mercoledì 29 dicembre 2010

Fango, rugby e amore Torna 'Il campione' di Storey




A 50 anni dalla sua prima pubblicazione in Italia, di nuovo in libreria quello è stato definito il miglior romanzo di sport mai scritto. L'autore, un rugbista che somigliava a Parisse, ribattezzato il 'Checov del Nord'

di MASSIMO CALANDRI


Fango, rugby e amore Torna 'Il campione' di Storey
David Storey giocava a rugby a Leeds. Secondo dopoguerra. Il rugby a XIII del North Yorkshire. Quello dei minatori e degli operai, dello stesso fango celtico dell'Union ma pure dei cazzotti e dei calcioni di chi lo faceva soprattutto per soldi e non aveva niente da perdere. Dicono avesse il fisico e le qualità di Sergio Parisse. Chissà se è vero. Di certo David Storey aveva la stessa età, 27 anni, quando pubblicò "The sporting life", il suo primo romanzo. Una storia bellissima di amore e di sport, struggente e intensa come un incontro notturno a Wakefield. Le luci fioche e le vecchie fabbriche sullo sfondo. Una storia fradicia di pioggia e cupa, coperta dalla cenere grigia delle industrie e delle miniere, rischiarata dalle più crude e per questo suggestive cronache di mischie e di placcaggi che si possano leggere. Un capolavoro che cinquant'anni fa divenne un best seller, pubblicato in Italia nel 1962 da Feltrinelli come "Il campione". E da cui il regista Lindsay Anderson trasse l'omonimo film, protagonista un altro rugbista vero - Richard Harris -, poi inserito dal British Film Institute tra le cento migliori pellicole britanniche del Ventesimo secolo.

"Il campione" di Storey è tornato in libreria grazie ad una lungimirante casa editrice italiana dal nome misterioso o quasi, 66thand2nd, e grazie alla nuova traduzione di Guido ed Irene Bulla. Un libro da leggere assolutamente. E' la storia dell'irruento Arthur Machin, ingaggiato dalla squadra di rugby di Primestone: un operaio che diventa l'idolo dei tifosi e prova a riscattare un'esistenza frustrata ed anonima conquistando l'affetto della signora Hammand, vedova e sua padrona di casa. Il libro aprì le porte al giovane Storey, diventato romanziere, poeta, drammaturgo e sceneggiatore di straordinario successo. Figlio di un minatore, giocava a rugby e somigliava a Parisse. Ma giovanissimo lasciò tutto per una borsa di studio a Londra alla Slade School of Fine Art. Lo hanno soprannominato il 'Cechov del Nord', è stato l'esponente di punta di quel manipolo di scrittori realisti inglesi ribattezzati i Giovani Arrabbiati.
Nei giorni scorsi The Guardian ne ha festeggiato il mezzo secolo di pubblicazione di - uscì in Gran Bretagna alla vigilia del Natale 1960 - definendo 'The sporting life' "il miglior romanzo sportivo che sia mai stato scritto". Ci sono mille passaggi del suo libro che varrebbe la pena di citare, ma ne basta uno: "Ci piegammo per la mischia, ansimanti per i primi segni di affanno, con il vapore che si alzava dai corpi affaticati dei tre-quarti. Vidi la palla scivolosa rotolarmi tra le gambe e Maurice afferrarla con impazienza. Con una finta ubriacante sfrecciò a lato del capitano ancora stordito e fu intercettato dall'ala. Scalciò, menò colpi, si contorse e si lanciò sopra la linea di meta. La folla urlò e si impennò come un animale in un recinto, come uno specchio d'acqua improvvisamente agitato. Fischietti, campanelli e trombe echeggiarono librandosi sul ruggito animale. Corsi da lui, gli diedi una pacca sulla spalla e tornammo indietro in gruppetti felici".
David Storey diceva che il rugby "è il solo sport per uomini che sia rimasto". Ha smesso di giocarlo, ha cominciato a scriverne. Ed è rimasto un uomo. Un campione.
(29 dicembre 2010)

