venerdì 26 novembre 2010

Gli anni difficili del cinema italiano


Esordi, conferme, successi (2000-2009)




Gli anni zero del nuovo cinema italiano

mercoledì 1 dicembre, ore 21.00 Private (2004, 93') di Saverio Costanzo;
venerdì 3 dicembre, ore 21.00 Saimir (2004, 88') di Francesco Munzi;
lunedì 6 dicembre, ore 21.00 Mater Natura (2005, 94') di Massimo Andrei;
venerdì 10 dicembre, ore 21.00 Sangue. La morte non esiste (2005, 104', V.M. 14) di Libero De Rienzo;
lunedì 13 dicembre, ore 21.00 L'aria salata (2006, 86') di Alessandro Angelini; mercoledì 15 dicembre, ore 21.00 Notturno Bus (2007, 104') di Davide Marengo; venerdì 17 dicembre, ore 21.00 Pranzo di ferragosto (2008, 72') di Gianni Di Gregorio;
lunedì 10 gennaio, ore 21.00 Sangue vivo (2000, 95') di Edoardo Winspeare;
mercoledì 12 gennaio, ore 21.00 Il vento fa il suo giro (2005, 110') di Giorgio Diritti;
lunedì 17 gennaio, ore 21.00 Nuovomondo (2006, 120') di Emanuele Crialese;
mercoledì 19 gennaio, ore 21.00 Il Divo (2008, 110') di Paolo Sorrentino;
lunedì 24 gennaio, ore 21.00 Gomorra (2008, 135') di Matteo Garrone;
mercoledì 26 gennaio, ore 21.00 La prima linea (2009, 97') di Renato De Maria.

sala conferenze quarto piano
ingresso riservato ai soci CinemaPiù 2010 / 2011 (valida sino al 30 giugno 2011).
Tessera ordinaria 30 euro, studenti 20 euro in vendita alla biglietteria del Centro.
È consigliata la prenotazione.

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

venerdì 19 novembre 2010

La Festa della Salute: 21 Novembre


La basilica della Salute



La Festa della Salute è sicuramente quella dall'impatto meno "turistico", e che evoca un sincero sentimento religioso popolare.

Anche questa festività, come quella del Redentore, ricorda un'altra terribile pestilenza, quella del biennio 1630-31, e il conseguente voto pronunciato dal Doge per ottenere l'intercessione della Vergine.

A tutt'oggi migliaia di cittadini sfilano il 21 novembre davanti all'altare maggiore dell'imponente Chiesa della Salute a perpetuare il secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria

La storia

Nel 1630, più di mezzo secolo dopo la terribile pestilenza del 1575-77, il morbo si abbatte nuovamente su Venezia. Il doge fa voto di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l'intercessione della Vergine Maria per porre fine alla pestilenza.


La basilica

La progettazione fu affidata al giovane architetto Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e al tempo stesso la Repubblica. La basilica fu consacrata nel 1687.


La festa della Salute oggi

A tutt'oggi, il 21 novembre, migliaia di persone percorrono il ponte votivo su barche e vanno in pellegrinaggio alla chiesa della Salute a rendere omaggio alla Madonna e ad accendere un cero affinché interceda per la loro salute.


La cucina

La castradina, pietanza molto saporita a base di carne di montone, è il piatto tipico che si usa consumare a Venezia il giorno della Salute.

mercoledì 10 novembre 2010

DONNE SENZA UOMINI



DONNE SENZA UOMINI

di Shirin Neshat, Shoja Azari. Con Pegah Feridoni, Arita Shahrzad, Shabnam Toloui, Orsolya Tóth, Navíd Akhavan

Proiezioni presso il Cinema Cristallo (Oderzo - TV):
Mercoledì 10 Novembre ore 20.00 e ore 22.00
Giovedì 11 Novembre ore 21.00 con cineforum

Sharin Nashat, la regista iraniana di Donne senza uomini, è una videoartista colta, elegante e forte al suo primo lungometraggio. Da trent'anni vive a New York. Le sue opere sono dedicate ai temi sociali e religiosi che formano l'identità delle donne musulmane: ha ricevuto molti premi la serie di sue fotografie «Donne di Allah», ritratti in cui i volti femminili sono occultati da fitte calligrafie. Le sue video installazioni le hanno guadagnato nel 1999 il premio internazionale della Biennale di Venezia. Ha tenuto mostre alla Tate Gallery di Londra, al Guggenheim Museum di New York, alla Kunsthalle di Vienna, ad Atene e Hiroshima. Donne senza uomini, tratto dal romanzo di Sharnush Parsipur, ha avuto un Leone d'argento alla Mostra di Venezia nel 2009: è un film bellissimo, nel quale si uniscono la denuncia della condizione femminile in Iran e la sua visione artistica, si mescolano con effetti ammirevoli politica e arte, società, umanità e poesia. La vicende di quattro donne di diverse età ed estrazione sociale sono collocate in Iran nell'estate 1953, quando le speranze del Paese e l'azione del presidente Mossadegh, il primo democraticamente eletto che subito aveva nazionalizzato il petrolio, furono spezzate da un colpo di Stato realizzato da inglesi e americani che fece tornare sul trono lo Scia. Nel clima acceso di aspirazioni e delusione, quattro donne cercano di salvare se stesse: una ragazza schiavizzata dal fratello fanatico religioso che le vieta persino di ascoltare le notizie politiche alla radio; una giovane prostituta nauseata dai propri clienti; la moglie di un generale, signora benestante che non riesce più a sopportare il marito; una donna violentata. Tutte e quattro tentano di sfuggire agli uomini dai quali hanno ricevuto il peggio, tutte e quattro amano un decadente giardino di orchidee, tutte e quattro sono libere e la libertà dà loro una forza inaudita. Momenti straordinari: le facce disfatte dalla sopraffazione quotidiana, gli sguardi di smarrimento e vendetta; la prostituta che in un bagno turco lava via dal proprio corpo le tracce fisiche del mestiere, con tale violenza da sanguinare. Eccezionale.
di Lietta Tornabuoni da La Stampa, 12 marzo 2010