martedì 15 febbraio 2011

Carnevale: 19-20 febbraio 2011 e 26 febbraio - 8 marzo 2011



Il Carnevale di Venezia



Rilanciato un paio di decenni fa, il Carnevale si è subito imposto all'attenzione italiana ed europea come evento da non perdere.

Ricco di storia, di suggestioni e di tradizione, il Carnevale di Venezia ha risvegliato l'interesse dei suoi abitanti e soprattutto dei moltissimi turisti grazie all'apprezzato cocktail di trasgressione, arte, storia e cultura che è in grado di offrire. In una città unica al mondo.


Vai al sito ufficiale per saperne di più


Durante i giorni di Carnevale Venezia è un fiorire di iniziative e di spettacoli, da quelli improvvisati sulla pubblica via da numerosi artisti di strada, a quelli pianificati dagli organizzatori.

Ogni anno viene individuato un tema centrale che funge da filo conduttore e che viene sviluppato sotto i vari punti di vista, da quello più culturale a quello più prettamente spettacolare.

Il cuore della festa resta Piazza San Marco, dove sorge un grandioso palco, ma esistono molti eventi decentrati, anche per evitare eccessivi intasamenti in una città in cui la circolazione è esclusivamente pedonale.



La storia

Il Carnevale affonda le sue radici in più tradizioni, da quella latina dei Saturnalia a quella greca dei culti dionisiaci. A Venezia il Carnevale durava alcuni mesi, con feste pubbliche e private, fuochi artificiali, spettacoli di strada, balli sfarzosi, gioco d'azzardo. Ciò contribuì a creare l'immagine di Venezia come città dedita al divertimento.


Il Carnevale del Settecento

Nel suo ultimo secolo di vita, la Repubblica sembra concentrata solo sugli aspetti frivoli della vita. In quel periodo, il Carnevale, con le sue feste, i suoi spettacoli, le sue maschere, i suoi teatri, attira turisti da tutta Europa, desiderosi di vivere quell'atmosfera magica ed effervescente.


I teatri

La stagione teatrale a Venezia era la più ricca d'Europa grazie ai numerosissimi teatri operanti in città: nel Seicento ce n'erano ben 16. Ampio e vario è il programma oggi offerto dai teatri Goldoni e Malibran. E finalmente, nel 2003, anche la Fenice, dopo un lungo restauro, è tornata a ospitare spettacoli di prim'ordine come d'altronde ospita il Toniolo in terraferma.



Le maschere

La città, negli ultimi giorni di Carnevale, pullula di persone in maschera che allegramente invadono calli e campielli. Si vede sfilare di tutto, dalle statiche e fredde dame del Settecento ai più ingegnosi costumi moderni. Piazza San Marco e i principali campi della città si offrono come straordinario palcoscenico.



Carnevalario - Il vocabolario del carnevale

Storia, curiosità ed antiche tradizioni del carnevale veneziano.



I dolci tipici

I dolci tipici del Carnevale di Venezia sono le frittelle e i galani, simbolo stesso del Carnevale.

lunedì 14 febbraio 2011

Castles Made of Sand

Alcuni dei quaranta amici musicisti che hanno partecipato a titolo gratuito al CD Castles Made of Sands, saranno presenti alla serata per la direzione artistica di Michele Bonivento in un concerto live.
Immagini e storie
Nel corso del concerto musicale sarà presentata al pubblico e alla critica la suite grafica Una canzone dolce come un sogno, alla presenza degli autori Francesco Musante, Diego Landi e Claudio Barbato. La breve presentazione sarà curata dal critico d'arte Gaetano Salerno di "Segnoperenne", occasione per lanciare un progetto multimediale basato su immagini e storie di disabilità dedicato al pubblico giovanile e al mondo della scuola.
Musica
La cartella contiene il cd musicale che da titolo al concerto: Una canzone dolce come un sogno - Castles Made of Sand, di cui Giò Alaimo sulla pagina nazionale de Il Gazzettino ha tra l'altro detto: "Diciannove volte Hendrix per aiutare i "bambini invisibili". (...) Musicalmente l'idea è assolutamente originale: prendere una famosa canzone di Jimi Hendrix, Castles made of sand, che parla del disagio della disabilità e proporne 19 diverse interpretazioni, lasciando ogni artista libero di comporre la propria visione sonora. (...) Il risultato è sorprendente e offre una incredibile varietà di stili a dimostrazione anche di quanto ricco sia il panorama musicale veneto. Jimi Hendrix è il musicista che prese la chitarra la rovesciò e fece scoprire che conteneva tutto un altro mondo. Questo disco dimostra quanto la fantasia possa rendere vario anche il piccolo mondo di una sola canzone."
Solidarietà
La nostra onlus con i fondi raccolti realizza un progetto riabilitativo in acqua temperata, presso la Polisportiva Terraglio di Mestre dedicato a bambini affetti da gravi e rare malattie neurodegenerative, con il contributo del CSV della Provincia di Venezia.
Sandro Lazzaroni