Cineforum al Cinema Cristallo: i film della seconda parte della rassegna




Molto interessanti le proposte della seconda parte della rassegna del Cinema Cristallo Oderzo - TV: prima proiezione la sera del mercoledì in due orari, alle 20 e alle 22, senza presentazione né dibattito; seconda proiezione il giovedì alle 21 con il cineforum curato dal Circolo Pietro Dal Monaco: come di consueto una breve presentazione prima del film e, al termine, solo per chi desidera rimanere, la partecipazione al dibattito.
Segnaliamo in particolare l’evento del 20 gennaio, con la presenza in sala di Aureliano Amadei, regista del film 20 sigarette che racconta la drammatica vicenda dell’attentato di Nassiriya del novembre 2003, costato la vita a 28 persone e nel quale lo stesso Amadei è stato ferito gravemente.
Appuntamento in sala

(tutti i giovedì sera: CINEFORUM a cura del Circolo Cinematografico Pietro Dal Monaco)
Ingresso Intero € 5,00 - Ingresso Ridotto € 4,00

La programmazione potrebbe subire delle variazioni.

mercoledì 13 - giovedì 14 gennaio
LA PECORA NERA

di Ascanio Celestini (Italia 2010) Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 19 - giovedì 20 gennaio
20 SIGARETTE

di Aureliano Amadei (Italia 2010). Con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Orsetta De Rossi.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

Giovedì 20 sarà presente in sala il regista Aureliano Amadei

mercoledì 26 - giovedì 27 gennaio
UOMINI DI DIO

di Xavier Beauvois (Francia, 2010). Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 2 - giovedì 3 febbraio
QUELLA SERA DORATA

di James Ivory (Gran Bretagna 2009). Con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 9 - giovedì 10 febbraio
POTICHE – LA BELLA STATUINA

di François Ozon (Francia 2010). Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Fabrice Luchini, Karin Viard.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 16 - giovedì 17 febbraio
IN UN MONDO MIGLIORE

di Susanne Bier (Danimarca, Svezia 2010). Con Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Markus Rygaard.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 23 - giovedì 24 febbraio
PRECIOUS

di Lee Daniels (USA 2009). Con Mo'Nique, Paula Patton, Mariah Carey, Sherri Shepherd, Lenny Kravitz.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 2 - giovedì 3 marzo
POST MORTEM

di Pablo Larrain (Cile, Messico, Germania 2010). Con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 9 - giovedì 10 marzo
WE WANT SEX

di Nigel Cole (Gran Bretagna 2009). Con Sally Hawkins, Bob Hoskins, Miranda Richardson, Geraldine James, Rosamund Pike.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

martedì 15 - giovedì 17 marzo
LA PASSIONE

di Carlo Mazzacurati (Italia 2010). Con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi, Stefania Sandrelli

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 23 - giovedì 24 marzo
UNA VITA TRANQUILLA

di Claudo Cupellini (Italia 2010). Con Toni Servillo, Marco D'Amore, Francesco Di Leva, Juliane Köhler.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

mercoledì 30 - giovedì 31 marzo
NOI CREDEVAMO

di Mario Martone (Italia, Francia 2010). Con Luigi Pisani, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Guido Caprino, Ivan Franek, Stefano Cassetti, Franco Ravera, Michele Riondino, Roberto De Francesco, Toni Servillo, Luca Barbareschi, Fiona Shaw, Luca Zingaretti, Vincenzo Pirrotta, Anna Bonaiuto, Edoardo Winspeare.

Proiezioni: mercoledì (unica proiezione) 21.00 - giovedì 21.00

mercoledì 6 - giovedì 7 aprile
I FIORI DI KIRKUK

di Fariborz Kamkari (Italia, Svizzera, Iraq 2010). Con Morjana Alaoui, Ertem Eser, Mohammed Bakri, Mohamed Zouaoui.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

martedì 13 - giovedì 14 aprile
INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI

di Woody Allen (USA 2010). Con Antonio Banderas, Josh Brolin, Anthony Hopkins, Gemma Jones, Freida Pinto.

