sabato 26 marzo 2011

Solar Water, una geniale utopia



Paolo Franceschetti, ricercatore dell'Unversità di Venezia, ha sperimentato in collaborazione con il Cesvitem Perù un rivoluzionario sistema di depurazione, indicato dall'Onu come uno dei migliori progetti per lo sviluppo dell'umanità

Ricavare acqua potabile dall’acqua salata del mare. O da acqua inquinata. Con un sistema semplice, ecocompatibile e dai costi irrisori. Più che un sogno sembrerebbe un’utopia. Un’utopia che però sta diventando realtà, grazie all’intuito e all’ingegno di un giovane ricercatore dell’Università di Venezia esperto di energie rinnovabili. Che un giorno, facendo bollire l’acqua della pasta, si è reso conto di come la condensa che si ferma sul coperchio sia acqua depurata e potabile, perché il sale resta sul fondo. Un vero colpo di genio. È nata così la “solar water”, l’acqua solare.

Il papà dell’acqua solare si chiama Paolo Franceschetti, e nelle scorse settimane è stato ospite del Cesvitem Perù a Trujillo, dove ha sperimentato sul campo la sua intuizione. Un’idea davvero rivoluzionaria, al punto che l’Onu l’ha inserita tra i dieci migliori progetti per lo sviluppo dell’umanità e per il progresso del mondo. Il concetto, d’altronde, è davvero semplice: il Solwa (sigla che sta appunto per “solar water”) altro non è che una sorta di serra all’interno della quale l’acqua salata o inquinata viene fatta evaporare, liberata dagli agenti contaminanti e quindi nuovamente condensata, purissima e potabile. In pratica una riproduzione “forzata” del ciclo naturale dell’acqua, che, sfruttando esclusivamente l’energia solare, ha un impatto ambientale pari a zero. Semplice come far bollire l’acqua per la pasta. Anzi, di più. “Con il modulo Solwa - spiega Paolo - per attivare il processo bastano 60 gradi, e non 100, grazie ad una serie di accorgimenti che impediscono qualsiasi forma di dispersione e ottimizzano l’assorbimento energetico da parte dell’acqua da trattare. Se poi nella serra immettiamo aria secca, l’evaporazione diviene ancora più rapida”. La grande innovazione sta proprio qui, nell’evaporazione accelerata.

I vantaggi sono evidenti, a partire dalla semplicità di tutto il sistema. “Il Solwa è caratterizzato da una estrema facilità di gestione. È completamente autonomo, in quanto utilizza solo energia solare e non ha bisogno di essere collegato a fonti di alimentazione esterne: se c’è luce, può stare in ogni parte del mondo, in mezzo a un deserto piuttosto che in villaggi isolati. Inoltre, una volta montato e messo in funzione non ha bisogno di una manutenzione particolare”. E qui scatta il secondo vantaggio, ovvero l’economicità. “Abbiamo calcolato una spesa massima di 150 euro a metro quadro, ma vi sono grossi margini per abbattere il costo: il modulo può essere realizzato utilizzando esclusivamente materiali di recupero e un piccolo pannello fotovoltaico”.

Le periferie di Trujillo rappresentano per molti versi un luogo ideale per testare l’efficacia del Solwa, soprattutto nella zona di Moche, in riva all’oceano, dove le fonti d’acqua disponibili soffrono il doppio problema dell’inquinamento da metalli pesanti e delle infiltrazioni salmastre. Visti gli esiti positivi dei test, è stata messa in cantiere la realizzazione di venti moduli, da distribuire ad altrettanti clubes de madres.
Per un approfondimento http://www.cesvitem.org/it/notizie/215-solar-water-una-geniale-utopia.asp

