gaza è diventata un grande tappeto colorato dove si possono sperimentare
tutti i giochi possibili (come fanno i bambini quando sono piccoli),ma in questo caso giochi di occupazione militare; un tappeto sotto il quale nascondere, letteralmente, le nefandezze degli autori, le élite dei politici, le élite economiche e militari di Israele, senza però che ci si dimentichi delle responsabilità della comunità internazionale e dell’Egitto, e in ultima analisi, dell’Autorità Palestinese e di Hamas, creando una situazione che nessuno vuole sia
portata alla luce del sole.

* Carlos Sordo Olive’ è un cooperante spagnolo che coordina diversi
progetti all’interno della Striscia di Gaza . L’articolo, in versione
originale in spagnolo, è stato pubblicato su
www.ruedasdemolino.periodismohumano.com

tratto da Nena-News

Note

[1] Quando dico concrete, reali, mi riferisco a vere azioni di pressione internazionale e non certo a un presunto processo di riabilitazione che segue la distruzione condotta da Israele.

[2] La DBO, la domanda complessiva di ossigeno dell’uscita dal depuratore di Gaza City è di un valore medio compreso tra 50 e 80.

[3] Secondo le informazioni fornite dal laboratorio di depurazione di Gaza City, l’eliminazione di agenti patogeni e residui organici delle acque reflue parzialmente depurate è tra il 70% e il 90% (tra i mesi di ottobre 2009 e gennaio 2010).

[4] Secondo dati ONU “Occupied Palestinian Territory”, Gaza Flash Appeal

[5] Secondo report ONU e dati pubblicati da Amnesty internacional del 2009 con il titolo “Israel-Gaza, Operation Cast Lead, 22 days of death and destruction”.

[6] Limite al di sopra della zona di saturazione, a partire dalla quale si può estrarre acqua dalla falda.

[7] Ppm è l’unità di misura di concentrazione di una soluzione. Si riferisce alla quantità di mg (milligrammi) in un kg di soluzione.

[8] Secondo il documento intitolato “Background document for development of WHO guidelines for drinking water Quality” edito da OMS: in generale i cloruri non sono tossici, grazie al fatto che vengono espulsi dal sistema dei reni. Tuttavia effetti dannosi e anche morte sono stati riportati in seguito a ingestioni accidentali di dosi eccessive di cloruro di sodio. Tra gli effetti. nausea, vomito,convulsioni, spasmi e rigidità muscolare, edema polmonare e cerebrale.
Un consumo excesivo di sale peggiora qualsiasi insufficienza cardiaca e genera effetti negativi dovuti dagli alti livelli di sodio nell’acqua potabile.

[9] Come dato comparativo, le zone più aride del pianeta sono caratterizzate da valori alti di pH tra 8 e 8,5.

[10] La maggior parte della frutta e verdura nella Striscia viene importata da Israele

[11] Permettono però l’entrata di acqua imbottigliata israeliana a prezzi superiori a quelli di mercato.

[12] Risoluzione della corte internazionale di Giustizia. Vedi anche “Apartheid contro il popolo palestinese” di David Bondia (www.alcor.palestina.cat )

venerdì 29 ottobre 2010

Nel caso Ruby spuntano 500 foto e anche un video

29 ottobre 2010
Nel caso Ruby spuntano 500 foto e anche un video
di Marco Ludovico e Angelo Mincuzzi


Stivali neri, altissimi, corpetto e pantaloncini che lasciano ben poco all'immaginazione, lunghi guanti scuri e le movenze di una ballerina di lap dance. Eccola, Ruby in versione coniglietta, labbra rosse e sorriso ammiccante. Su Facebook si fa chiamare Ruby Rubacuori, ma il suo vero nome è Karima, che in arabo significa onorata. Sul web le sue foto spopolano, mentre si esibisce in versione da night club, oppure in abito da sera, o nella mise di venditrice di sigari.
È la minorenne marocchina che con il suo racconto ai magistrati di Milano sta provocando la nuova bufera sul capo del Presidente del consiglio. Ruby sostiene di essere stata tre volte nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Sostiene anche di aver partecipato a feste con avvenenti ragazze e a riti sessuali dall'esotico nome di "bunga bunga". Ma, soprattutto, sostiene di aver ricevuto dallo stesso Berlusconi soldi in contanti, regali e la promessa di un centro benessere tutto suo.
I magistrati di Milano, che sulla base dei suoi racconti hanno aperto un'inchiesta, disporrebbero anche di 500 foto e di un video, molto probabilmente girato con un telefonino, delle serate e dei festini di Arcore. Materiale scattato dalle numerose ragazze che partecipavano agli incontri e che, proprio come Ruby, immortalavano le kermesse.
Ma i Pm si chiedono se davvero la ragazza, che compirà 18 anni solo il prossimo novembre, abbia ricevuto quei soldi. Perché se ciò fosse provato, l'ipotesi di reato sulla scorta della quale hanno iscritto nel registro degli indagati tre volti celebri amici del premier – e cioè il favoreggiamento della prostituzione – troverebbe una conferma. I tre finiti nelle maglie di questa storia sono Lele Mora, volto noto negli ambienti dello spettacolo e da qualche tempo anche alle cronache giudiziarie, il direttore del Tg4 Emilio Fede, e Nicole Minetti, ex ballerina di Colorado Cafè, ex igienista dentale di Berlusconi e oggi consigliere regionale della Lombardia eletta nel listino di Roberto Formigoni. Sarebbero stati loro ad accompagnare Ruby ad Arcore.
La vicenda è spinosa, anzi assai scivolosa, perché il racconto della ragazza sarebbe infarcito di contraddizioni. Di certo c'è solo l'avvio di questa storia, che inizia la sera del 27 maggio di quest'anno, quando Ruby viene portata in questura, a Milano, accusata del furto di tremila euro sottratti a due amiche. La ragazza è senza documenti ed è minorenne. Si scopre che si è allontanata l'anno prima da una casa famiglia a Messina. Ma mentre i funzionari di polizia la interrogano, una telefonata dalla Presidenza del Consiglio avrebbe convinto i poliziotti a lasciarla andare. «È la nipote di Mubarak», avrebbe spiegato il capo di gabinetto del questore Vincenzo Indolfi agli agenti che l'hanno presa in consegna. Il 9 ottobre il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha promosso Indolfi (alle soglie della pensione) prefetto con funzioni di ispettore generale di amministrazione.
Ruby lascia la questura a notte fonda e sale su un'auto. È quella di Nicole Minetti. Non è chiaro se la telefonata sia arrivata direttamente da Palazzo Chigi, ma per appurarlo i magistrati ascolteranno gli agenti presenti quella sera e sottoporranno Ruby a incidente probatorio. Nei mesi successivi, la ragazza racconta ai Pm di aver parlato, quella stessa notte nell'auto della Minetti, direttamente con il presidente del Consiglio. Non solo. Si dilunga nella descrizione dei festini nella villa di Arcore, insieme ad altre ragazze come lei, ma anche a due ministre, a star e vip. È a questo punto che parla dei "bunga bunga", i dopo-cena erotici che Berlusconi le raccontò di aver copiato dal leader libico Muhammar Gheddafi.
Ruby sostiene di essere stata notata da Emilio Fede durante un concorso di bellezza in Sicilia, un anno fa. E quando scappa dalla casa famiglia nella quale vive, si dirige a Milano, dove afferma di essere entrata, grazie a Fede, nel giro di Lele Mora. Quest'ultimo ora tace, la Minetti oppone un «no comment». Fede, invece, ammette di essere stato invitato alle cene «ma – aggiunge – nessuna festa con ragazze nude» e «mai con un risvolto di trasgressione».

