giovedì 17 novembre 2011

Mattei. Petrolio e fango
Les Enfants du Paradis_Festival della Narrazione di Arzo, Svizzera_ Esteuropaovest Festival

di e con Giorgio Felicetti
con la partecipazione di Valentina Bonafoni

Francesco Niccolini e Giorgio Felicetti testo teatrale
Giorgia Basili scene e costumi
Stefano Romagnoli luci
Marianna Brilla e Lisa Paglin training vocale

auditorium quarto piano
ingresso: intero 7 euro - ridotto 5 euro (Candiani Card, CinemaPiù, studenti)




Enrico Mattei, ovvero la storia del lavoro italiano 
"Tutto è spaventosamente chiaro".
Pier Paolo Pasolini
 MATTEI è storia di petrolio.
MATTEI è giustizia annegata nel fango.
MATTEI è una stella di fuoco che cade il 27 ottobre 1962 a Bascapé.

Mi piacciono le figure umane paradigma del presente, e sia "l'Adriano operaio" protagonista del mio precedente lavoro, e ancor di più l'Enrico Mattei condottiero d'impresa, sono due facce simbolo della stessa medaglia: "la storia del lavoro italiano".
Questo singolare personaggio di "patriota", prefigura un'"Italia nazione" che si riscatta da una guerra mondiale perduta tragicamente, dalla povertà atavica, dalle valigie di cartone dei nostri migranti, e trova la sua identità e la sua dignità nel lavoro.
Mattei è la storia di un ragazzino nato e vissuto nelle Marche, ma che ben presto parte per Milano a cercare il futuro, qui fonda una piccola fortunata industria chimica e inizia a frequentare gli ambienti politici democristiani, partecipa alla Resistenza, nel dopoguerra fa rinascere l'Agip e fonda l'Eni, rivoluziona la politica energetica nazionale ed internazionale, fino a diventare "l'italiano più importante dopo Giulio Cesare".
Teatro d'inchiesta o narrazione civile, giallo storico o thrilling industriale:
Mattei è racconto epico di giustizia negata.
Il testo dello spettacolo, scritto a quattro mani con Francesco Niccolini, è frutto di una lunga ricerca fatta di testimonianze dirette, interviste a persone che hanno conosciuto Mattei, e di consultazione di libri, foto, film, documentari e soprattutto dei materiali prodotti dal Tribunale di Pavia, sulla ricostruzione degli ultimi giorni di vita e sul giorno della morte del Presidente dell'ENI.
Lo spettacolo racconta un Mattei di sconvolgente attualità, e getta una nuova, inquietante luce, su questa morte annunciata, primo tragico capitolo di quello che Pier Paolo Pasolini definisce il "romanzo delle stragi".


Note di regia
Perché uno spettacolo su Enrico Mattei?
Il "grande corruttore incorruttibile", il "grande capitano d'impresa", il "grande italiano", il "grande pericolo per l'Occidente", "l'italiano più grande dopo Giulio Cesare".
C'è sempre il "grande", vicino ad ogni definizione che riguardi Mattei.
Enrico Mattei è probabilmente il personaggio del secondo Novecento italiano su cui si è scritto di più, una sterminata bibliografia, ancor più che su Aldo Moro.
C'è stato un bellissimo film di Francesco Rosi, una recente fiction televisiva, meno bella.
E ancora oggi, ogni giorno, viene fuori il nome di Enrico Mattei, sui più svariati argomenti: in TV parlano di geopolitica, del Mediterraneo in fiamme, è Mattei che, prevedendo la necessaria emancipazione dei paesi africani e del Maghreb, per primo mette l'Italia al centro del Mediterraneo; si parla di scontro tra giustizia e potere: la sua vita e la sua morte sono al centro di questo conflitto.
Si parla di nuovo giornalismo e di editoria, ecco il Mattei fondatore de Il Giorno; si parla di crisi energetica, e lì il gioco è semplice, Mattei è stato l'energia italiana; parlano di nuova architettura, è Mattei che ha fatto costruire il villaggio di Borca di Cadore, ancora oggi studiato come modello anni Cinquanta; si parla di comunicazione, di arte figurativa e marketing, oppure di energia nucleare, e trovi Mattei.
Insomma, anche se circondata spesso da un alone di ostilità e mistero, l'eredità di quest'uomo è ancora immensa.
Enrico Mattei a suo modo, tra luci accecanti ed ombre spaventose, è la figura di un patriota.
E adesso mi accorgo che anche lo spettacolo Mattei, a suo modo, è uno spettacolo "Patriottico".
All'interno dello spettacolo ci sono delle vicende mai raccontate, c'è un'importante intervista inedita ad un personaggio molto vicino a Mattei, e soprattutto, ci sono gli atti e le conclusioni del Tribunale di Pavia, riguardanti l'ultimo processo sul "caso Mattei", e i legami tra la morte di Mattei e quella di Pier Paolo Pasolini.


Giorgio Felicetti

 Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

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