venerdì 18 febbraio, ore 21.00 - auditorium quarto piano

Una canzone dolce come un sogno - Castles Made of Sand. Hendrix e la disabilità.
in collaborazione con SOS Handicap Bambini Invisibili onlus

Ingresso libero previo ritiro del biglietto omaggio alla biglietteria del Centro. I biglietti saranno disponibili nei due giorni antecedenti allo spettacolo.

Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre

mercoledì 9 febbraio 2011

Dove c’è Barilla c’è…. amianto!





E’ più facile e veloce bonificare uno stabilimento di 9,58 ettari pieno di amianto o tappare la bocca ad un giornalista scomodo corrompendo Aruba per fargli chiudere il sito?
Per la Barilla evidentemente la seconda ipotesi è stata più conveniente. Forse pensavano che tappando la bocca ad un giornalista non ci sarebbe mai stata una cassa di risonanza… e qui si sbagliavano di grosso perché adesso metteremo in moto la macchina del fango.
La nota holding Barilla, produttrice di deliziose merendine, pasta, fette biscottate, snack, pani morbidi, sfoglie e merende varie, ha uno stabilimento a San Nicola di Melfi, in Basilicata. Lo stabilimento è pieno di amianto, ha il tetto fatto di eternit nonostante la legge 257 del 27 marzo 1992 che obbliga alla bonifica.
Con tutti i soldi che ha la Barilla, invece di bonificare lo stabilimento, preferisce pagare costose pubblicità che presentano le merendine più “sane” e belle d’Italia.
Il problema dell’eternit è che a lungo andare, si sfibra dando origine a piccolissime scaglie invisibili all’occhio umano. I frammenti volatili, possono, una volta respirati, provocare tumori alle vie respiratorie anche a distanza di anni. In questo stabilimento lavorano oltre 500 persone per un totale di 65 mila tonnellate annue di prodotto alimentare smistato nel nostro Belpaese.
Buone le Nastrine vero? Quello è l’unico stabilimento che le produce, quindi se avete mangiato le Nastrine in vita vostra, sappiate che provenivano da uno stabilimento con tetto in eternit e con moltissime probabilità, il tetto vecchio del 1987, sta già facendo svolazzare le piccolissime scaglie di amianto.
Queste non sono mie inchieste, sono inchieste del giornalista Gianni Lannes, un giornalista con la schiena dritta che lavorava per La Stampa. Il suo lavoro è stato bloccato da mazzette e intimidazioni, quindi ha deciso di continuare aprendo un sito tutto suo, un sito libero dove pubblicare le sue inchieste: http://www.italiaterranostra.it/
Mi sono occupata spesso di divulgare i contenuti del sito di Lannes, perché provo una grande stima per il suo lavoro, perché ci conosciamo un pochettino e perché ci siamo sentiti spesso per motivi di “divulgazione”…
Negli ultimi tempi ho trovato il suo sito “spento”, pensavo che forse lo stavano spostando, o stavano facendo modifiche. Ho aspettato, forse troppo. Questa mattina mi sono decisa a prendere il telefono e a chiamarlo; una persona sotto scorta non può sparire per tutto questo tempo, e con amara sorpresa, ho saputo che il sito è stato rimosso illegalmente. Qui sotto le parole di Gianni Lannes:
“La Barilla dei noti fratelli delega il professor avvocato Vincenzo Mariconda con studio a Milano per il lavoro sporco. Invece di rimuovere l’amianto fuorilegge (legge 257/1992) che imbottisce lo stabilimento di merendine e biscotti a San Nicola di Melfi in Lucania, tentano illegalmente di far cancellare il sito del giornale online ITALIA TERRA NOSTRA. Invece di denunciare alla magistratura per l’eventuale reato di diffamazione a mezzo stampa, tutto da dimostrare o citarci in giudizio in sede civile per un risarcimento danni, chiedono ad Aruba di oscurarci. Questa è la democrazia di chi è socio degli Anda-Buhrle (dall’anno 1979), noti soggetti trafficanti a livello internazionale di armi e ordigni. Se si tiene ad una voce libera è il momento di agire nel solco della legalità per rivendicare concretamente il diritto alla libertà di espressione. Tra l’altro sul caso sono state presentate diverse interrogazioni ancora senza risposta dal governo Berlusconi. BOICOTTIAMO LA BARILLA. SOS: pubblicate sul web e diffondete le inchieste di ITN sull’amianto alla Barilla di San Nicola di Melfi.”
Intanto quest’articolo girerà il web in lungo e in largo, mi occuperò personalmente con tutte le mie forze di divulgarlo quanto più riuscirò tramite amici, blogger, resistenti, Agende Rosse, siti e testate giornalistiche. Non è una minaccia, è un avviso. Consiglio alla Barilla di bonificare al più presto perché Gianni Lannes non è solo, e nemmeno io sono sola. La rete fa rete, e sulla Barilla c’è ancora talmente tanto da dire che l’unico modo per tappare le bocche è quello di mettersi in regola!
Buona colazione a tutti.