giovedì 17 marzo 2011

Facciamo un ‘48! Il Risorgimento veneto a Palazzo Querini Stampalia



inaugurazione: 16 marzo 2011, ore 12

16 marzo - 1 maggio 2011

Facciamo un ‘48!
Il Risorgimento veneto a Palazzo Querini Stampalia
La mostra "Facciamo un ‘48! Il Risorgimento veneto a Palazzo Querini Stampalia" e la rassegna bibliografica di approfondimento che la accompagna, si inseriscono nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, proponendo un punto di osservazione “privato” sugli avvenimenti di questo momento storico fondativo del nostro Paese. L’esposizione inaugura mercoledì 16 marzo alle ore 12 e potrà essere visitata fino al 1 maggio 2011. Venezia e i suoi territori, dopo la caduta della Repubblica Serenissima nel 1797, furono soggetti alle dominazioni francese e austriaca. Se ne affrancarono definitivamente, dopo il fallimento dei moti insurrezionali del ‘48 e la mancata liberazione del 1859, nel 1866, quando con la III Guerra d’Indipendenza entrarono a far parte del Regno d’Italia. Giovanni Querini Stampalia, nato il 5 maggio 1799, visse il periodo risorgimentale nella stagione della sua maturità e le tracce di quegli eventi si ritrovano nei materiali d’Archivio della Fondazione, che egli stesso istituì per lascito testamentario. Dalle carte del suo archivio e dai documenti della sua ricca biblioteca si è costruito un percorso, sia testuale che iconografico, che abbraccia il periodo compreso tra il 1848 e il 1866: l’assalto a Palazzo Querini nell'agosto del '49 e l'arrivo in Veneto di Re Vittorio Emanuele II nell'agosto del 1866, costituiscono il pretesto per la narrazione degli intrecci tra le vicende storiche del Risorgimento veneto e quelle di un rappresentante della nobiltà veneziana. Un importante supporto iconografico è inoltre fornito da opere che provengono dalle raccolte del Museo della Fondazione e da Collezioni Private. Tra i materiali esposti, illustrazioni, incisioni, fotografie, carte geografiche, testi giuridici, periodici locali, componimenti d’occasione e memorialistica, documenti dall'archivio di famiglia (alcune lettere del conte Giovanni, che riportano vicende personali e fatti cruciali di quegli anni), monete della “Repubblica di Venezia” e medaglie di personaggi storici. orario da martedì a sabato 10 / 23; domenica e festivi 10 / 19. Chiuso il lunedì ingresso libero

lunedì 7 marzo 2011

IL MALE INVISIBILE - la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl



Il Male Invisibile, la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl è il titolo della mostra che presenta gli scatti realizzati dal fotografo Alessandro Scarpa. L’esposizione è in programma dal 19 marzo al 3 aprile 2011 presso la Torre Civica di Mestre.

Dopo la realizzazione del libro “Finché soffia il vento di Chernobyl. Un viaggio di solidarietà dall’Italia alla Bielorussia con il convoglio umanitario di Help for Children” scritto dalla giornalista Francesca Bellemo, Help for Children Onlus, con la partership dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e Centro Pace del Comune di Venezia, dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, della Municipalità di Mestre Carpenedo, e del Comitato Torre di Mestre, presenta la mostra fotografica “Il male invisibile – la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl” con le immagini scattate dal fotografo mestrino Alessandro Scarpa, in parte contenute nello stesso volume, altre inedite.

Un percorso fotografico nel quale il visitatore entrerà a stretto contatto con la realtà bielorussa, i suoi villaggi di campagna poverissimi e i suoi centri urbani degradati ma anche le sue bellezze naturali, scoprendo in che modo la catastrofe di Chernobyl ha influito e sta influendo sulla vita della popolazione bielorussa.
La mostra vuole essere soprattutto un’occasione per documentare, a ridosso del 25° anniversario del disastro del 26 aprile 1986, l’importante impegno dell’associazione Help For Children, che da 20 anni promuove l’ospitalità nelle famiglie italiane, a scopo terapeutico, dei bambini vittime delle radiazioni nucleari di Chernobyl, e che è sempre alla ricerca di nuove famiglie aderenti.

venerdì 4 marzo 2011

VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!



26 marzo 2011
Ore 14.00 - Piazza della Repubblica
Manifestazione nazionale a Roma

VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!
SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,
dei diritti, della democrazia

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua.
Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.

Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all'utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.

Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

Una manifestazione aperta, allegra e plurale.
Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.
E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.

Perché solo la partecipazione è libertà.
Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

PROMUOVONO:
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato Referendario “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune”