martedì 19 novembre 2013

FELLINIANA Omaggio a Federico Fellini 13 dicembre 2013 / 19 gennaio 2014

8 ½ Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann



A vent'anni dalla morte di Federico Fellini e a cinquanta dall'uscita del suo capolavoro , il Centro Culturale Candiani dedica al grande maestro una serie di iniziative a partire dall'esposizione 8½. Il viaggio di Fellini. Fotografie di Gideon Bachmann, a cura di Cinemazero e in collaborazione con l'Archivio Fotografico Cinemazero Images di Pordenone.
La selezione - tra le circa 3.000 fotografie che Gideon Bachmann ha scattato sul set - propone un percorso non convenzionale che ricostruisce la genesi di un film divenuto subito un classico e invita a percorrere un viaggio che apre a prospettive meravigliose e meno conosciute, che completano la conoscenza di un capolavoro come 8 ½. Lo sguardo esperto di Bachmann - oltre ai corpi e ai luoghi che sono giunti a noi come "felliniani" per antonomasia - ha saputo cogliere e descrivere chiaramente l'atmosfera da caravanserraglio che ha animato il set, l'andirivieni di visite, il super attivismo del regista demiurgo, restituendoci un ritratto inusuale di uno dei più significativi maestri del Cinema.
Sul set di 8 ½ c'erano tre fotografi, Paul Ronald (il fotografo di scena ufficiale), Tazio Secchiarioli (amico e mascotte di Fellini) e Gideon Bachmann (che raccoglieva materiale per un libro). Solo le foto di quest'ultimo sono rimaste, praticamente, inedite fino a una decina di anni fa, riscoperte e valorizzate dal prezioso archivio Cinemazero Images.
Oltre alle immagini di Fellini, tra le 100 foto in mostra, numerosi ritratti di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk Aimée, alcuni scatti di Sophia Loren in visita sul set e naturalmente le scene più famose del film.
All'interno della sala espositiva, uno spazio sarà dedicato a Felliniana, un omaggio al grande maestro con la proiezione di film e interviste, incontri di approfondimento e, il 13 dicembre alle ore 18.00, l'imperdibile esibizione di Emanuela Battigelli (arpa) e Claudio Ferrarini (flauto) in Amarcord Rota.

Dal 13 dicembre 2013 al 19 gennaio 2014


giovedì 12 dicembre, ore 18.00
Inaugurazione mostra
Aperitivo offerto da F.I.S.A.R. Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori Delegazione Venezia città
 
orario:
dal mercoledì alla domenica 16.00 - 20.00
chiuso il 25 dicembre
apertura straordinaria il 6 gennaio 16.00 - 20.00

sala espositiva secondo piano
ingresso libero

 
 
 

Amarcord... Rota

venerdì 13 dicembre, ore 18.00

Nel 2012 il duo Claudio Ferrarini e Emanuela Battigelli ha pubblicato per Arte Sonora/Caligola (distribuzione Stradivarius) un interessante album intitolato Amarcord... Rota, interamente dedicato a Nino Rota e soprattutto, ma non solo, alle sue più celebri musiche da film, al cui interno fanno naturalmente la parte del leone quelle scritte per Federico Fellini che costituiranno il corpus principale del concerto organizzato in occasione della mostra dedicata al geniale regista romagnolo. Si potranno così riascoltare, per mano di questo originale e raffinato duo, i temi dai film La strada, La dolce vita, Giulietta degli Spiriti, Amarcord, Il Casanova, oltre naturalmente a Otto e mezzo, melodie a tutti note ma che, nell'esecuzione del flauto di Ferrarini e dell'arpa di Battigelli, acquisteranno una sorprendente leggerezza ed un sapore, intriso di nostalgia, nuovo e del tutto particolare.

                                                                                                Claudio Donà

sala espositiva secondo piano
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti
 
 
 
 

Incontri

giovedì 19 dicembre, ore 17.30
I miei viaggi a Fellinia con soste nello sciocchezzaio critico italiano

a cura di Gian Piero Brunetta

Cercherò di ripercorrere i miei incontri con l'opera di Fellini lungo oltre quarant'anni di studi sul cinema italiano parlando delle caratteristiche del mondo nato dalla sua fantasia, Fellinia, dell'importanza di alcuni incontri, Flaiano, Zanzotto, Zapponi, e degli atteggiamenti più ottusi tenuti dalla critica italiana nei suoi confronti lungo tutta la sua carriera registica.