29 ottobre 2010

martedì 26 ottobre 2010

IL TEMPO CHE CI RIMANE




IL TEMPO CHE CI RIMANE

di Elia Suleiman. Con Elia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 27 Ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 28 Ottobre ore 21.00 con cineforum

La scoperta di Elia Suleiman, regista, attore, sceneggiatore quarantenne palestinese che ha vissuto e lavorato a New York, docente alla Birzeit University in Cisgiordania, avvenne nel 2004 a Cannes con "Intervento divino", commedia d'amore ambientata al checkpoint tra Nazareth e Ramallah. Oltre che ammirati, il film lasciò stupefatti: un regista palestinese usava l'ironia, il nonsense, il surreale, il grottesco. Faceva anche ridere, quando in Palestina c'è davvero poco da ridere. I giurati dettero il Gran Premio della Giuria, l'opera ebbe gran successo ovunque. Adesso "Il tempo che ci rimane" adotta lo stesso stile e permette di conoscere meglio il suo autore-interprete: è un film autobiografico in quattro episodi ispirato ai diari del padre e alle lettere dei parenti. La storia della famiglia Suleiman dal 1948 ad oggi diventa esemplare del destino di tutti quei palestinesi che decisero di non abbandonare la loro terra, che vennero detti "arabi israeliani" e vissero da stranieri in patria. Nel 1948 il sindaco di Nazareth consegna la città spopolata a soldati israeliani addestrati dagli inglesi a una meccanicità burattinesca: ma prigionieri bendati seduti sotto gli ulivi vengono malmenati, buttati giù da una scarpata. Nel 1970 ci sono feriti durante una manifestazione popolare palestinese, l'ambulanza li porta all'ospedale che è pattugliato da soldati persino nei corridoi. Oggi il protagonista guarda dal balcone i fuochi d'artificio nella notte, simulacro della guerra: sogna una fuga, qualunque fuga. Il film bello e (paradossalmente) divertente è soltanto una delle opere non del tutto commerciali né nazionali o americane alle quali viene concesso d'estate o semi-estate di raggiungere il pubblico, nella frenesia quattrinaia dell'attuale distribuzione italiana: vale la pena di approfittare.
Lietta Tornabuoni, L'Espresso - 17 giugno 2010

martedì 19 ottobre 2010

MIRAL







di Julian Schnabel. Con Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV)
Mercoledì 20 Ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 21 Ottobre ore 21.00 con cineforum

Non si può negare a Julian Schnabel ciò che gli appartiene di diritto, cioè quello sguardo vergine dalla banalità dei modi di fare comuni, e la sensibilità, dunque, di un punto di vista privilegiato come il suo essere artista. Pittore di fama internazionale e regista altrettanto apprezzato, ha sempre raccontato storie incentrate sul fattore umano piuttosto che sul contesto, sulle emozioni ben più che le relazioni di causa ed effetto che piacciono tanto a certo cinema speculativo.
Per questo sbaglia chi pretende di trovare in Miral una dettagliata sinossi della nascita dello Stato di Israele o dell’OLP, e strumentali paiono alcune critiche al film, mirate più a Rula Jebreal, autrice del romanzo all’origine del film, e compagna del regista. Evidentemente in Italia non paga neanche essere una “gnocca senza cervello”, come le dissero a tradimento, mentre era ospite di Michele Santoro in tv. A tratti storia biografica, ma molto più romanzo di formazione, Miral è un fiore rosso che cresce sui cigli delle strade della Palestina, ed è anche il nome di una ragazza di Gerusalemme, che vive la sua adolescenza divisa tra il colleggio di Hind Husseini, che crede nella cultura e nell’educazione come unica via per la pace, e l’amore per l’attivista politico Hani, attraverso un percorso di vita che abbraccia di destini di quattro donne diverse, ognuna con un sogno ed un destino. Interpretata dalla bellissima Freida Pinto di The Millionaire, il film si prende il giusto tempo per raccontare con commozione l’onore di un popolo, e indugiare nelle meravigliose asperità di un territorio deserto eppure pullulante di vita. Un film che è una dichiarazione d’amore di un uomo (il regista) per la sua compagna (Rula Jabreal), e che emana un profumo esotico e curioso, come un piccolo fiore rosso.
Da laltrapagina.it, Claudio Salvati

lunedì 18 ottobre 2010

Non voglio il libro "Due anni di governo".

