martedì 19 ottobre 2010

MIRAL







di Julian Schnabel. Con Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV)
Mercoledì 20 Ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 21 Ottobre ore 21.00 con cineforum

Non si può negare a Julian Schnabel ciò che gli appartiene di diritto, cioè quello sguardo vergine dalla banalità dei modi di fare comuni, e la sensibilità, dunque, di un punto di vista privilegiato come il suo essere artista. Pittore di fama internazionale e regista altrettanto apprezzato, ha sempre raccontato storie incentrate sul fattore umano piuttosto che sul contesto, sulle emozioni ben più che le relazioni di causa ed effetto che piacciono tanto a certo cinema speculativo.
Per questo sbaglia chi pretende di trovare in Miral una dettagliata sinossi della nascita dello Stato di Israele o dell’OLP, e strumentali paiono alcune critiche al film, mirate più a Rula Jebreal, autrice del romanzo all’origine del film, e compagna del regista. Evidentemente in Italia non paga neanche essere una “gnocca senza cervello”, come le dissero a tradimento, mentre era ospite di Michele Santoro in tv. A tratti storia biografica, ma molto più romanzo di formazione, Miral è un fiore rosso che cresce sui cigli delle strade della Palestina, ed è anche il nome di una ragazza di Gerusalemme, che vive la sua adolescenza divisa tra il colleggio di Hind Husseini, che crede nella cultura e nell’educazione come unica via per la pace, e l’amore per l’attivista politico Hani, attraverso un percorso di vita che abbraccia di destini di quattro donne diverse, ognuna con un sogno ed un destino. Interpretata dalla bellissima Freida Pinto di The Millionaire, il film si prende il giusto tempo per raccontare con commozione l’onore di un popolo, e indugiare nelle meravigliose asperità di un territorio deserto eppure pullulante di vita. Un film che è una dichiarazione d’amore di un uomo (il regista) per la sua compagna (Rula Jabreal), e che emana un profumo esotico e curioso, come un piccolo fiore rosso.
Da laltrapagina.it, Claudio Salvati

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