                                                                                       Gian Piero Brunetta

venerdì 10 gennaio, ore 17.30

Tra paparazzi e polaroid: istantanee felliniane
a cura di Fabrizio Borin

Sempre presente nel cinema di Fellini - ma forse dovremmoricordarci di dire in uno dei primissimi inventori italiani del metacinemamoderno - l'immagine fotografica si manifesta in lui sotto varie forme: dallacronaca ai fenomeni di costume, dalla testimonianza cinico-affettuosa deldivismo nella nascente classe media come nella classica borghesia nostranadegli anni Cinquanta e Sessanta, ai flash mentali per la ricerca di volti ecorpi tipici. Fino al falso ma spietato vuoto televisivo di Ginger e Fred.
                                                                                                Fabrizio Borin


sala espositiva secondo piano
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

 
 
 
 

Rassegna cinematografica

sabato 21 dicembre, ore 16.30
8 ½ (Italia/Francia, 1963,132') di Federico Fellini

sabato 28 dicembre, ore 16.30
I vitelloni (Italia/Francia,1953, 103') di Federico Fellini
 
sabato 4 gennaio, ore 16.30

Il bidone (Italia/Francia,1955, 100') di Federico Fellini

mercoledì 8 gennaio, ore 16.30
Ciao, Federico! (Italia/USA/Svezia,1970, 60', documentario) di Gideon Bachmann

sabato 11 gennaio, ore 16.30
Amarcord (Italia, 1973, 118')di Federico Fellini

sabato 18 gennaio, ore 16.30
Intervista (Italia/Francia,1986, 113') di Federico Fellini

sala espositiva secondo piano
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti




Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7
30174 Venezia Mestre


Come raggiungerci

In treno:
dalla stazione F.S. di Mestre prendere l'autobus Linea 2 (fermata sotto l'Hotel Plaza), scendere alla fermata ex Ospedale e percorrere via Antonio da Mestre fino a piazzale Candiani

In auto:
uscita Tangenziale Castellana, seguire indicazioni park Candiani, prendere via Einaudi svoltare alla prima a destra fino a piazzale Candiani

La Festa della Salute: 21 Novembre

La basilica della Salute
La Festa della Salute è sicuramente quella dall'impatto meno "turistico", e che evoca un sincero sentimento religioso popolare.

Anche questa festività, come quella del Redentore, ricorda un'altra terribile pestilenza, quella del biennio 1630-31, e il conseguente voto pronunciato dal Doge per ottenere l'intercessione della Vergine.

A tutt'oggi migliaia di cittadini sfilano il 21 novembre davanti all'altare maggiore dell'imponente Chiesa della Salute a perpetuare il secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria
 
 
 
 
Il doge circondato dai dignitari
La storia
Nel 1630, più di mezzo secolo dopo la terribile pestilenza del 1575-77, il morbo si abbatte nuovamente su Venezia. Il doge fa voto di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l'intercessione della Vergine Maria per porre fine alla pestilenza.
 
 
 
Canaletto, Chiesa della Salute
La basilica

La progettazione fu affidata al giovane architetto Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e al tempo stesso la Repubblica. La basilica fu consacrata nel 1687.
 
 
 
Ponte votivo
La festa della Salute oggi

A tutt'oggi, il 21 novembre, migliaia di persone percorrono il ponte votivo su barche e vanno in pellegrinaggio alla chiesa della Salute a rendere omaggio alla Madonna e ad accendere un cero affinché interceda per la loro salute.
 
 
 
Un piatto di castradina
La cucina
La castradina, pietanza molto saporita a base di carne di montone, è il piatto tipico che si usa consumare a Venezia il giorno della Salute.

Napoleone Martinuzzi. Venini 1925–1931 Venezia, Le Stanze del Vetro

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
8 settembre – 1 dicembre 2013