Da inviare al Governo Italiano. Condividete e Diffondete.

* *Collegatevi al sito:*
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp
* *Compilate il modulo con i vs dati.*

Nome: Mario

Cognome: Rossi

Indirizzo Email: mario@rossi.it

Citta : Roma

Oggetto: Non voglio il libro "Due anni di governo".

Testo:

Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio
Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di
governo", mi preme comunicarVi che non desidero assolutamente
riceverlo, essendo un mio diritto in base al Decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati
personali, nella fattispecie articolo 7 comma 4b, e che la spesa
relativa che si risparmiera , venga messa a disposizione del
Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanita.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

(Firma)

Invia

lunedì 11 ottobre 2010

I nuovi pannelli solari sono in spray


Le innovazioni nel campo della ricerca delle energie rinnovabili non si ferma. L'ultima novità è la nebulizzazione, cioé pannelli solari "spray" applicabili su qualunque superficie. Una tecnica favoleggiata già agli inizi del nuovo secolo, quella delle cellule solari che si spruzzano cioè come se fossero una lacca per capelli, che ricevette un forte impulso nel 2005 quando un gruppo di ricercatori dell'università di Toronto in Canada annunciò d'essere riuscito a produrre una plastica nanomerica. Non solo era in grado di sfruttare gli infrarossi solari per sviluppare energia elettrica, ma che per le sue proprietà chimico-fisiche poteva essere anche spruzzata sulla superficie di un edificio, di una macchina e anche dei vetri di casa come se fosse stata una vernice tradizionale.

Dalle potenzialità produttive incredibili, almeno a livello teorico, la plastica solare pensata dai ricercatori canadesi sarebbe stata in grado di produrre 5 volte più energia elettrica di qualsiasi cellula solare che all'epoca era disponibile sul mercato. Sebbene al tempo i ricercatori avessero affermato che la nuova tecnologia era dietro l'angolo e avrebbe rivoluzionato il mercato del solare, fino ad oggi di applicazioni concrete e commercialmente appetibili non se ne sono ancora viste. La brillante idea dei ricercatori canadesi è rimasta quella che era: un'idea geniale che però non ha mai superato lo stadio del prototipo.

Le cose però adesso stanno per cambiare. Una compagnia norvegese, la EnSol, ha infatti appena annunciato che entro il 2016 metterà in commercio una pellicola solare spruzzabile che potrà essere usata per dipingere qualsiasi superficie. Da quelle dei muri casalinghi, a quelle degli autoveicoli, agli steccati e anche i vetri delle finestre, in questo caso senza impedire il passaggio della luce. A differenza della tecnologia annunciata nel 2005 dall'università canadese, quella della EnSol, grazie ad un nuovo metodo per la sua applicazione che sfrutta un processo simile a quello della parete fredda - quello che porta per esempio alla condensazione del vapore acqueo sulle finestre d'una macchina durante una giornata rigida - presenta dei grandi vantaggi pratici rispetto a tutte le altre soluzioni ipotizzate fino ad ora e si presta egregiamente all'applicazione sul vetro.

"Uno dei maggiori pregi della pellicola che si riesce a produrre con questo metodo è che la si può applicare senza nessuna difficoltà a qualsiasi superficie trasparente, anche alle finestre di casa, senza comprometterne le capacità intrinseche di far passare la luce, ad esempio", ha affermato Chris Binns, professore di nanotecnologia nel dipartimento di fisica e astronomia all'università di Liecester. Binns sta aiutando la EnSol a sviluppare un modello commerciabile della nanosostanza solare. "Ovviamente per produrre energia elettrica una parte della luce deve essere assorbita, diciamo un 8-10 per cento. Se lo si usa sulla finestre non si perde tanto, perché è come se ci fossero dei vetri affumicati. Quando la si applica alle pareti esterne di un edificio, e anche sui tetti, può essere usata come una vernice vera e propria, raggiungendo spessori più grandi che sono così in grado di produrre una maggiore quantità di energia". Alla EnSol sostengono che i loro pannelli spray sono in grado di convertire in energia elettrica oltre il 20 per cento dell'energia solare che assorbono.