Proiezioni: mercoledì 20.00 - 22.00 - giovedì 21.00

martedì 28 dicembre 2010

“Circus Klezmer” : capodanno 2011 al Teatro Goldoni




Anche in occasione del Capodanno 2011 torna l’evento di Circo Teatro “Il Circo in città – 2010” che verrà ospitato presso il Teatro Goldoni dal 31 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011. Protagonista di quest’anno sarà “Circus Klezmer” uno spettacolo dove la musica e la cultura Klezmer si sposeranno con le abilità del circo e la comicità del teatro.

Il circo è stato per lungo tempo, uno spettacolo di intrattenimento popolare. Durante gli anni Settanta però in Europa arriva una nuova tendenza, il circo contemporaneo, il Nouveau Cirque, una forma di intrattenimento nella quale i numeri di circo (acrobatica, giocoleria, clownerie, ecc.) sono accompagnati ed organicamente inseriti in una storia, un racconto ed i personaggi ben definiti.

L’umorismo tipico della cultura yiddish ha ispirato la nascita di “Circus Klezmer“. Stiamo parlando di un teatro “povero”, basato sull’utilizzo di oggetti quotidiani (sedie, bottiglie, tavoli, piatti) quali attrezzi circensi. La storia si svolge in un remoto villaggio dell’Est Europa nell’arco di una giornata un po’ particolare in cui, nonostante i notevoli e circus-klezmer-capodanno-veneziabuffissimi inconvenienti i due protagonisti riusciranno a sposarsi. La musica klezmer suonata dal vivo contribuisce a raccontare la storia, accompagnando momenti di carattere poetico e vivace.

Biglietti per la serata del 31 dicembre 2010: dai 26€ ai 35€
Biglietti per sabato 1 e domenica 2 gennaio 2011: dai 16€ ai 20€

mercoledì 8 dicembre 2010

Il killer di parole



Il killer di parole di Claudio Ambrosini

Venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 19.00 (turno A), ultimo spettacolo della Stagione lirica 2010, andrà in scena al Teatro La Fenice la prima rappresentazione assoluta del Killer di parole, ludodramma in due atti su un soggetto di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini, libretto e musica di Claudio Ambrosini.
Commissionato dalla Fondazione Teatro La Fenice – come, nel settembre 2007, Signor Goldoni di Luca Mosca e Gianluigi Melega –, Il killer di parole andrà in scena in un nuovo allestimento coprodotto con l’Opéra national de Lorraine, con la regia di Francesco Micheli, le scene di Nicolas Bovey e i costumi di Carlos Tieppo. Andrea Molino dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice (maestro del Coro Claudio Marino Moretti). Il cast sarà formato da Roberto Abbondanza nel ruolo del killer di parole, Sonia Visentin in quello della moglie, Mirko Guadagnini in quello del figlio, Valentina Valente nei ruoli della parola uccisa, della fotografa e dell’ultima parlante giovane, Gianluca Buratto in quelli del collega e dell’ultimo parlante e Damiana Pinti in quelli della giornalista e dell’ultima parlante delle paludi.
La prima di venerdì 10 dicembre 2010, trasmessa in diretta da Rai Radio3, sarà seguita da quattro repliche, domenica 12 (turno B) alle 15.30, martedì 14 (turno D) e giovedì 16 (turno E) alle 19.00 e sabato 18 (turno C) alle 15.30.