L’8 settembre 2013 apre al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia la mostra Napoleone Martinuzzi. Venini 1925–1931 a cura di Marino Barovier. La mostra è la seconda del ciclo espositivo dedicato alla storia della vetreria Venini e organizzato da Le Stanze del Vetro, progetto culturale pluriennale avviato da Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria del Novecento.Il progetto de Le Stanze del Vetro prevede infatti, tra le sue molte attività culturali, la realizzazione di dieci mostre, una all’anno, che hanno come protagonista la Venini, la cui produzione si è distinta nel panorama del vetro artistico del XX secolo. Le mostre, a carattere monografico, illustrano di volta in volta l’opera di artisti che hanno negli anni collaborato con la nota vetreria muranese. Ogni mostra è accompagnata da un volume che, a conclusione del ciclo espositivo, costituirà il Catalogo Ragionato di Venini.
Lo spazio espositivo de Le Stanze del Vetro è stato progettato lo scorso anno dallo studio newyorchese di Annabelle Selldorf Architects, specializzato nella progettazione di spazi e ambienti museali, che ha deciso di collaborare con alcune tra le più interessanti maestranze veneziane, in particolare Augusto Capovilla e Gino Zanon, aziende di tradizione familiare che rappresentano l’eccellenza nel territorio nei diversi ambiti lavorativi.Come per la mostra Carlo Scarpa. Venini 1932-1947 inaugurata a San Giorgio lo scorso agosto 2012 e dal prossimo novembre ospitata al Metropolitan Museum of Contemporary Art di New York (5 novembre 2013 – 2 marzo 2014), l’esposizione dedicata a Napoleone Martinuzzi è resa possibile grazie all’accurata ricerca documentaria, intrapresa da Marino Barovier, coadiuvato da un gruppo di studiosi, sulla storia della vetreria muranese e dei grandi progettisti che l’hanno resa celebre nel mondo. Lo studio e la verifica incrociata delle diverse fonti documentarie (foto, cataloghi, disegni di fornace) e il confronto di queste con gli oggetti reali, messi a disposizione da musei, istituzioni pubbliche e private, collezionisti italiani e stranieri, hanno consentito di realizzare una rassegna completa dei vetri progettati da Napoleone Martinuzzi tra il 1925 e il 1931, periodo in cui fu direttore artistico della Venini.
Nel periodo in cui Martinuzzi collaborò con Paolo Venini realizzò splendidi oggetti, ispirati alla classicità della forma ma innovativi per le tecniche vetrarie e l’utilizzo delle paste vitree. La mostra Napoleone Martinuzzi. Venini 1925–1931 ripercorre cronologicamente tutta la sua produzione: dagli eleganti soffiati trasparenti, alle opere dalla inedita tessitura opaca, dalle sperimentazioni con il vetro pulegoso e a fitte bollicine a quelle con il vetro opaco dalle intense e compatte colorazioni.

Le opere in mostra sono circa 200, rappresentative di quanto di più significativo la vetreria realizzò grazie all’inventiva dello scultore muranese.
Molte di queste opere furono presentate alle Biennali di Venezia dal 1926 al 1930, e alle grandi manifestazioni di arti decorative, in particolare la Biennale e la Triennale di Monza. Il 1930 fu un anno importante nella storia della Venini: grazie all’ingegno di Martinuzzi, la produzione si distinse per la particolare ricchezza di opere proposte in occasione di queste grandi esposizioni. Furono presentati i classici vetri trasparenti, insieme a una collezione di vetri pulegosi dal sapore arcaico; i singolari acquari insieme ai coloratissimi vasi velati; le piante grasse insieme a un variopinto bestiario.
L’esposizione dedica inoltre attenzione al legame che Martinuzzi ebbe con il poeta Gabriele D’Annunzio, il quale commissionò all’artista muranese non solo lavori scultorei ma anche diverse opere vetrarie. Per restituire questo particolare legame e il progetto artistico condiviso da queste due personalità, in mostra è stata riproposta una sala del Vittoriale, allestita dallo scenografo Pierluigi Pizzi, con alcuni degli esemplari più importanti che Martinuzzi disegnò per il poeta. Ne sono un esempio la zucca luminosa in vetro incamiciato, che Martinuzzi realizzò su specifica richiesta di D’Annunzio per la sua residenza, il vaso con grandi anse costolate e il canestro con frutta, la coppa in vetro trasparente azzurro e l’elefante in pasta vitrea rossa. Ognuno di questi oggetti è un pezzo unico.