Ma l'azienda norvegese non è l'unica a muoversi nelle atmosfere rarefatte della nanotecnologia solare. A farle compagnia ci sono anche cinesi e statunitensi. La prima, la CinHua, ha sviluppato un pannello solare che può essere usato per sostituire le finestre di un edificio. Usando le finistre prodotte da loro (che sebbene siano state presentate dal sito online Engadget all'inizio dell'anno sono ancora allo stato di prototipo), l'Empire State Building di New York (che di finestre ne possiede ben 6500) potrebbe produrre ogni giorno 13 kilowatt di energia elettrica.

Sul versante statunitense si distingue invece la New Energy Technologies che, in collaborazione con l'università della Florida meridionale, ha prodotto una vernice fotoreattiva - la SolarWindow - che può essere pure lei applicata ai vetri di una finestra e sulla cui tecnologia mantiene un riserbo strettissimo. Secondo la ditta americana, una finestra-pannello solare prodotta con il suo metodo ha un rendimento di 300 volte superiore a quello di un "pannello" tradizionale. Inoltre, a differenza delle vernici solari proposte dai suoi concorrenti, quella della New Energy Technology non solo può essere applicata a temperatura ambiente come si farebbe con qualsiasi vernice, ma riesce a produrre energia elettrica sia con la luce naturale che con quella artificiale.

giovedì 7 ottobre 2010

Mestre Film Fest 2010

Festival Internazional del Cortometraggio - Tredicesima Edizione


13° Mestre Film Fest
Centro Culturale Candiani

Mestre.Venezia
12/16 ottobre/ October 2010


Short Stories
concorso internazionale del cortometraggio/ International Short Films Competition

Videoforkids
concorso internazionale del video per ragazzi/ International Video-For-Kids Competition

Videoclips
concorso internazionale del videoclip/ International Videoclips Competition

Corti&Web
cortissimi online/ Very Short Films Online

Magica (... nel senso di lanterna!)/ Magic (... as in the lantern!)
un'occasione per parlare di cinema e scuola/ An opportunity to talk about cinema and school

Eventi speciali/ Special Events

Monteverdi Live on the Roof - Moka da 3 & Margareth in concerto/ in concert

Monteverdi Live - Music for Shorts
Accompagnamento musicale di cortometraggi di George Méliès, Harold Lloyd e Buster Keaton/ Musical accompaniment of the short films of George Méliès, Harold Lloyd and Buster Keaton

Monteverdi Live - Dj Set@NewLife

La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink

Cerimonia di premiazione e buffet/ Award ceremony and buffet

Proiezione dei corti vincitori/ Screening of the winning short films

Info
Videoteca di Mestre
videoteca.candiani@comune.venezia.it
t +39 041 2386138 - f +39 041 2386112
candiani@comune.venezia.it

www.centroculturalecandiani.it

www.shortinvenice.net



Martedì 12 ottobre/ Tuesday, October 12th

ore 16.00/ 4.00 p.m.
Magica (... nel senso di lanterna!)/ Magic (... as in the lantern!)
Un'occasione per parlare di cinema e scuola/ An opportunity to talk about cinema and school

ore 18.00/ 6.00 p.m.
Serata inaugurale/ Opening Night
Monteverdi Live
Dj Set@NewLife - DJ Coniglio
La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink


ore 19.00/ 7.00 p.m.
Monteverdi Live on the Roof
Moka da 3 in concerto/ in concert