Lo spunto per Il killer di parole nasce da una conversazione avvenuta qualche anno fa tra Claudio Ambrosini e Daniel Pennac – amici da tempo – nella quale lo scrittore si soffermava sulla difficoltà di tradurre certe espressioni, tipiche di una lingua, in un’altra. Da qui – i due erano a cena – passarono poi a parlar di vocabolari e Pennac raccontò di un curioso personaggio (vero? frutto della sua fantasia?) addetto a togliere dal dizionario ufficiale qualche parola ormai in disuso ogniqualvolta se ne dovesse far entrare una nuova, come «paparazzo» o «télécopie» (geniale traduzione francese del termine «fax»). Uno ‘spazzaparole’, insomma, incaricato di mantenere più o meno uguale il numero complessivo dei termini inclusi nel dizionario.
Ad Ambrosini questo sembrò immediatamente il personaggio che stava cercando da anni, per innestarsi nel quadro di una problematica più generale a lui cara fin dall’epoca in cui, studente di lingue straniere a Ca’ Foscari, si occupava di genetica e antropologia del linguaggio: la progressiva scomparsa delle lingue del mondo. Non sono cioè solo gli animali e i territori a rischiare la distruzione totale, l’estinzione, ma anche le lingue, l’infinità varietà di fonemi, di costruzioni, di espressioni che l’uomo ha saputo creare nel corso dei millenni.
Le lingue, la Lingua, sono il capolavoro collettivo creato dall’umanità, un patrimonio di valore incalcolabile che di giorno in giorno si assottiglia: alcune poche lingue diventano dominanti, si espandono nel mondo provocando la scomparsa totale di centinaia di altre, soprattutto quelle di popoli che hanno sviluppato solo una cultura orale, di cui, morto «l’ultimo parlante», non resterà più alcuna traccia.
L’opera, strutturata in due atti, è un «ludodramma», neologismo col quale Ambrosini e Pennac vogliono descrivere una situazione che da un inizio leggero, da opera buffa, acquista tensione e si vela di tinte via via più scure. L’azione è incentrata sulle vicende del «killer», uomo sensibile e raffinato ma sposato a una donna più pragmatica che poetica, che ritiene che i numeri – e non le parole – siano il vero motore del mondo. I due hanno un figlio che, nel secondo atto, si rivelerà un fervente paladino di cause umanitarie, dall’esito peraltro incerto. Intorno, una quantità di altri personaggi, da quelli realistici (come il collega, la giornalista, la fotografa) ad altri surreali o di fantasia (come la parola uccisa, le ultime parlanti litoranee, gli ultimi parlanti rupestri, quelli delle oasi, dei picchi, delle spianate, delle cascate…).
Ad ognuno di questi gruppi, e delle rispettive lingue, corrisponderà un «mondo sonoro» singolare, caratterizzato da un’orchestrazione innovativa e assai colorata, com’è tipicamente quella del compositore veneziano.
Da un punto di vista generale, Il killer di parole va ad aggiungersi alla «trilogia» composta da Ambrosini su tematiche di vasta portata, che annovera Big Bang Circus (Biennale di Venezia, 2002), Il canto della pelle (Sex Unlimited) (Opera di Lione, 2006) e Il giudizio universale (Festival delle Nazioni, 1996): tre opere incentrate rispettivamente sull’idea di «principio», «esistenza» e «fine». Questa più recente tappa si concentra ora sul «Verbo»: la lingua, la parola, ma in chiave squisitamente terrena.

Il killer di parole
Luogo: Teatro La Fenice
Direttore: Andrea Molino
Tipologia: STAGIONE LIRICA E BALLETTO 2010
Biglietteria: acquista i biglietti!

PDF:
Il Killer Di Parole 381_363LocandinaIlKillerDiParole.pdf


Il killer di parole
ludodramma in due atti
soggetto di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini
libretto e musica di Claudio Ambrosini

commissione della Fondazione Teatro La Fenice
prima rappresentazione assoluta

personaggi e interpreti principali
Il killer di parole Roberto Abbondanza
la moglie Sonia Visentin
il figlio Mirko Guadagnini
la parola uccisa, la fotografa e l’ultima parlante giovane Valentina Valente
il collega, l’ultimo parlante vecchio Gianluca Buratto
la giornalista, ultima parlante delle paludi Damiana Pinti

maestro concertatore e direttore Andrea Molino
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
maestro del Coro Claudio Marino Moretti

regia Francesco Micheli

scene di Nicolas Bovey
costumi di Carlos Tieppo
light designer Fabio Barettin

con sopratitoli
nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
in coproduzione con l'Opéra national de Lorraine

Date Spettacoli

10/12/2010
ore 19.00 turno A

12/12/2010
ore 15.30 turno B

14/12/2010
ore 19.00 turno D

16/12/2010
ore 19.00 turno E

18/12/2010
ore 15.30 turno C