Il catalogo, a cura di Marino Barovier, è edito da Skira.Anche per questa esposizione, continuano le attività didattiche gratuite per studenti di scuole elementari, medie e superiori, insieme al servizio di accompagnamento guidato gratuito per i visitatori de Le Stanze del Vetro. Nello specifico, le attività didattiche prenderanno la forma di laboratori e workshop, durante i quali ragazzi e bambini si confronteranno direttamente con la storia e l’importanza dell’arte vetraria per Venezia, producendo artefatti e partecipando ad attività laboratoriali e momenti di confronto.
Per entrambi i servizi è obbligatoria la prenotazione telefonando al numero verde 800 662 477 (dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 17.00) o inviando una mail a: artsystem@artsystem.it. Sul sito internet www.artsystem.it saranno disponibili informazioni dettagliate sulle attività laboratoriali per studenti suddivisi per fasce di età.

martedì 5 novembre 2013

È stato morto un ragazzo

Sequenza film
L'Associazione di promozione sociale Spazio Zero e il Circolo Cinematografico Pietro 
Dal Monaco organizzano, in data giovedì 7 novembre 2013 presso il cinema teatro 
Cristallo di Oderzo alle ore 21:00, la proiezione di "È stato morto un ragazzo".
Il documentario, premiato con il David di Donatello nel 2011 per la categoria miglior 
documentario di lungometraggio, racconta con linguaggio essenziale la tragica vicenda 
dell'omicidio di Federico Aldrovandi per mano della polizia e il processo da esso scaturito.
Sarà presente in sala il regista 
Filippo Vendemmiati.
Giovedì 07 / 11 con cineforum ore 21:00

È stato morto un ragazzo

un film di Filippo Vendemmiati

La narrazione ripercorre le vicende umane e giudiziarie legate alla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta a Ferrara alle sei di mattina del 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Da quella vicenda scaturì un’inchiesta giudiziaria, inizialmente destinata all’archiviazione, e un processo, che in primo grado il 6 luglio del 2009 si è concluso con la condanna a 3 anni e sei mesi di quattro agenti.
La storia viene ricostruita attraverso testimonianze ufficiali e il racconto si sviluppa sotto la diretta consulenza degli avvocati di parte civile e dei familiari del ragazzo, che approvano e collaborano al progetto: la prima parte è dedicata ai fatti e ai misteri, la seconda al processo e a suoi numerosi colpi di scena, mentre il finale, partendo dagli interrogativi rimasti insoluti, tenterà una spiegazione verosimile degli avvenimenti.
Il titolo scelto, È stato morto un ragazzo, fa riferimento alla vicenda di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso in un autogrill da un proiettile vagante, partito dalla pistola di un poliziotto. La frase, tanto sgrammaticata quanto efficace, fu pronunciata da un collega del poliziotto, e rappresenta bene anche le ambiguità della tragedia di Federico, in bilico tra omicidio e casualità.

Il regista Filippo Vendemmiati

Filippo Vendemmiati, ferrarese, classe 1958, è giornalista, inviato e autore di lungometraggi. Felicemente sposato, vive a Bologna. In forza alla redazione Rai dell’Emilia Romagna dal 1987, nella sua lunga carriera, si è occupato di fatti di cronaca di rilievo nazionale, come il disastro dell’aereo militare in fiamme caduto il 6 dicembre del ‘90, sull’istituto “G. Salvemini” di Casalecchio di Reno, e costato la vita a dodici ragazzi, e l’assassinio del Prof. Marco Biagi, ad opera di un commando delle Nuove B.R., il 19 marzo del 2002. In veste di autore, ha firmato “La Grande Sorella”, reportage sul dramma della lebbra in India, realizzato con i colleghi Marino Cancellari e Donata Zanotti, e vincitore del “Premio Enzo Baldoni” nel 2006.
Tra le sue passioni, la fede calcistica per squadra del cuore, la Spal, che segue con dedizione fin da bambino. Le vicende legate alla tragica morte di Federico Aldrovandi, lo studente ferrarese ucciso la notte del 25 settembre del 2005, lo hanno convinto “che era arrivato il momento di fermarsi, di riavvolgere i nastri e rileggere gli appunti, perché l’unica vera notizia che vale la pena raccontare è la storia e non il fatto e per una volta le notizie possono aspettare”. E proprio alla storia di Federico Aldrovandi e alla ricerca della verità dei fatti, che non sempre coincide tout court con la verità giudiziaria, è dedicato il libro + DVD “È stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia”, uscito il 9 settembre 2010, nella collana Promo Music Books, di Corvino Meda Editore, e presentato in anteprima nazionale a Venezia, nelle Giornate degli Autori Venice Days 2010.
E' stato morto un ragazzo ha ricevuto il premio come miglior documentario 2010 al Bari Film e Tv Festival ed è stato premiato con il David di Donatello nel 2011 per la categoria miglior documentario di lungometraggio.