Helene Benedetti

BERLUSCOMICS






mercoledì 2 febbraio 2011

Google Art Project





Google Art Project è un riuscitissimo nuovo servizio che il motore di ricerca fondato da Page e Brin mette a disposizione dei suoi utenti. Ora sarà possibile visitare gli Uffizi di Firenze oppure il MoMa di New York standosene comodamente seduti davanti al proprio computer grazie alla tecnologia Street View importata nei musei, 17 in tutto. Il servizio è stato presentato ieri presso la Tate Modern (in foto visto da Art Project) di Londra.



E così oltre 1061 opere in alta risoluzione avranno a disposizione amanti dell'arte ma anche neofiti, immagini realizzate in gigapixel, una risoluzione mai vista prima che, per rendere al massimo, hanno bisogno di un monitor all'altezza (non il recente ritrovato che lo scibile umano possa concepire ma neanche un ferro vecchio buono per il mercatino delle pulci!) ed una connessione abbastanza veloce che non vi faccia penare troppo durante il caricamento delle opere. Google Art Project ha collaborato a stretto contatto con i 17 musei negli ultimi 18 mesi ed i risultati si possono tranquillamente vedere, la direttrice della Galleria degli Uffizi ha così commentato: "Il nostro è il museo più vecchio d'Europa e adesso, grazie a Google, può essere visto da chiunque nel mondo e ad ogni ora". Sarcasticamente si risparmia anche nelle lunghe code che affligono tutti i musei più prestigiosi.



Il tour che Google propone è chiaramente a 360 gradi, grazie alla tecnologia, studiata appositamente per gli interni, Street View e questo è il secondo accordo che il Ministero dei Beni Culturali stringe con l'azienda di Mountain View dopo aver fatto digitalizzare un milione di volumi della Biblioteca Nazionale per Google Books. Tutti i musei hanno dato il proprio apporto e il proprio contributo per la riuscita e la rapidità della costruzione e della mappatura delle strutture e dunque andate a sbirciare: il Tate Modern di Londra, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il MoMa di New York, la National Gallery di Londra, la Reggia di Versailles, il Museo Thyssen e il Museo Reina Sofia di Madrid e ancora il Kampa Museum di Praga, la Nationalgalerie e il Gemaldegalerie di Berlino, la State Gallery di Mosca, il Van Gogh Museum e il RijskMuseum di Amsterdam, la Frick Collection e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Free Gallery Art di Washington e il maestoso Hermitage di San Pietroburgo. Tutto gratis, offre Google.