giovedì 15 dicembre 2011

Slavoj Zizek: È finito l’inchiostro rosso

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Il crollo della finanza del 2008 ha distrutto più proprietà privata di quanto noi potessimo fare se ci impegnassimo giorno e notte per settimane. Dicono che siamo sognatori. I veri sognatori sono quelli che pensano che le cose possano continuare ad andare avanti all’infinito in questo modo. Noi non siamo sognatori. Ci siamo svegliati da un sogno che è diventato in un incubo. Noi non vogliamo distruggere nulla. Siamo soltanto testimoni di come il sistema sta distruggendo se stesso. Tutti conosciamo le classiche scene dei cartoni animati. Il carrello arriva sul ciglio del burrone. Tuttavia, continua a camminare ignorando il fatto che sotto non c’è nulla. Solo quando solo uno guarda in basso e si rende conto, allora cade giù. Questo è quello che stiamo facendo. I ragazzi qui a Wall Street stanno dicendo a chiunque: «Ehi, guarda giù!».
Nel mese di aprile del 2011, il governo cinese ha vietato in televisione, nei cinema e nei romanzi tutte le storie che descrivano realtà alternative o viaggi nel tempo. Questo è un buon segno per la Cina. Significa che la gente sa ancora sognare alternative, perciò bisogna vietare questo sogno. Qui non si pensa a un divieto di questo tipo. Il sistema ha soppresso la nostra capacità di sognare. Guardate i film che vediamo. E’ facile immaginare la fine del mondo. Un asteroide distrugge ogni forma di vita e così via. Ma non è possibile immaginare la fine del capitalismo. Dunque, cosa facciamo qui? Permettete che vi racconti una barzelletta meravigliosa dei vecchi tempi del comunismo.
Un ragazzo è stato mandato dalla Germania dell’Est a lavorare in Siberia. Sapeva che la sua corrispondenza sarebbe stata letta dalla censura. Così ha detto ai suoi amici: dobbiamo stabilire un codice. Se la lettera è scritta in inchiostro blu, ciò che scrivo è vero. Se è scritta in inchiostro rosso, è falso. Dopo un mese ai suoi amici arriva la prima lettera. Tutta scritta in blu. Dice, la lettera: qui è tutto meraviglioso. I negozi sono pieni di ottimo cibo. I cinema proiettano bei film occidentali. Gli appartamenti sono grandi e lussuosi. L’unica cosa che non puoi comprare è l’inchiostro rosso.
Questo è il modo in cui viviamo. Abbiamo tutte le libertà che vogliamo. Ma ci manca l’inchiostro rosso. La lingua per esprimere la nostra non-libertà. Il modo in cui ci insegnano a parlare di guerra, libertà, terrorismo, e via dicendo, falsifica la libertà. Ecco cosa state facendo qui: state dando a tutti noi dell’inchiostro rosso.
C’è un pericolo. Non innamoratevi di voi stessi. Trascorriamo del tempo piacevole qui. Ma ricordate: il carnevale è a buon mercato. Ciò che importa è il giorno dopo. Quando dovremo tornare alla vita normale. Ci saranno dei cambiamenti, dopo. Mi auguro che non vi ricordiate di questi giorni: «Oh, eravamo giovani, era bellissimo». Non dimenticate che il nostro messaggio di base è: siamo autorizzati a pensare a delle alternative. Il sistema si è rotto. Non viviamo nel mondo migliore possibile. Ma c’è molta strada da percorrere. Ci sono questioni davvero difficili da affrontare. Sappiamo ciò che non vogliamo. Ma cosa vogliamo? Quale organizzazione sociale è in grado di sostituire il capitalismo? Che tipo di nuovi leader auspichiamo?
Ricordate: il problema non è la corruzione o la cupidigia. Il problema è il sistema che ti spinge a rinunciare. Bisogna fare attenzione non solo ai nemici. Bisogna stare attenti anche i falsi amici che sono già al lavoro per annacquare questo processo. Allo stesso modo in cui si prende il caffè senza caffeina, la birra senza alcol, il gelato senza grassi. Cercheranno di trasformare tutto questo un’innocua protesta etica. […] Ma il motivo per cui siamo qui è che ne abbiamo abbastanza di un mondo dove riciclare lattine di coca cola… Dove l’uno per cento va ai bambini affamati del mondo. E tanto basta per farci stare bene. Dopo che abbiamo esternalizzato lavoro e tortura. Dopo che abbiamo appaltato anche la nostra vita amorosa alle agenzie matrimoniali, ci accorgiamo che per molto tempo abbiamo permesso che anche il nostro attivismo politico fosse dato in appalto. Lo rivogliamo. Non siamo comunisti. Se per «comunismo» s’intende il sistema che è crollato nel 1990, ricordate che oggi i comunisti sono i capitalisti più efficienti e spietati. In Cina c’è un capitalismo ancora più dinamico del vostro capitalismo americano, che non ha bisogno della democrazia. Significa che quando criticate il capitalismo, non lasciatevi ricattare da chi dice che così si è contro la democrazia. Il matrimonio tra democrazia e capitalismo è finito.
Il cambiamento è possibile. Allora, cosa consideriamo possibile oggi? Basta seguire i media. Da un lato la tecnologia e la sessualità, e tutto sembra essere possibile. Si può viaggiare sulla luna. Si può diventare immortali grazie alla biogenetica. Ma date un’occhiata alla società e dell’economia. Quasi tutto è considerato impossibile. Si vogliono aumentare un pochino le tasse a i ricchi? Ti dicono che è impossibile, perdiamo competitività. Volete più soldi per l’assistenza sanitaria? E’ impossibile, perché significa creare uno stato totalitario. C’è qualcosa che non va, in un mondo in cui vi è stato promesso che sarete immortali, ma dove non si può spendere un po’ di più per l’assistenza sanitaria […]
L’unico senso in cui qui siamo comunisti è che ci preoccupiamo per i beni comuni. I beni comuni naturali. I beni comuni che vengono privatizzati dalla proprietà intellettuale. I beni comuni della biogenetica. Per questo e solo per questo dovremmo combattere. […]

* Questo testo è la traduzione dello speech che il filosofo sloveno Slavoj Zizek ha tenuto ai manifestanti di Occupy Wall Street. Il discorso integrale si trova sul sito www.occupywallst.org.

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