Mercoledì 13 ottobre/ Wednesday, October 13th

ore 10.00/ 10.00 a.m.
Le avventure di Mago Romeo e Suzù il clown
Animazione de Il libro con gli stivali dedicata alle Scuole Primarie/ Performance by Il libro con gli stivali dedicated to Elementary Schools

Videoforkids/ Video-For-Kids
Esseri u-mani muovete le mani (2010, 10') di Vincenzo Beschi, Gormiti (2010, 1'08'') di Luca Carletti, Che idea!!! (2010, 3'50'') di Luciana Lucchi e Lucia Menconi, I giochi della tradizione (2010, 5') della IV B della Scuola Primaria di Mugnai (BL), L'acchiapparumori (2009, 8'42'') del Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema d'Animazione di Torino, La cosa giusta (2010, 10') di Benedetto Pace, Ricicla! (2010, 5'02'') di Raffaella Traniello, La famiglia senzapiedi (2009, 3') del Laboratorio Immagine 2 di Torino, Meno carta a dismisura (2010, 3') di Patrizia Cattaneo, Prove tecniche di pixillation (2010, 2'10'') della Scuola dell'Infanzia Statale Cortile 3° Circolo di Carpi (MO), Diritti a dirotto (2008, 3'19'') del Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema d'Animazione di Torino

ore 20.30/ 8.30 p.m.
Short Stories

Incontro con i registi in concorso/ Seminar with the directors in the competition
Diario di un disagiato (2009, 14') di Emiliano Cribari, Telemaco (2009, 4'15'') di Jorge M. Rodrigo, Rec Stop & Play (2010, 11') di Emanuele Pisano, Uerra (2009, 15') di Paolo Sassanelli, Radio (2009, 6'47'') di Riccardo Pugliese, Leerfahrt (2009, 20') di Matis Burkhardt, Pica (2009, 4'28'') di Irene Fuga e Rafael Sommerhalder, Pet (2009, 8'30'') di Giacomo Livotto, The Rip (2010, 6'30'') di Elena Rottigni



Giovedì 14 ottobre/ Thursday, October 14th

ore 10.00/ 10.00 a.m.
Un cesto di storie

Animazione de Il libro con gli stivali dedicata alle Scuole Secondarie di I Grado/ Performance by Il libro con gli stivali dedicated to Middle Schools

Videoforkids/ Video-For-Kids
Black White (2009, 2'57'') del Centro di Cultura per l'Immagine e il Cinema d'Animazione di Torino, Costruiamo l'Europa (2009, 4'10'') dell'Istituto Comprensivo G. Perlasca di Maserà (PD), San Valentino (2010, 11') di Giordano Bassetti, The Fall of King Fabulous (2009, 6'57'') di Elena Traina, Il Parco... sul Serio! (2010, 10'20'') delle I A, B, C della Scuola Secondaria di I Grado Sacra Famiglia di Seriate (BG), Do It Again (2010, 3'06'') della Scuola Secondaria di I Grado Prandoni di Torno (CO), Esiti... sorprendenti (2010, 14') di Massimiliano Gaudiosi

ore 18.30/ 6.30 p.m.
Monteverdi Live - Music for Shorts

Accompagnamento musicale di cortometraggi di George Méliès, Harold Lloyd e Buster Keaton/ Musical accompaniment of the short films of George Méliès, Harold Lloyd and Buster Keaton


ore 19.30/ 7.30 p.m.
Monteverdi Live

Dj Set@NewLife - Autre
La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink


ore 20.30/ 8.30 p.m.
Short Stories

Incontro con i registi in concorso/ Seminar with the directors in the competition
Habibi (2010, 20') di Davide Del Degan, Before War (Prima della Guerra) (2010, 5'40'') di Jared Katsiane, Oggi gira così (2010, 18') di Sydney Sibilia, Cuando corres (2010, 5') di Mikel Rueda, Mai così... vicini (2010, 12'40'') di Emanuele Ruggiero, #7 (2008, 4') di Nacho Solana e Luis Miguel Artabe, Voltereta (2010, 13'50'') di Alexis Morante, Mission t12 (2009, 2'54'') di Marco Savini, La legna del vecio (2009, 5') di Pietro Parolin, Inediti legami (2009, 8') di Roberto Franzin



Venerdì 15 ottobre/ Friday, October 15th

ore 10.00/ 10.00 a.m.
Videoforkids/ Video-For-Kids

Regno delle Due Italie (2010, 5'13'') del Liceo Scientifico P. Metastasio di Scalea (CS), Community (2009, 10') del Gruppo Video dell'ITIS Pacinotti di Mestre, Lato proibito (2010, 12') di Marco Rota, Mad World (2010, 3'23'') di Giulia Toninato e Sabrina Zuccato, Senape vs Ketchup (2010, 3'30'') di Enrico Trucco, Fuori sinc (2010, 9'14'') della V D del Liceo Scientifico G. Bruno di Mestre, I diritti dell'infanzia (2010, 3'49'') di Donato Di Pasquale, Lo studente perfetto (2009, 11') di Daniele Zanon, La scelta (2010, 3'36'') della IV SB dei Licei Stefanini di Mestre, Un lettore (2010, 5'24'') di Leo Brugnoli

ore 18.30/ 6.30 p.m.
Monteverdi Live - Music for Shorts
Accompagnamento musicale di cortometraggi di George Méliès, Harold Lloyd e Buster Keaton/ Musical accompaniment of the short films of George Méliès, Harold Lloyd and Buster Keaton

ore 19.30/ 7.30 p.m.
Monteverdi Live
Dj Set@NewLife - Dj Muto
La Vida Nova - Spritz Hour, Free Drink

ore 20.30/ 8.30 p.m.
Videoclips

Incontro con i registi in concorso/ Seminar with the directors in the competition
Reconocer (2009, 3'34'') di Theo Putzu, Senza di lei (2010, 3') di Alessandro Rizzo, Anygivensunday's (2010, 4'54'') di Marzia Pericoli, One Day I Wrote Jerk Upon The Strand (2010, 3'36'') di Daniele Balelli, Iwas (2009, 5') di Marcello Piva, Come Fenice (Roma nera) (2009, 5') di Alice Gatti, Poetimprenditori (2010, 4'20'') di Elisa Monti, Luna no (2008, 3'35'') di Beppe Manzi, La donna del cowboy (2010, 5') di Christian Cinetto e Raffaella Rivi, Sono come vuoi che sia (2008, 3'28'') di Daniele Fenudi, Eternamente bella (2010, 4'30'') di Emanuele D'Antonio, Maggio (2010, 3'38'') di Piero Costantini, Rotten Flowers (2010, 3') di Virgilio Villoresi e Luca Barutta, Nothing (2010, 3'10'') di Laura Pibiri, Il Signor C. (2010, 5') di Fabio Butera, Trends (2010, 5') di Daniele Brechbühl e Daiano Lazzarotto, Smettere (2010, 4'53'') di Ermes Di Salvia, Facili forme (2010, 5') di Iarumasami, Winds of St. Anne (2009, 4'15'') di Sara Bonaventura



Sabato 16 ottobre/ Saturday, October 16th

Auditorium ore 18.00/ Auditorium 6.00 p.m.
Cerimonia di premiazione e buffet/ Award ceremony and buffet
A seguire/ Followed by
Monteverdi Live on the Roof
Margareth in concerto/ in concert



ore 21.00/ 9.00 p.m.
Proiezione dei corti vincitori/ Screening of the winning short films



Corti&Web cortissimi online dal 12 ottobre
Corti&Web Very Short Films Online from October 12th
www.shortinvenice.net

Apnea (2010, 4'25") di Daniele Rosselli
Last Date (2010, 2'52") di Luca Tabarrini
Luciernaga (2010, 5') di Carlota Coronado
Parlami d'amore (2010, 1'58") di Chris Zecca
The Imp in the City (2009, 2'18") di Dawn Westlake
The Right Thing (2010, 3') di Davide Stocovaz